comunicato emergenza malagrotta

25/giu/2012 12.06.56 udicon Contatta l'autore

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 COMUNICATO STAMPA

 

Malagrotta: è emergenza sanitaria

 

Tiriamo un sospiro di sollievo per la chiusura dell’indagine da parte dell’Ue relativa alla gestione dei  rifiuti, ma non possiamo minimamente  pensare all’archiviazione del caso �“ afferma l’Udicon regionale Lazio �“ il dossier presentato ai pm mette in luce una situazione estremamente rischiosa per la salute dei cittadini che abitano in prossimità del sito, esposti per anni all’azione di agenti chimici inquinanti che hanno contribuito alla formazione di patologie dell’apparato cardiovascolare e respiratorio che fortunatamente, solo in pochi casi sono stati mortali”.

Con queste parole l’U.Di.Con. commenta le ultime notizie relative a quella che, a tutti gli effetti, è diventata una soap opera all’italiana: il nuovo sito per i rifiuti della Regione Lazio su cui si continua a discutere da mesi senza riuscire ad arrivare ad una soluzione condivisa.

Se da una parte arrivano buone notizie dall’Unione Europea, a seguito dell’avvio di una procedura d’infrazione che si sarebbe potuta chiudere con una salatissima multa (decisione questa per ora rinviata), dall’altra la redazione finale della “Valutazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione residente nell’area di Malagrotta a Roma”, svolta dal Dipartimento di Epidemologia del Servizio Sanitario Regionale e dall’Agenzia di Protezione Ambientale del Lazio, fa luce sull’emergenza sanitaria che sta vivendo la popolazione residente nell’arco di 7 km dalla discarica.

L’esposizione ad agenti inquinanti emessi dalla discarica, dalla raffineria e dall’inceneritore, sono state la cause di diverse patologie: problemi all’apparato cardiovascolare e circolatorio, tumori alla laringe, alla mammella e al fegato sono state riscontrate tra la popolazione femminile; mentre gli uomini sarebbero affetti da malattie dell’apparato respiratorio, tumore al pancreas e disfunzione alla tiroide.

Abbiamo letto con attenzione lo studio, ma ci sono ancora alcuni punti che lasciano perplessi in quanto sono stati completamente ignorati: come illustrato a conclusione del rapporto è stata presa in considerazione solo la matrice aria, escludendo quindi la componente acqua e suolo che se contaminate possono comunque essere pericolose per l’uomo; inoltre �“ aggiunge il responsabile regionale �“ sembra alquanto riduttivo non inserire tutti i bambini residenti nel perimetro delineato all’interno dello studio, chi ci garantisce che tra qualche anno i nati dopo l’ottobre 2001 non possano presentare malattie legate all’inquinamento?

In attesa di un esito definitivo sulla posizione del nuovo sito, l’U.Di.Con invita il procuratore aggiunto Cucchiari e il pm Galanti ( che si occupano delle inchieste) ad approfondire ulteriormente il caso, richiedendo un esame più specifico sui suddetti punti che risultano tuttora oscuri.

 
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