06/lug/2012 17.55.01 associazione euromediterranea Contatta l'autore

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Il 30 luglio si celebra  l’anniversario della salita al trono di Sua Maestà
Mohamed VI che nel corso di questi anni ha saputo avviare un profondo
cambiamento nella sua Nazione assicurando pace e stabilità in una regione
fondamentale per quanto riguarda la sicurezza del mediterraneo. Purtroppo
rimangono ancora aperte numerose problematiche tra le quali quella del Sahara
Occidentale, la cui eventuale indipendenza che trova numerosi sostenitori anche
in Italia, non solo sarebbe un controsenso storico ma anche un fattore di
instabilità. Quella del Sahara Occidentale è una delle questioni meno
affrontate nel dibattito della politica estera italiana”.Infatti, mentre si
parla molto del Medio Oriente la questione legata a questa porzione di Africa
appare relegata a poche persone.  Occorre precisare, che se il dibattito
generale pone il il problema del Sahara sotto l’aspetto dell’autodeterminazione
delle popolazioni, questo non deve fare dimenticare l’appartenenza immemorabile
di questo territorio al Marocco, né il carattere legittimo della sua
reintegrazione alla Madrepatria dal 1975. Per prima cosa occorre ricordare che
il Regno del Marocco si è costituito in Stato Nazionale fin dal IX° secolo d.c.
e tale caratteristica, unica in tutta la regione, è stata conservata anche
durante il protettorato francese (1912-1956). Non mi dilungo sul fatto che già
il fondatore della dinastia degli Almoravidi , Youssef Ben Tachfine, costituì
il “Grande Marocco” che si estendeva sino ai confini del Senegal ne che tale
vincolo è sopravvissuto con la dinastia Alawita.
Lasciando perdere, con garde dispiacere le questioni storiche, occorre
ribadire che la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale è stata sanzionata
da disposizioni espresse in diverse convenzioni stipulate sia durante il
periodo dell’Impero Sceriffale sia in età più recente con Nazioni straniere, a
titolo informativo ricordiamo i trattati con la Spagna (1861) con gli Stati
Uniti d’America (1786 e 1836) e con la Gran Bretagna nel 1856.
In epoca ancora più vicina a noi la dichiarazione congiunta del 7 Aprile 1956
nella quale lo Stato Iberico cita “ribadisce la propria volontà di rispettare l’
unità territoriale dell’Impero garantita dai trattati internazionali”. La
presenza della Spagna però non terminò tanto che nel 1958 venne liberato
Tarfaya , Ifni nel 1969 e Sahara Occidentale (nel 1975) mentre i territori di
Ceuta e Mellila formano ancora oggi oggetto di contenzioso territoriale tra i
due Regni. Nel 1957 sale al trono Mohammed V Il cui regno sarà di breve durata
tanto che solamente dopo pochi ma intensi anni gli succederà il figlio Hassan
II che il 6 Novembre 1975 per riaffermare la piena sovranità del Marocco sul’
ex Sahara Spagnolo guida la pacifica marcia sulle terre del Rio de Oro.
Attualmente Sua Maestà Mohamed VI nella sua lungimirante opera di
ammodernamento dello Stato ha lanciato anche per la regione sahariana al centro
di un scontro internazionale che tenta di strappare questa parte del suolo
marocchino alla madre patria, un programma per certi versi simile a quello nato
dagli accordi De Gasperi �“ Gruber del 5 Febbraio 1946. Infatti, Sua Maestà
profondo conoscitore e studioso esso stesso di diritto internazionale, ha
proposto per la regione del Sahara Occidentale una forma di autonomia speciale
, che salvaguardando i diritti delle popolazioni interessate non solo favorisca
lo sviluppo economico e sociale della regione ma contribuisca a consolidare l’
unità della Patria marocchina. Sostenere, per noi italiani il Marocco, il suo
Sovrano e il popolo, non è solamente una doverosa “scelta di campo” ma
significa appoggiare una Nazione che ha fatto della tolleranza ( qui convivono
da sempre cristiani, ebrei e mussulmani senza alcun problema) e della
convivenza la base su cui costruire uno Stato moderno ma rispettoso della
tradizione.
Su questo punto mi permetto di aprire un'ulteriore considerazione. Infatti, in
modo dove la tolleranza sembra tramontare, il Marocco, ha fatto della
tolleranza il suo fondamento storico. Tutte le dinastie che hanno governato
questo antico Regno si sono caratterizzate proprio per il saper coniugare le
differenti culture in modo da creare uno Stato armonico e che , pur fondato sul
messaggio dell'Islam, ha permesso a numerose culture e religioni di vivere in
in perfetta unione. Non voglio scomodare esempi quali la Spagna degli
Almoravidi , momento di massimo splendore per la cultura non solo della
penisola iberica ma per tutta l'Europa. Un periodo, nel quale la Spagna era
terra di accoglienza per tutti gli uomini di cultura indipendentemente dal
credo professato.

La tolleranza del Marocco fu dimostrata in tempi recenti dal nonno
dell'attuale sovrano, S. M Mohammed V che negli anni tormentanti della Shoah
non solo cercò di evitare l'applicazione delle leggi antiebraiche che il
governo di Vichy voleva applicare ma, cercò fino in fondo di proteggere la
comunità ebraica marocchina.


Per questi motivi e per il grande contributo che oggi i Marocchini danno al
nostro Paese non possiamo che essere vicini a S. Mohammed V al Marocco e a
tutto il Suo glorioso Popolo.


 
Dott. Marco Baratto
Associazione Culturale Euromediterranea
Mulazzano - Lodi-


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