Senatori costretti a dibattere il tema della sperimentazione in ''un'atmosfera di intimidazione!''

10/lug/2012 06.35.16 Ufficio Stampa FederFauna Contatta l'autore

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Senatori costretti a dibattere il tema della sperimentazione in "un'atmosfera di intimidazione!".

Le pressioni della lobby animalista espressione di un "generale imbarbarimento delle relazioni civili".

Domani al Senato, in Commissione politiche dell'Unione Europea, riprende l'esame della Legge comunitaria 2011 e la spinosa discussione sull'articolo 14 che nella formulazione licenziata dalla Camera prevedrebbe il "divieto di allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione su tutto il territorio nazionale" (non il divieto della vivisezione! E' bene ricordarlo…).

In questo periodo molti sono stati i media che hanno dato grande spazio a storie di "poveri cagnolini salvati da un triste destino" e alle ragioni degli animalisti, un po' meno spazio e' stato dato alle ragioni dei contrari ad una norma che oltre alle altre conseguenze nefaste allontanerebbe l'Italia dall'Europa, poco o nulla al fatto che l'attivita' di allevamento, l'unica che sparirebbe dall'Italia, e' proprio una di quelle che non attingono al bilancio dello Stato ma ad esso contribuiscono, poco o nulla ad un aspetto sollevato dalla Senatrice Albertina Soliani durante l'ultima seduta, che ben inquadra chi siano gli animalisti e cosa abbiano prodotto: "un'atmosfera di intimidazione, che attesta, purtroppo, il grado di generale imbarbarimento delle relazioni civili, che ha effettivamente minato la liberta' di lavoro della Commissione."

E' normale che le lobby esercitino pressioni sui decisori e che i decisori le subiscano, ma non si puo' piu' parlare di normali pressioni quando esse producono "un'atmosfera di intimidazione". Non e' normale, non e' da paese civile, che i Senatori si trovino a dover decidere percependo un "tale disagio", come lo ha definito la Presidente della Commissione Rossana Boldi.

Questo e' l'aspetto al quale esorto i media a dare un po' piu' spazio, e ad altre voci, come la mia, che dimostrino come l'imbarbarimento delle relazioni civili non sia generale ma tipico di una lobby agguerrita e cattiva che e' impossibile sia mossa solo da amore per gli animali. I cittadini italiani in gran parte amano gli animali, ma non vanno ad assaltare gli allevamenti, ne' giustificano tali condotte. E soprattutto non hanno ne' indole, ne' interessi tali da indurli a "diffondere scientemente informazioni sbagliate e non veritiere" o a creare "un'atmosfera di intimidazione".

Massimiliano Filippi
Segretario Generale FederFauna


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