CURE VETERINARIE: SOPRAVVIVONO PERICOLOSI LUOGHI COMUNI

11/lug/2012 16.36.01 ANMVI Contatta l'autore

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INDAGINE CM RESEARCH �“ ANMVI: GAP CULTURALE FRA I PROPRIETARI DI CANI E GATTI

Preoccupante sopravvivenza del luogo comune che cani e gatti non si ammalano mai

Cala, ma resiste la cattiva abitudine di portare il proprio animale dal veterinario solo quando sta male. O quando è troppo tardi.

(Cremona, 11 luglio 2012) - Sono pochi, anzi sempre meno, ma i proprietari che non fanno visitare il proprio animale da compagnia dal veterinario sono ancora vittime di retaggi arcaici e luoghi comuni. Soprattutto i proprietari di gatti, tradizionalmente meno inclini dei proprietari di cani a prevenire le malattie del loro pet, come se davvero avessero sette vite.

I dati emergono da una ricerca di CM RESEARCH, oggetto di studio da parte dei medici veterinari dell’ANMVI, per monitorare le tendenze dei proprietari alla prevenzione veterinaria. L’indagine è stata condotta su 7,000 proprietari di animali italiani; se di questi un 33% porta il proprio pet dal veterinario fino a 5 volte l’anno, resta una percentuale del 3,1% che non ci va mai.

“Considerato che in Italia ci sono milioni di cani e gatti, questo 3,1% corrisponde a decine di migliaia di cani e gatti privati delle cure sanitarie - commenta Marco Melosi, Presidente ANMVI- un dato numericamente ancora troppo significativo".

“Sopravvive l’erronea convinzione che il proprio animale non si ammalerà mai- spiega Melosi- e che semmai dovesse accadere qualcosa, il veterinario sarà sempre in grado di risolvere il problema. Sappiamo purtroppo che non è così e che la mancanza di prevenzione è la prima causa dei problemi di salute e benessere dei nostri pazienti”.

Le cause di questi ritardi sono culturali e legate all’esperienza individuale: “Sono soprattutto i neo-proprietari �“ spiega il Presidente dell’ANMVI �“ a credere che il proprio animale non possa andare incontro a problemi di salute, così come i proprietari meno informati e che non hanno mai avuto esperienze di perdita del pet o di malattia”.

C’è anche una nota di costume: i meno propensi a pensare alla prevenzione veterinaria per il loro cane o gatto sono i proprietari uomini, in età matura, refrattari alla prevenzione per il loro cane come per se stessi.

“L’indagine conferma �“ conclude Melosi- che, malgrado una diffusa sensibilità per il benessere animale, i comportamenti individuali a volte smentiscono certe conquiste culturali”. L’Associazione Nazionale Medici Veterinari proseguirà pertanto nella pianificazione di iniziative e nuove campagne di sensibilizzazione alla cure veterinarie e al possesso responsabile.

Ufficio Stampa ANMVI

0372/40.35.47

 


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