GETRONICS: EUTELIA INTERROGAZIONI PARLAMENTARI. TUTTI SAPEVANO

23/mag/2006 14.32.12 collettivolavoratorigetronics Contatta l'autore

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GETRONICS-EUTELIA: TUTTI SAPEVANO

GETRONICS WORKERS www.collettivolavoratorigetronics.blogspot.com

Tutti sapevano tutti. I sindacati nazionali erano da tempo informati ed hanno volutamente deviato e contenuto i lavoratori e le lavoratrici della Getronics.Sono accaduti fatti e coincidenze alquanto sospette. Avevamo dato la notizia in un post precedente che vi erano stati incontri "riservati" a Roma tra alcuni sindacalisti nazionali ed il "responsabile dei rapporti sindacali" Getronics Valdameri in un noto ristorante. Un incontro che era servito a "raffinare" il cosiddetto piano industriale. Nello stesso tempo si terrorizzavano i lavoratori e le lavoratrici Alchera, Sume ed Education-lab, facendo mancare loro i salari, annunciando la presentazione dei "libri in tribunale" mentre alcune società controllate dal presidente Innotech Corba Colombo acquistava azioni e "rami aziendali" con il chiaro intento di incassare liquidità e mollare le perdite. Intanto si aprivano le inchieste della magistratura, la guardia di finanza indagava su Soveria Mannelli turbando il sonno di molti noti personaggi, i capitani coraggiosi. La base dei lavoratori e delle lavoratrici della Getronics intanto si mobilitava, denunciava illegalità e malaffare. I capetti locali, intanto, si preoccupavano di attivare iniziative per "controllare" alcune rappresentanze sindacali aziendali. Con una "delicata" vertenza in corso alcuni sindacati nazionali e territoriali si preoccupavano di indire elezioni per avere "nuove" e più malleabili RSU. I sindacati nazionali facevano circolare voci, disinformazioni che avevano il chiaro obiettivo di dividere i lavoratori e le lavoratrici. Alcune sedi venivano "rassicurate". Non chiuderete - dicevano i galoppini - Addirittura venivano diffusi sulla rete deliranti comunicati firmati dai "veri lavoratori getronics" quelli che miseramente avevano concesso culi e cervelli a Schisano ed ai kapetti, si sono trasformati in "delatori", vessatori, mobber aziendali. Bracci armati filopadronali che difendono i propri privilegi. Nei giorni scorsi alcuni "padroncini" e delegati filopadronali hanno messo all'indice i collettivi dei lavoratori e dei lavoratrici che in questi mesi hanno avuto il coraggio di denunciare le illegalità. Lavoratori accusati di "irresponsabilità" e di estemismo. I filopadronali rivendicavano e teorizzavano che non bisognava disturbare i "manovratori" ovvero bisognava concedere deleghe in bianco agli avvocati, sindacalisti nazionali e vertici aziendali.Gli scioperi e le manifestazioni sono state banalizzate o ridicolizzate. I fatti hanno dato ragione a chi si sta ribellando. Alla vigilia della marcia in Olanda,Sabato è stata diffusa una notizia dal giornale della Confindustria. Un ramo "produttivo" della Getronics sarà venduto ad una consorteria di finanzieri, dei veri e propri ricottari i quali culturalmente si comportano da sempre come i ricottari descritti dall'inchiesta giornalistica "Reporter" andata in onda domenica scorsa su Rai 3. Vi presentiamo il biglietto da visita dei presunti nuovi acquirenti del "ramo aziendale" Getronics. Altri vessatori. Addirittura controllano con le telecamere i lavoratori o li trasferiscono per "punirli". Alcuni lavoratori e lavoratrici di quella azienda ci hanno inviato le prime doumentazioni. Annunciano di inviarci altre documentazioni interessanti. Leggete il testo integrale dell'interrogazione parlamentare presentata qualche mese fa dall'onorevole Falomi che provvediamo a pubblicare. Altri lavoratori quelli della NoiCom acquistati da Eutelia hanno subìto addirittura atti di censura. I finanzieri-assicuratori di Arezzo hanno addirittura chiuso il loro blog www.noicomworkers.splinder.com così come è successo ai lavoratori e alle lavoratrici Getronics. A questo punto nessuno si deve sentire garantito. Sia quelli che sono stati "caricati" sui centri di costo del "ramo produttivo" che sarebbe stato venduto a seguito di un presunto "accordo preliminare" sia quelli che rimarrebbero in Getronics. Il Giornale della Confindustria tirerebbe in ballo anche Olivetti Ricerca. Bisogna agire. Occupare subito le filiali!! Indire subito scioperi spontanei. Tirare fuori le "carte" e le documentazioni "calde". Affidarsi ad avvocati penalisti e civilisti e preparare esposti in Procura e procedure d'urgenza ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedure civile. Una procedura mai adottata dagli avvocati del sindacato. Lo scontro, insomma, si fa duro. L'attendismo potrebbe essere fatale per il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici Getronics.




L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE :

Atto n. 3-02329
Pubblicato il 7 novembre 2005 Seduta n. 888FALOMI - Al Ministro delle attività produttive. -
Premesso che:
il gruppo Eutelia è una società di telecomunicazioni e servizi IT che impiega circa 550 lavoratori presso le sedi di Arezzo, Roma, Torino e Milano, quotata presso l’indice borsistico del nuovo mercato dal 20 gennaio 2005;
il gruppo suddetto nasce dall’acquisizione di EdisonTel da parte della società Plug It, avvenuta il 1° gennaio 2004;
il 2 marzo 2004 Plug It Spa cambia nome in Eutelia Spa, completando così l'unione tra Plug It ed Edisontel;
nello stesso anno il Gruppo acquisisce l’80% di Nts (società quotata al nuovo mercato e operante nel settore dei media e Internet) ed il 71,5% di Noicom;
nei primi mesi del 2005 Eutelia incorpora le società New Dial s.p.a. e Voiceplus Italia s.r.l.;
contestualmente alle acquisizioni realizzate, la direzione aziendale ha posto in essere una serie di azioni vessatorie nei confronti delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori stessi, tra cui l’installazione di telecamere nei corridoi in dissenso con le organizzazioni sindacali, l’adozione di un nuovo istituto di reperibilità più oneroso per i lavoratori;
nel secondo trimestre 2005 la direzione aziendale ha imposto con il dissenso delle organizzazioni sindacali il trasferimento di 12 lavoratori dalla sede romana alla sede centrale di Arezzo, preannunciando altri ulteriori 29 trasferimenti entro la fine del 2005;
la motivazione addotta relativamente ai trasferimenti è stata quella dell’ “efficientamento” delle attività, tuttavia l’azienda ha offerto al personale da trasferire un incentivo all’esodo pari a due mensilità, per incoraggiarlo ad abbandonare definitivamente l’azienda;
considerato che:
i dati del bilancio consolidato di giugno 2005 non sono in linea con il piano industriale;
le organizzazioni sindacali reclamano uno scarso livello di informazione circa le strategie future del gruppo, ed hanno in più occasioni espresso la loro preoccupazione;
l’articolo 25, comma 4, del contratto collettivo nazionale di lavoro per le imprese esercenti servizi di telecomunicazione dispone che “I trasferimenti collettivi formeranno oggetto di preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali stipulanti e, a richiesta delle stesse, di esame congiunto”,
si chiede di sapere:
se il Governo sia informato della situazione della Eutelia Spa e delle tensioni esistenti con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori e le lavoratrici;
se il Governo non intenda accertare la correttezza, il senso e la direzione di marcia delle numerose acquisizioni di aziende che dal 1994 ad oggi sono state completate da Eutelia Spa;
se il Ministro competente non intenda intervenire al fine di convocare un tavolo di trattativa tra le parti.

LA VICENDA DEI LAVORATORI NOICOM
Come altro si può commentare la notizia che ha segnato la vita economica torinese in questa settimana, ossia la vendita di Noicom, operatore telefonico di Piemonte e Liguria in secca crisi, ad Eutelia, misconosciuta (a voi) società telefonica di Arezzo?Dunque, ricapitoliamo. Al momento del boom niueconomico, Elserino Piol, il finanziere ex dirigente Olivetti che sta dietro a gran parte delle venture internettare d'Italia, decide di lanciare un progetto ambizioso: quello di costruire una alternativa ai grandi operatori telefonici nazionali, basata su una rete di aziende relativamente piccole e agili, ognuna basata più o meno in una regione d'Italia. Nascono così aziende come Lombardia.com, Adriacom, Tibercom e Peppercom, nonchè appunto Noicom; tutte partecipate dal fondo Kiwi di Piol, spesso in comproprietà con le varie aziende locali di elettricità o di servizi, che disponendo già di una significativa base di clienti e di una altrettanto significativa rete di tubazioni costituiscono un ottimo partner per entrare nel mercato.A queste aziende vanno aggiunte poi un altro paio di miti niueconomici: la leggendaria Blixer, fornitore di data centre e connettività responsabile di avermi offerto nella sua sede milanese un certo numero di pranzi a panini - però luculliani - per studiare un progetto di joint venture con Vitaminic le cui basi economiche sarebbero parse sballate a un bambino del'asilo, e il portalone Punto, gestito direttamente dal figlio di Piol (chi si ricorda la campagna pubblicitaria di lancio che aveva tappezzato mezza Italia?).Sennonchè la niu economi va a puttane e quasi tutte queste aziende cominciano ad avere qualche problemuccio di cassa - tipo che nel 2001, messe assieme, fanno 61 milioni (di euro) di entrate, e 44 milioni di euro di passivo. Nasce allora l'operazione Elitel, che i maligni piemontesi denominano "il bollito misto", essendo appunto un contenitore di aziende in passivo, messe insieme per risparmiare sui costi. (Si dice in giro che anche Vitaminic dovesse finire lì dentro, e che per finire invece a fondersi con Buongiorno! i soci abbiano dovuto litigare secco.)In questo panorama, però, Noicom è una eccezione: i clienti crescono, i servizi anche, AEM Torino entra come socio al 49%, e a fine 2002 si annuncia un risultato che lascia tutti a bocca aperta, ossia il raggiungimento di un attivo a livello di margine operativo lordo. I piemontesi si fregano le mani: sembra la prova del fatto che la nostra concretezza e la nostra competenza tecnologica riescono là dove tutti gli altri falliscono.Peccato che, due anni dopo, la situazione sia ben diversa: si scopre che Noicom è in secca crisi, AEM ricapitalizza e poi non sa più che pesci pigliare per non perderci anche le mutande, i dipendenti sentono aria di posti di lavoro in pericolo e manifestano per strada... finchè non arriva la soluzione: e, in un sol boccone, Noicom va in pasto ad Eutelia.Peccato che questo voglia ovviamente dire che ben presto gran parte delle attività torinesi saranno probabilmente smantellate o trasferite ad Arezzo. E che ancora una volta Torino sia diventata ulteriormente colonia periferica dall'incerto destino, non dico di multinazionali americane o tedesche, ma dei nostri vicini più furbi della porta accanto.Già, ma direte voi, chi diavolo è questa Eutelia, operatore telefonico che, a differenza di tutti quelli citati fino adesso, ha in mano talmente tanti soldi da potersi comprare concorrenti di qua e di là?Beh, Eutelia è il nuovo nome che una piccola società telefonica di Arezzo ha acquisito dopo essersi mangiata, nell'ottobre 2003, un'altra telecom-vittima della niu economi, l'ambiziosa Edisontel, spin-off nientepopodimenochè della (ex) Montedison, lanciata con tanto di martellante campagna pubblicitaria a base di E.T.-telefono-casa e presto finita in una bolla di fumo e di debito.Codesta società, che ora, dopo aver acquisito anche Noicom, è uno dei maggiori operatori telefonici italiani, si chiamava in origine Plug.it. Vi dice niente? No? Beh, sul sito troverete la descrizione di un sacco di servizi: telefonia, connettività, eccetera eccetera. Ma tutti i miliardi con cui ha comprato prima Edisontel e poi Noicom, Plug.it li ha fatti fornendo numeri telefonici, linee e server ad aziende terze, per un tipo di servizio solo, su cui è probabilmente (purtroppo i dati di mercato di questi servizi sono solitamente riservati) il leader italiano.E il servizio è questo.Da che mondo è mondo, molto spesso, quando un dialer chiama all'insaputa dell'incauto navigatore un numero 899, quando un adolescente arrapato chiama un 166 un po' equivoco, Plug.It è con loro.Perchè, in Italia, la truffa vince sempre.



COMUNICATO DEI LAVORATORI GRAPES


FILCAMS-Cgil

Federazione lavoratori commercio turismo serviziUfficio Stampa www.filcams.cgil.it
26 ottobre 2005


GRAPES NETWORK SERVICE: TELECOM TAGLIA LE LINEE, 60 TECNICI SENZA LAVORO

Il sindacato e i lavoratori, la loro parte la fanno da due anni, ma questo non basta per salvare Grapes Network Service, azienda che opera nel settore delle telecomunicazioni gestendo linee e servizi per una vasta clientela.
«Non basta la nostra buona volontà e partecipazione - dicono i lavoratori, 60 tecnici qualificati, e le federazioni dei servizi - se chi ha preso in mano le sorti dell'azienda ha finora operato per affossarla».
L'accusa che sindacati e lavoratori lanciano è esplicita. Eutelia, società di dimensioni ben più grandi di Grapes, che da qualche tempo ne ha in mano la gestione, ha operato per svuotare l'azienda del suo parco clienti e delle professionalità che vi ha trovato, lasciando che l'indebitamento di cui Grapes soffriva si avvitasse su se stesso fino ai risultati attuali: il taglio da parte di Telecom delle linee telefoniche che Grapes gestiva per conto della clientela.
«Due anni fa - spiega Lori Carlini della segreteria nazionale Filcams - con Grapes s'era firmato un contratto di solidarietà. I lavoratori riducevano il loro orario e dunque lo stipendio per permettere all'azienda di superare il momento finanziario difficile senza che ci fossero licenziamenti. Ma d'allora l'azienda ha avuto una serie di passaggi di mano. L'ultimo, i cui termini ci sono del tutto oscuri, è avvenuto con Eutelia che anziché affrontare il problema dell'indebitamento di Grapes ha di fatto svuotato l'azienda».
«A questo punto - dicono i lavoratori -, con il taglio delle linee telefoniche in concessione da parte di Telecom, l'affossamento di Grapes è alle fasi finali. Quanto a noi ci sentiamo beffati, perché convinti di lavorare per il salvataggio di Grapes, ci troviamo ad essere stati usati come una succursale di Eutelia».










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