Il multilinguismo vi rende liberi: studiate l'inglese!

26/mag/2006 12.47.00 Disvastigo Contatta l'autore

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DISVASTIGO

www.disvastigo.it289/1 22/05/06

 

                                                                                                                                                                

 

 

Il multilinguismovi rende liberi: studiate l’inglese!

 

 Una inziativa dellaConferenza dei Rettori delle Università Italiane senza capo ma con coda(avvelenata).

Chi crede che i politici italiani siano i piùipocriti del mondo - dicono una cosa e ne fanno un’altra - non e’mai stato a Bruxelles. A Bruxelles la Commissione europea si e’ addiritturadotata di un Commisario al multilinguismo,lo slovacco Jan Figel, egli uffici di questo commissario hanno prodotto un documento molto reclamizzatodal titolo “Un nuovo quadro strategico peril multilinguismo”,in cui fa bella mostra di sé all’inizio la citazione di un proverbioslovacco: “Quante lingue conosci, tante persone sei”.

Questodocumento, se preso alla lettera, sembra l’apoteosi del multilinguismo in Europa. Inizia così: “L’Unione europea èfondata sull’‘unità nella diversità’:diversità di culture, usi, costumi e credenze – e di lingue. Oltre alle 20lingueufficiali dell'Unione, esistono più di 60 lingue autoctone e dozzine di linguenon autoctone parlate da comunità di migranti.

E’ proprio questa diversità afare dell’Unione europea quello che è: non un melting pot’ in cui ledifferenze si fondono, bensì una casa comune in cui la diversità vienecelebrata e le nostre numerose lingue materne rappresentano una fonte diricchezza e fungono da ponte verso una solidarietà e una comprensione reciprocamaggiori.”

E via di questo passo con volipindarici sulla capacità di comprendere e di comunicare in più di una lingua– una realtà quotidiana per la maggioranza degli abitanti del pianeta– che rappresenterebbe un obiettivo auspicabile per tutti i cittadinieuropei: ci stimola ad aprirci a culture e a punti di vistadiversidai nostri, migliora le nostre capacità cognitive e le competenze nella nostramadrelingua. Ed emergono a ben leggere anchedispiaciute considerazioni come la seguente: “Si registra inoltre unaumento della tendenza a intendere per apprendimentodelle lingue straniere’ semplicemente‘apprendimento dell’inglese’; la Commissione, da partesua, ha già fatto notare che ‘l’inglese non basta’.”

 

Quello che veramente, pero’ interessa l’Unione europea, si vede nellapratica: non e’ mai stato rimproverato nessun Paese per il mancatoinsegnamento di una lingua straniera (l’Inghilterra ha progressivamenteridotto le cattedre per l’insegnamento di lingue straniere) e sono statevariamente ridotte a vantaggio dell’inglese le lingue impiegate dagliuffici dell’ Unione, per cui oggi è più facileessere assunti a Bruxelles per un australiano che per un italiano. Non cicredete? Chiedete in che lingue vengono sostenute leprove per l’assunzione. Non in italiano e non in tutte quelle che nonsiano inglese, francese e tedesco. In altre parole noi paghiamo le tasse ma non abiamo diritto diconcorrere a parità di possibilità con i parlanti dei paesi di serie A. Sututto questo il commissario Figel, tace, quando nonparla, rigorosamente in inglese, in convengiinternazionali sulla bellezza del multilinguismo.

 

Ed i rettori delle universita’ italiane? Si adeguano. Anche loro“tengono famiglia”. Perciò hanno prodotto un documento sul progettoB1 on linesenza alcuna coerenza interna ma con una coerenza esterna, per i produttori dicorsi di inglese. L’inizio, il capo del documento che parla dulle motivazioni del progetto sembra copiare il documentoeuropeo parlando di conoscenze linguistiche in generale e di norme italiane chea queste si riferiscono. Citano, i rettori, l’art. 7, comma 1, del D.M.509/1999 che stabilisce che per conseguire la laurea lo studente debba averacquisito 180 crediti, comprensivi di quelli relativi alla conoscenzaobbligatoria di una lingua dell’Unione Europea oltre l’italiano.

 

Poigettano la maschera verso metà del documento e, dimenticandosi delle premessesul multilinguismo (cappello per i gonzi), vengono aldunque: “il progetto B1 on lineha pertanto come primo obiettivo la realizzazione di un modulo di formazione adistanza di 75 ore, integrato con altre 25 ore di assistenza/tutorato da parte dell’università per il tramitedelle sue strutture (Centro Linguistico di Ateneo, Laboratorio linguistico,Lettori di madre lingua, etc..). Tale modulo diformazione sarà progettato e realizzato dall’University of Cambridge incollaborazione con la Fondazione CRUI che provvederà alla formazione del personaleuniversitario da dedicare al progetto e alla diffusione tra gli studenti.  Il modulo sarà acquistato dagli atenei perciascuno studente o dagli stessi studenti e, orientativamente il suo costo puòessere stimato intorno ai 90 Euro.

 

Inaltre parole voi universita’ abbandonate quelloche state facendo con i vostri docenti ed eventualmente per alcune lingue econcentratevi nel trovare i soldi per acquistare questo pacchetto preparato daidocenti della University of Cambridge. Questo rigaurdal’inglese e solo l’inglese. Che esistanoaltre lingue della unione europea non viene nemmeno preso più in considerazionedai nostri rettori.

 

Iquali, Dio li riposi, affaccendati come sono a trovare soldi per pagare questicorsi non hanno avuto ovviamente tempo per leggere il Rapporto Grin. Il rapporto Grin,commissionato da una agenzia educativa nazionale francese, eredatto da un noto studioso di politica linguistica della Università diGinevra, mostra con tutti i calcoli quanto l’Inghilterra riceve ogni anno per il fatto che gli altriPaesi europei insegnano l’inglese. Si tratta in sostanza di poco meno di20 miliardi di euro, praticamente l’importo di una legge finanziariaitaliana.

 

Unimporto ancora superiore, 25 miliardi di euro, secondo il professore diGinevra, sarebbero risparmiati ogni anno se gli europei riuscissero ad uscireda questa mania dell’insegnamento solo dell’inglese ed insegnasserole varie lingue europee ed in più l’esperanto, una lingua tral’altro molto economica.

 

Difronte ad una conclusione così logica anche il nostro commissario europeo peril multilinguismo, Jan Figel, prova a difendere le ragioni dell’inglese,cercando di glissare rapidamente nella nota 5 del citato  “Un nuovoquadro strategico per il multilinguismo”, suqueste questioni e di escludere di considerare l’esperanto, perche’ non ha cultura, affermazione ovviamente dicomodo e senza basi nella realtà. Tanto i 25 miliardi non è che li paghi lui dipersona. Li pagano i contribuenti europei.

 

 

RenatoCorsetti

docente di psicopedagogiadel linguaggio e della comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma

e membro delConsiglio scientifico dell'associazione Allarme Lingua www.allarmelingua.it

 

 

Approfondimenti

-Un nuovo quadro strategico per il multilinguismodella Commissione europea

http://www.allarmelingua.it/Approfondimenti/AP%2072%20EU.pdf

-Progetto B1 on line della CRUI (Conferenza rettori univ.it.)

http://www.allarmelingua.it/Approfondimenti/AP_73.htm

-L’inglese fa bene all’Europa? diAndrea Chiti-Batelli

http://www.disvastigo.it/approfondimenti/approfondimenti_6.htm

-Lingue Internazionali e DirittiUmani Internazionali di Robert Phillipson

http://www.disvastigo.it/approfondimenti/approfondimenti_16.htm

-Globalizzarci salvando l’anima di Giuseppe Castelli

http://www.disvastigo.it/approfondimenti/approfondimenti_21.htm

-1000 offerte di impiego “English mother tongue” nelleorganizzazioni europee

http://lingvo.org/eo/2/15

-Sostenete il Comitato Allarme Lingua

http://www.disvastigo.it/sostenete_il_comitato_allarme_li.htm

-La mise en place desmonopoles du savoir di Charles Durand

http://www.disvastigo.it/approfondimenti/approfondimenti_63.html

-Le Raccomandazioni di Mannheim

http://www.disvastigo.it/approfondimenti/approfondimenti_73.html

-Allarme! Ci vogliono colonizzare di Renato Corsetti

http://www.disvastigo.it/approfondimenti/approfondimenti_75.html

-Problemi del plurilinguismo in prospettivaeuropea di Marinella Lörinczi

http://www.disvastigo.it/approfondimenti/approfondimenti_79.htm

-L’inglese: minaccia o risorsa per ilcontinente europeo ?

 di RobertPhillipson

http://www.disvastigo.it/approfondimenti/approfondimenti_91.htm

- Gli angloamericani sbarcanoin Sardegna  (gb)

http://www.disvastigo.it/disespresso.htm

-Un’università internazionale inesperanto di Carlo Minnaja

http://www.disvastigo.it/bollettini/DIS255.htm

-L’inglese alleelementari (gb)

http://www.disvastigo.it/bollettini/DIS280.htm

-Inglese full immersion (gb)

http://www.disvastigo.it/bollettini/DIS245.htm

-Quale sarà la lingua del mondo (lettera a Sergio Romano) di Giorgio Bronzetti

http://www.disvastigo.it/bollettini/DIS286.htm

-L'ensegnement des langues étrangères comme politique publique di François Grin

http://www.allarmelingua.it/Approfondimenti/AP%2074rapport_Grin.pdf  

 

 

 


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