lettera ai laici

"dopo quasi tre lustri spesi da tutti noi in discussioni quasi mai banali, in convegni e dibattiti, in tentativi di aggregazione che hanno generato numerosi partititi e "rassemblement" come l'Unione di Centro, Liberalismo Popolare, Polo Laico, Partito Liberale, Liberal Sgarbi, Riformatori Liberali, Liberali per l'Italia, non siamo riusciti a costruire un soggetto politico che, in maniera autonoma, potesse consentire quel percorso culturale e quindi politico di rappresentatività e di rappresentanza".

21/apr/2006 13.26.00 Italia Laica Contatta l'autore

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ITALIA LAICA


In un’interessante lettera ai laici, pubblicata su l’opinione, Giannicola Rocca afferma:  


“dopo quasi tre lustri spesi da tutti noi in discussioni quasi mai banali, in convegni e dibattiti, in tentativi di aggregazione che hanno generato numerosi partititi e “rassemblement” come l‘Unione di Centro, Liberalismo Popolare, Polo Laico, Partito Liberale, Liberal Sgarbi, Riformatori Liberali, Liberali per l’Italia, non siamo riusciti a costruire un soggetto politico che, in maniera autonoma, potesse consentire quel percorso culturale e quindi politico di rappresentatività e di rappresentanza”.


L’autore ricorda inoltre che “In questi anni, all’avvicinarsi di una delle tante scadenze elettorali, puntuali abbiamo udito gli appelli di chi ha cercato un facile consenso con la promessa che quel consenso sarebbe stato utilizzato per la costruzione di un soggetto liberale da realizzarsi non subito, ma alla scadenza elettorale successiva a quella per la quale veniva chiesto”.  


Infine ritiene che “i successi del Tonino nazionale e di un movimento basato principalmente sulla “commercializzazione elettorale” del brand “legalità”, dovrebbero costituire il nostro “benchmark” politico. Invito quindi tutti i destinatari della presente a lavorare per un progetto comune, che sappia riconoscere i giusti meriti di chi ha contribuito a realizzare la nostra storia, ma che sappia anche guardare oltre. I casi citati dimostrano che è possibile raggiungere quei risultati che ci competono e di cui forse il Paese ha bisogno. Se non ne saremo capaci, le prossime consultazioni elettorali vedranno, una volta di più, altre contrapposizioni che ci porranno “l’un contro l’altro armati” nell’inutile lotta per la conquista del titolo di “più liberale” che consentirà al vincitore o ai pochi vincitori di (ri)entrare in Parlamento per grazia ricevuta e non per i meriti che saremo stati capaci di raccogliere”.  


Italia Laica condivide l’analisi e la soluzione proposta, relativamente al movimento di Antonio Di Pietro ci si stupisce come un soggetto che ha violato i diritti umani durante le sue indagini e per questo ha portato ad una condanna dell’Italia da parte della corte dei diritti dell’uomo oggi “commercializzi” la legalità quale suo prodotto politico.  


Il suo movimento oggi occupa indegnamente a livello europeo lo spazio dei liberali e dei laici, essendo iscritto all’Alder (liberaldemocratici europei) punto di aggregazione dei riformisti in Europa quello spazio politico certo non può essere il suo spetta dunque a noi dare vita ad u progetto unitario che si collochi nella tradizione riformista e nella liberaldemocrazia europea.

Coordinamento nazionale di ItaliaLaica

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