Canoni demaniali aumenti insostenibili

Dopo due anni di tira e molla, si rispolvera un decreto considerato ormai da tutti in â__sonnoâ__ e a soli due mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 48 del 27 febbraio 2006) del Decreto in cui si rideterminavano gli aumenti dei canoni per l'anno 2006 del 2,85 %, si chiede, allâ__apertura della stagione estiva, a tutti i concessionari demaniali, un salatissimo conto da pagare.

25/apr/2006 14.35.00 Sindacato Italiano Balneari - Maratea Contatta l'autore

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SIB- Maratea: "Canoni demaniali: aumenti insostenibili".

(Maratea) - Un’autentica doccia fredda ai danni dei concessionari di
spiaggia: l'applicazione, tramite una Circolare del Ministero
dell'Economia, dell'aumento dei canoni demaniali del 300%, alla vigilia
della stagione estiva, metterà in ginocchio il turismo balneare lucano.
Dopo due anni di tira e molla, si rispolvera un decreto considerato
ormai da tutti in “sonno” e a soli due mesi dalla pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale (n. 48 del 27 febbraio 2006) del Decreto in cui si
rideterminavano gli aumenti dei canoni per l'anno 2006 del 2,85 %, si
chiede, all’apertura della stagione estiva, a tutti i concessionari
demaniali, un salatissimo conto da pagare.
Il danno che ne deriva colpisce in modo diretto ed immediato un’intera
categoria di operatori turistici che hanno le loro aziende ed i loro
esercizi sulla spiaggia e sul mare (prevalentemente di dimensione medio-
piccola e molto spesso a gestione familiare), ed in modo indiretto
tutto l'indotto, senza dimenticare gli attori principali del turismo,
cioè i consumatori.
L'aumento richiesto dall'Agenzia del Demanio, che avrà effetti
retroattivi dal 2004, significherà vedersi quadruplicati i canoni
annuali che ad esempio, per una concessione di 2500 metri quadrati di
arenile, raggiungerà un importo mediamente superiore ai 25.000 Euro (50
milioni delle vecchie lire).
Questi aumenti insostenibili, per gli operatori turistico-balneari
lucani, che già devono fare il conto con il fenomeno dell'erosione
degli arenili e con una stagione turistica che non va oltre i mesi di
luglio ed agosto, rischiano di far chiudere l'80% degli stabilimenti
balneari.
Riteniamo inoltre necessario confermare che nessuna manovra sulle
tariffe è in atto per attenuare gli eventuali effetti delle iniziative
dell'Agenzia del Demanio, in quanto già da tempo la stragrande
maggioranza degli operatori balneari ha comunicato le tariffe relative
alla stagione 2006, che si assestano, mediamente, su incrementi
percentuali calibrati sul tasso di inflazione, essendo consapevoli che
il sistema non sarebbe in grado di assorbire aumenti che non stiano su
questi parametri e che eventuali fughe in avanti metterebbero fuori
mercato le aziende che, già da tre anni, devono fare seriamente i conti
con una diminuita capacità di spesa dei clienti, anche fino al 15%, a
vantaggio degli altri paesi costieri del Mediterraneo.
Sulla questione che riguarda non solo l'economia del settore balneare,
ma l'intero settore turistico della Basilicata, il Sindacato Italiano
Balneari della Provincia di Potenza (SIB-Maratea), chiederà
l'intervento della Regione Basilicata e dei neo-eletti lucani al
Parlamento per scongiurare la crisi del turismo nella nostra regione e
nel Mezzogiorno d'Italia.


Il Tesoriere SIB-Maratea
Arch. Mario De Filippo





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