ARTISTI PER LA PACE A ROMA

ARTISTI PER LA PACE A ROMA SUONI E LUCI DI GUERRA E PACE di Francione e De Cicco Il giorno 25 aprile 2006, alle ore 19.00, presso il Cinema Teatro Don Boscodi Roma gli alunni delle classi terze medie della Scuola Media Statale "V.Bellini" di Roma, con il patrocinio del X Municipio e in collaborazione conl'Associazione Culturale "Artisti per sbaglio" hanno presentato Suoni eLuci di guerra e pace di Gennaro Francione e Francesco De Cicco, da un'ideadi Gerardo Pedicino.

28/apr/2006 09.29.00 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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SUONI E LUCI DI GUERRA E PACE di Francione e De Cicco

Il giorno 25 aprile 2006, alle ore 19.00, presso il Cinema Teatro Don Bosco
di Roma gli alunni delle classi terze medie della Scuola Media Statale "V.
Bellini" di Roma, con il patrocinio del X Municipio e in collaborazione con
l'Associazione Culturale "Artisti per sbaglio" hanno presentato Suoni e
Luci di guerra e pace di Gennaro Francione e Francesco De Cicco, da un'idea
di Gerardo Pedicino.
Il teatro stracolmo, malgrado il 25 aprile(almeno 450 persone presenti), ha
testimoniato la grande partecipazione popolare e la capacità della
drammaturgia di trascinare nelle sale di Tespi grandi masse malgrado le
lezioni di spettacolarizzazioni becere offerte dalle televisioni italiane,
naturalmente assenti finanche nel dare la notizia dell'evento.
Lo spettacolo è stato, infatti, divulgato soprattutto tramite internet,
l'unico attuale vero media democratico, in possesso del Popolo, oltre che
col passaparola e con i manifesti messi in punti strategici.
Una nota positiva è stata la presenza delle istituzioni come il Municipio
della X, ma soprattutto della Scuola Bellini con la preside Rosaria Di Lullo
e gl'insegnanti, in particolare Anna Gaudiello e Maria Capozio che hanno
funto da coordinatrici generali, Antonio Fichera autore delle splendide
scenografie, Fabio Esta addetto agli splendidi canti.
Il deus ex machina della fantastica serata è stato Francesco De Cicco,
regista e anima al calor bianco dello spettacolo. L'artista sannita con
abnegazione e passione per mesi si è dedicato alla costruzione di
quest'autentico colorato orologio svizzero di altissima precisione e
suggestione, muovendo almeno 60 persone tra giovani attori alle prime armi,
attori professionisti, fonici, addetti alle luci e alle magie della
trasmissione delle diapositive.
La messinscena a "quadri" si è rivelata spettacolare, complessa e pur
fluente nelle entrate e nelle uscite ora di singoli, ora di gruppi, ora di
valanghe di attori, ballerini, cantanti, menestrelli. Il tutto intervallato
da proiezioni di immagini davvero belle e suggestive, alcune autentiche
rarità fotografiche(come quella dei nove bambini con divisa da ristretti nei
lager), altre in stile fumettistico postmoderno alla Blade Runner. Nel
sottofondo una colonna sonora ora gioiosa, ora bucolica, ora apocalittica,
che in alcuni tratti si è trasformata nello splendido coro di ragazze.
I ragazzi hanno interpretato interscambiandosi vari ruoli, da narratori
a deportati, da pacifisti a soldati, con disinvoltura e attenzione
particolare recitando in maniera solenne e molto introspettiva.
Vogliamo ricordare alcuni momenti particolarmente intensi a cominciare
dalla storia del poeta scemo Charlot, inutilmente ucciso dalla Signora con
la Falce, visto che i suoi versi dilagano in scena oltre la fine del corpo
fin nel ventre della sua donna che sta per dargli un figlio.
I deportati entrano in scena - col sottofondo in diapositiva del binario
di entrata nel campo di concentramento - legati da corde con sacchi sulle
spalle a muoversi verso le scarpine rosse(poste in proscenio) della bambina
fatta volatilizzare attraverso il camino.
Impressionante la descrizione quasi metro per metro della bomba di
Hiroshima fino allo scoppio in cui in un secondo vengono devastati
fabbricati, terreni, agglomerati umani, creando in un attimo un ammasso di
macerie e di corpi in cui una mamma col kimono cerca invano la figlia. La
invoca viva, lei felice pur se il fungo gliela renderà maleficamente
irradiata e mostruosa.
Il lavoro, fortemente voluto da De Cicco e dai genitori del Consiglio di
Istituto del Bellini, è improntato soprattutto sulla tematica della Pace,
intesa nella sua universalità. Altro non è che un cammino, di autori, poeti,
scrittori, cantautori, attraverso le guerre alla ricerca della Pace,
simbolicamente rappresentata da uno sterminato campo di grano che si estende
su tutta la terra a coprire le carcasse delle macchine di morte e, sul
manifesto dello spettacolo in arancione-speranza, dall'immagine di Gandhi.
Far rivivere varie situazioni storiche fino ai giorni nostri, descrivendo
le conseguenze disastrose della guerra, ha creato forti emozioni nel
pubblico e ha dato il senso della funzione sociale dello spettacolo
sottolineata dal coautore Francione. Questi, drammaturgo-giudice, nei
ringraziamenti finali ha sottolineato la forza propulsiva dell'arte che deve
portare al vero eroismo: combattere le guerre in tutte le loro
manifestazioni "anche nelle forme false come quella di portare la pace in
Iraq".
L'idea spiega De Cicco "è quella di utilizzare il teatro come mezzo di
comunicazione; il fine è arrivare con l'estetica a parlare di pace, perché
ognuno di noi, nel piccolo, deve fare un minimo sforzo per aiutare tutti
coloro che vivono in situazioni disastrose provocate dall'assurda guerra".
Quando l'arte in sé, con la sua bellezza e le sue emozioni, si coniuga con
la funzione sociale di deterrente al male che trova la sua massima
espressione nella guerra da chiunque portata e per qualunque motivo,
l'azione umana sfiora il sublime. Questo il pubblico l'ha percepito
esplodendo, infine, come una grande mina di gioia innocua in un'ovazione
lunga e calorosa.

GIGI TRILEMMA






SCHEDA TECNICA

Suoni e Luci di guerra e pace
di Gennaro Francione e Francesco De Cicco,
da un'idea di Gerardo Pedicino.


Protagonisti ragazzi:
ARAMINI FABRIZIO
AVETA SILVIA
BANDINI DIANA
BRESSI DAVIDE
BUONSANGUE GIULIA
CAFASSO ALESSANDRO
CATRACCHIA ERIKA
D'ALOIA FRANCESCO
DE CICCO GIAN MARCO
DE DOMINICIS VALERIO
DE ROSA ANDREA
DE STEFANO SUSANNA
DI ANTONIO FEDERICA
DORO MATTEO
FEIL ALESSIO
FERDINANDI FEDERICO
FERRETTI ANDREA
LA BELLA ELEONORA
LA TORRE ELENA
LACAL IRENE
LIONITO ALICE
MANNA MARCO
MARINO MICHELE
MASSARO MARTINA
NAPOLEONI ADRIANO
NARDOZZA FRANCESCA
ORI MARTINA
PALLANTE ELISA
PANNUNZIO ZENO
PIRRAZZO M. CHIARA
PORCELLATI EMENUELE
PROCACCINI CHIARA
ROBERTI EUGENIO
RONCAIOLI MARTINA
ROSSETTI ILARIA
SINIBALDI LORIS
VANNOZZI MAURIZIO
WYKE BEATRICE.


Protagonisti adulti:

Francesco DE CICCO, nel ruolo di Girasole Michele
Laura LISI, nel ruolo della “Signora con la falce”
Gemma ANDREINI, nel ruolo della madre di Girasole
Annalisa MIANI, nel ruolo della fidanzata di Girasole
Massimo LA BELLA, nelle vesti di Don Alberto il prete (per la prima volta
in palcoscenico)
Valentina VERGA, la donna di Hiroshima
Claudio AMORE, il cantasorie
Elisabetta BERNABEI, popolana (per la prima volta in palcoscenico)
Francesco FISCHETTI, il narratore
Barbara REALI, popolana (per la prima volta in palcoscenico come attrice)
La piccolo Naomi BALDINI (4 anni) che ha rappresentato la pace.

Fungono da Coordinatrici generali:
Anna Gaudiello e Maria Capozio (insegnanti)

Scenografie
Paolo Fichera (insegnante)

Canti eseguiti da altre ragazze di III^ media dirette da:
Fabio Esta (insegnante)

Ricerche musicali e colonna sonora
Francesco de Cicco - Claudio Zappullo - Carlo Bisio

Tecnici del suono
Claudio Zappullo - Carlo Bisio - Marco Gigante

Luci
Claudio Caporale e Mario Milani

Fotografie di scena
Dario Vannuccini

Proiezione immagini
Fiore Ranauro

Coreografie:
Grazia Casu e Barbara Reali

Ricerche, realizzazioni Costumi e reperimento suppellettili
Patrizia Russo - Franco Maria - Dina Mareri

Regia
Francesco De Cicco

Per manifesto foto, recensioni informazioni etc. clicca su
http://www.antiarte.it/adramelekteatro/suoni_e_luci_di_guerra_e_di_pace.htm
 

Comitato per la salvaguardia della Cultura europea





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