GETRONICS - EUTELIA:PARLANO I LAVORATORI EX NOICOM

24/mag/2006 10.52.00 collettivolavoratorigetronics Contatta l'autore

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GETRONICS-EUTELIA:UNA LETTERA DEI LAVORATORI "NOICOM"

Pubblichiamo una lettera dei lavoratori e delle lavoratrici ex NoiCom assorbiti da Eutelia qualche anno fa.Una lettera indirizzata ai lavoratori e alle lavoratrici Getronics....

Buongiorno a tutti,
spero vogliate scusare e comprendere questo nostro intervento diretto e autentico in un blog in cui si respira esclusivamente l'aria dello sdegno corporativo. La nostra intenzione, ovvia quanto trascurata finora in queste pagine, è quella di tentare di comunicare l'intimo disagio e il profondo turbamento che l'affaire Noicom ha prodotto nelle vite dei singoli dipendenti.
Finora abbiamo letto quanto è avvenuto a livello dei grandi azionisti societari, sul piano delle elitarie assemblee del potere finanziario e istituzionale: ma, dopo tutto ciò, alcuni di noi dipendenti conservano l'impressione che i consueti organi di informazione non abbiano centrato il bersaglio, ma abbiano invece celato la voragine che queste scosse sismiche hanno prodotto nelle nostre singole esistenze.
Concentrando quella poca attenzione sulle dinamiche astratte dei capitali e sulle quote di maggioranza, e dimenticandosi dei corpi e delle vite dei lavoratori, le solite voci del potere danno l'impressione che, come sempre, le guerre economiche siano materia da ragionieri, analisti ed esperti di settore, sottraendo alla verità degli eventi qualsiasi suggestione di umanità che sola potrebbe rendere conto di una violenza persistente e reiterata.
Siamo, d'altra parte, assolutamente convinti che il trattamento da noi ricevuto dall'Eutelia non sia un caso isolato e particolarmente scandaloso, più degno di nota dei vari disastri che sconvolgono il mondo del lavoro, e tale vicenda, seppur nuocendo direttamente alle nostre esistenze, viene sentita da noi tutti nella sua drammatica esemplarità. Con questo sotteso intento ci apprestiamo a raccontarvi la nostra piccola storia.
Noi dipendenti, in quella indimenticabile mattina di settembre, abbiamo assistito attoniti e disorientati all'insediamento del nuovo stato maggiore che, con passo sicuro e marziale, annunciava la presa del potere, sottolineando con stentata retorica la sedicente figura di salvatore dei nostri posti di lavoro. Ma mentre il dott. Samuele garantiva in modo un poco rapido e goffo la nostra sopravvivenza impiegatizia, noialtri, disposti in fila contro il muro, e nemmeno bendati, sentivamo che questo sparo a salve era in realtà il segnale in codice che il comandante dava al suo plotone.
E, in effetti, poche ore sono passate prima che, uno a uno, fossimo chiamati a rapporto dalla signora che gestisce il personale. Convocazione che avrebbe dovuto di certo essere necessaria, se solo ci avessero chiesto un dannato qualcosa intorno alle nostre specifiche capacità, se solo si fossero prima letti un qualche curriculum, se avessero avuto realmente qualcosa da chiederci o proporci. Uno dopo l'altro, come in una processione verso il patibolo, o fin dentro la camera a gas, abbiamo prima raccolto i tristi resoconti di coloro che vi erano già passati, e dopo, assistito di persona allo scempio dell'insensibilità mentre raggiungeva il proprio culmine.
L'escamotage ideato questa volta dal sommo giudice Samuele ha del patetico, e mostra solo furberie e astuzie, e non signorilità (evidentemente il nostro nuovo capo non è un signore, così come non lo sono i suoi tirapiedi). Noi lo abbiamo visto da vicino, e ancora da prima di esserci passati attraverso, e
forse lo abbiamo già ripetuto fino alla nausea a tutti i nostri amici e familiari, ai giornali e ai sindacati, ma viene utile ricordare a chi ci legge la figura suggestiva di questa dialettica del potere, per come essa si è esplicitata in questa Azienda del nuovo millennio.
In fondo è il solito trucchetto da baraccone, da fiera di paese, altro che alta finanza: ti vengono proposte tre carte e ti viene chiesto di scegliere liberamente quella che preferisci. Non sei privo di libertà di scelta, né, si suppone, di saggio discernimento. Il fatto è che perderai sempre, e nemmeno saprai perché.
Eccole qui di fronte a te, sul tavolo delle trattative, le carte dipinte di tinte più o meno cupe, più o meno allettanti.
La prima ti dice che se vuoi continuare a fare il tuo mestiere devi prendere tutti i tuoi arcani (meglio però se lasci a casa quelli maggiori) e trasferire la tua vita nella loro città, nelle propaggini del loro borgo medievale, novello servo della gleba al servizio del dominus.
Città bellissima, Arezzo, per carità, c'è solo che vorrei decidere io come e quando fare un viaggio e non essere deportato in un carro bestiame...
La seconda carta offre un destino di continuità sociale, rimani a casa, conservi gli affetti e le abitudini, ma vieni degradato all'ultimo piolo dell'evoluzione antropologica: se vuoi restare a Torino puoi farlo, dovrai solo scordarti di eseguire query o gestire la rete, di controllare i bilanci o di evitare le frodi, di occuparti della centrale o della fatturazione, e potrai serenamente, con appropriati sospiri, affermarti nel nuovo Call Center, e rispondere ai mille clienti del porno-Eutelia...
La terza carta, per molti versi la più fascinosa, in quanto trasparante, limpida e scevra di ambiguità, ha i due versi coincidenti: da un lato le tue esasperate dimissioni trovano il palese consenso del nuovo padrone, che di te non sa che farsene (sembra chiaro ormai che hanno comprato i clienti, e non i dipendenti), dall'altro vi è un futuro e sicuro licenziamento per i più vari e fantasiosi motivi. Basta leggere le prime disposizioni circa il comportamento appropriato da tenere in azienda per capire che ci faranno fuori come e quando vorranno, e sempre a norma di legge.
Questo il gioco propostoci, questi i circensi a cui AEM e il Comune di Torino hanno ceduto la gestione delle nostre vite, questo il lager in cui sono rinchiusi i dipendenti Noicom, nel rispetto del contratto collettivo: e ve lo assicuriamo, il terrorismo psicologico cui siamo soggetti in questo periodo non ha nulla da invidiare ai peggiori tempi di incertezza che la fallimentare gestione di AEM aveva provocato. E non si capisce cosa sia meglio, né quale carta voltare.
Un caro saluto per i compagni e le compagne della Getronics.
COMITATO DI LOTTA LAVORATORI EX NOICOM

GETRONICS WORKERS www.collettivolavoratorigetronics.blogspot.com


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