A COSA SERVE IL MINISTERO DEI BENI CULTURALI ?

01/giu/2006 22.22.00 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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Tratto dal sito del Ministero dei Beni Culturali
Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici
Capo del Dipartimento: Prof. Francesco Sicilia
Dirigente Generale di Staff: Dott. Mario Guarany
Via di S. Michele, 22 - 00153 Roma
tel. 5843.4369 .4370 .4372 .4376 - fax 06/58434391
www.bap.beniculturali.it
Art. 3. del D.M. 2 agosto 2004
1. Il Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici cura la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e promuove la qualita' architettonica ed urbanistica e l'arte contemporanea.
2. Il Dipartimento si articola, a livello centrale, nei seguenti Uffici dirigenziali di livello generale:
a) Direzione generale per i beni archeologici;
b) Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici;
c) Direzione generale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico;
d) Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee.
3. Il Dipartimento si articola, a livello territoriale, negli uffici dirigenziali di livello generale di cui all'articolo 20.
4. Il Capo del Dipartimento, in particolare:
a) decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi previsti agli articoli 16, 47, 69 e 128 del Codice;
b) propone al Ministro l'adozione di provvedimenti in materia di procedure e modalita' di catalogazione dei beni culturali e paesaggistici, ai sensi dell'articolo 17 del Codice;
c) coordina le iniziative in materia di sicurezza del patrimonio culturale;
d) esprime la volonta' dell'Amministrazione in sede di conferenza di servizi per interventi di carattere intersettoriale e di dimensione sovraregionale;
e) esprime la volonta' dell'Amministrazione nei procedimenti di valutazione di impatto ambientale, acquisite le valutazioni delle competenti direzioni generali;
f) propone al Ministro l'esercizio dei poteri sostitutivi per l'approvazione dei piani paesistici, ai sensi degli articoli 143 e 156 del Codice;
g) elabora, sulla base delle proposte dei direttori regionali e dei pareri espressi dai direttori generali, il programma annuale e pluriennale degli interventi nei settori di competenza e lo trasmette al Capo del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione.
5. Le funzioni di cui al comma 4, lettere d) ed e), possono essere delegate ai direttori generali competenti.
6. La funzione di cui al comma 4, lettera f), e' di norma delegata ai direttori regionali.
7 (aggiunto da noi )ha funzioni di riparare all'ingiustizia che si sta perpetrando a Palazzo Scanderbeg, vicolo Scanderbeg,117, Roma,dove un Museo della pasta svolge la sua attività legata alla cultura dei maccheroni ed altri farinacei in genere,pur essendo la struttura sprovvista di normali servizi igienici forse obbligatori in tale caso, recando all'immagine dell'Italia nel mondo grave danno, in quanto il luogo è punto di riferimento spirituale per milioni di cittadini di origine illirica che non vedono di buon occhio (o se si preferisce sono incazzati )vedere associata la figura del loro imbattibile eroe e fondatore dell'Albania moderna, ai farinacei nostrani.Per quei pochi al mondo che ancora non sanno chi era il principe Giorgio Castriota Scanderbeg, ci permettiamo una breve sintesi :" Giorgio Castriota Scanderbeg nacque a Kruje nel 1405 da Gjon Kastrioti, nobile dell'Albania centrale, sottomesso, come tutti gli altri nobili albanesi ed obbligato a pagare un tributo all'impero ottomano.
All'epoca, per assicurarsi la fedeltà dei signori locali, il Sultano usava prendere i loro figli in ostaggio, trattenendoli alla sua corte. Fu così che Giorgio Castriota frequentò la scuola militare dell'impero e fu nominato Iskander Bey, che in turco significa Principe Alessandro.
Si distinse come uno dei migliori uficiali in alcune campagne ottomane in Asia minore ed in Europa e il Sultano per questo lo nominò presto generale. Nel 1443, durante le battaglie contro gli ungheresi a Nes ( nell'attuale Serbia) egli abbandonò l'armata ottomana, conquistò la città di Kruje, sul cui castello issò la bandiera albanese ( un drappo rosso con un'aquila nera bicefala ) e cominciò ad operare per riunire tutti i principi albanesi sotto l'ideale comune della libertà dai Turchi. La città di Lezha nel 1444 così vide nascere una Lega di Albanesi le cui gesta eroiche, sotto la guida di Giorgio Castriota, si dovevano sentire per i successivi 25 anni presso tutta la gente d'Europa. Questo condottiero invincibile, baluardo estremo contro il più potente esercito di quei tempi, moriva nel 1468, lasciando nel popolo albanese una traccia indelebile. Oltre 1000 volumi sono stati pubblicati in 70 paesi del mondo e in 22 lingue, a testimonianza dell'epico romanzo della sua vita. La stessa identità nazionale dell'Albania è scritta sulla trama delle sue gesta. Scanderbeg continua tutt'oggi ad essere una guida morale per molti cittadini del Kossovo, della Macedonia, delle quasi cento comunità albanofone presenti da secoli nel nostro Paese, e per tutti gli albanesi della Diaspora.
Lo Stato italiano, proprio in piazza Albania fece a suo tempo erigere un imponente monumento di questo eroe imbattibile a cavallo, che tuttora è continua meta di visitatori illirici e non. Quel monumento ci ricorda che i successi militari di Scanderbeg suscitarono grande interesse ed ammirazione nel papa, nel re aragonese di Napoli Alfonso il Magnanimo e nella classe dirigente veneziana. I combattenti albanesi infatti stabilirono rapporti con questi stati che, nella speranza di rafforzare l'ultima testa di ponte cristiana nei Balcani, aiutarono Giorgio Castriota con denaro, armamenti e qualche volta truppe. Scanderbeg intrattenne rapporti con quattro pontefici: Nicola V, Callisto III, Pio II e Paolo II: quest'ultimo lo insignì del titolo di " Atleta di Cristo". Nel 1466, allorchè Scanderbeg venne a Roma per chiedere aiuto al papa Paolo II, si fece costruire il palazzetto che prende il suo nome e le cui vicende ci hanno spinti a scrivere questa e-mail.

Nel momento in cui in tanti si riempiono la bocca di parole che indicano nell'amicizia e nel rispetto della reciproca dignità la via che porta al completamento della Nuova Europa attraverso l'inclusione dei popoli balcanici ed in particolare quello illirico sia nelle strutture militari ( NATO ),che in quelle finanziarie e politiche, ci sembra giusta almeno l'apposizione di una targa commemorativa a Palazzo Scanderbeg. A noi, oltre la targa, piacerebbe,per essere in sintonia col nuovo clima europeo che dappertutto si respira, che su Palazzo Scanderbeg sventolassero insieme le bandiere europea, italiana ed albanese. La città di Roma è sempre stata punto di riferimento e di incontro tra culture ed è sempre stata attenta al rispetto delle aspirazioni dei vari popoli del mondo: un gesto di tal genere, rappresenterebbe un autorevole riconoscimento agli immensi sforzi che l'intero popolo albanese sta attualmente facendo lungo il cammino che lo riporterà, tra qualche anno, a tornare ad essere parte integrante della grande famiglia europea.
Come lo era al tempo del grande Giorgio Castriota Scanderbeg.

A COSA SERVE IL MINISTERO DEI BENI CULTURALI ?
Serve a tutelare , per quanto è possibile, tutto ciò che in qualche modo rappresenta la memoria storica dell'intera umanità. E' luogo di conservazione di quell'insieme di conoscenze che in genere si definisce Cultura. E' luogo di pace e di fraternità tra i Popoli, essendo la Cultura il più formidabile collante tra uomini e paesi dalle radici storiche diverse. E' luogo di passione e di sacrificio, poichè non a tutti è concesso il privilegio di operare,spesso tra gravi difficoltà, in mezzo ai tanti insegnamenti trasmessici dalle precedenti generazioni. E' luogo dove non mancano gli uomini saggi, saggi perchè liberi nell'anima e nel pensiero, capaci di prendere le più opportune decisioni seguendo esclusivamente i dettami della propria coscienza. Noi ci auguriamo che a qualcuno di questi uomini saggi arrivi questa nostra e-mail, affinchè, nell'interesse supremo della Cultura, vengano elaborate e portate a termine tutte quelle azioni necessarie al recupero storico di Palazzo Scanderbeg ( chi è servo nel pensiero non potrebbe mai capire lo spirito di libertà incarnato da Giorgio Castriota Scanderbeg).

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea
















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