Fascismo, Vaticano, Cia: Le relazioni pericolose

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05/lug/2006 17.02.00 axteismo Contatta l'autore

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Fascismo, Vaticano, Cia: Le relazioni pericolose

di Paolo Teobaldelli
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"Tutta l'arte della politica conservatrice nel
20° secolo è utilizzata per permettere ai ricchi di convincere i poveri ad usare la propria libertà politica per mantenere al potere i ricchi". Aneurin Bevan, leader sindacale inglese 
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1. Dal risorgimento liberale al ritorno del potere assoluto: il fascismo.
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Che il Vaticano sia stato legato a doppio filo al fascismo non è sicuramente cosa nuova. Fu proprio la benevolenza ecclesiastica, oltre che padronale, a conferire al fascismo la prima investitura politica ed una maggioranza qualificata in parlamento. A tal fine il Vaticano mise da una parte Don Luigi Sturzo, di idee troppo sociali, e il partito popolare confluì nel famoso listone clerical-liberal-fascista del 1924 che conferì al fascismo quella forza istituzionale che gli permise di abolire le garanzie liberal-democratiche e di varare appieno la dittatura fascista. Il fascismo per la chiesa cattolica romana fu infatti un dono del cielo, tanto che il Papa Pio XI definì Mussolini l'uomo inviato dalla Provvidenza:
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"forse ci voleva un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare, un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale (Pio XI, 14 febbraio del 1929)"
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Cosi l'11 febbraio del 1929 Vaticano e Stato Italiano firmano i famosi Patti Lateranensi che chiudono il risorgimento e l’annosa polemica fra stato italiano e chiesa, mettendo fine a quella impostazione laica che i liberali avevano dato allo Stato e che aveva scatenato l'ira violenta del Vaticano costata la scomunica a tutti coloro che venivano eletti in parlamento.
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Insomma il lungo contrasto tra Potere e Chiesa ritornava si risolveva grazie a Mussolini e al fascismo ed il Vaticano rientrava così subdolamente nel pieno possesso dei suoi poteri temporali. Così ripartì con nuova linfa una delle più perverse collusioni della storia dell'uomo, quella del potere assoluto investito direttamente da Dio per mezzo del suo rappresentante in terra. L'investitura divina infatti può giustificare cose che la legge degli uomini faticherebbe a legittimare, come già aveva acutamente notato nel XIV° secolo un acuto pensatore, Guglielmo di Occam, quando a proposito appunto della persona del Papa e del suo rapporto con il potere temporale aveva scritto:
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"Ma se il Papa per precetto e volontà di Cristo avesse una tale pienezza di potestà tale da poter fare, tanto nelle cose temporali, tanto in quelle spirituali, senza alcuna eccezione, tutto ciò che non è contrario alla legge divina e al diritto naturale, la legge cristiana dunque imporrebbe la più orrenda servitù (Breviloquium de potestate Papae, in Coccia: 1966, neretto mio).
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Così, grazie all'investitura ufficiale del Vaticano, firmati in febbraio i Patti Lateranensi, nel marzo del 29' le nuove elezioni si svolgono con lista unica, quella proposta dal Gran Consiglio del Fascismo. Il potere in Italia torna dunque assoluto al riparo dalle mani del popolo. Nello stesso modo l'intervento bellico fascista nella guerra civile spagnola va inquadrato nella stessa ottica. La Spagna con il suo glorioso passato imperial-cattolico (pensate a Carlo V e a suo figlio Filippo II) non può cedere il potere nelle mani dei rossi, del popolo. Il fascismo italiano dunque interviene con estrema durezza e ferocia, e le sue armate ricevono la benedizione cattolica. Lo stesso si ripeterà per le divisioni inviate in Russia, l'Armir = Armata italiana in russia.
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Ma il legame tra Vaticano e potere fascista non si limita certamente alla benedizione delle sue armate bensì si attua soprattutto nella funzione di controllo e di spionaggio che i preti attuano nei confronti del popolo, soprattutto grazie al meccanismo della confessione.Nel 1944 in una piccola frazione di Tolentino (in provincia di Macerata), chiamata Contrada La Bura, un giovane polacco, fuggito da un campo di prigionia situato alla periferia di Macerata che era stato bombardato dagli anglo-americani, trova rifugio presso una famiglia di contadini.La Bura è una piccola contrada situata sul dorso di una ripida collina. Lì il giovane polacco trova riparo e conforto e per qualche tempo vive tranquillo aiutando la famiglia nel duro lavoro dei campi. Un giorno la donna di casa si reca in paese alla messa e a fare la confessione. Il prete gli chiede se in casa nascondono qualcuno. Non perchè lo sospetti, è piuttosto una domanda che rivolge a tutti perchè dei molti prigionieri fuggiti durante il bombardamento dal campo di prigionia, ce ne sono diversi ancora latitanti e quindi la rete spionistica clerical-fascista si mette in moto per rintracciarli prima che magari riescano in qualche modo ad unirsi alla resistenza partigiana attestata nelle vicine montagne. Il prete ammonisce la donna di dire la verità, perchè altrimenti il Signore la punirà. La povera donna, credente e fedele, impaurita confessa e racconta al prete del giovane polacco. La mattina seguente di buon'ora la Contrada La Bura viene svegliata dal rumore di alcune camionette dei carabinieri e dei fascisti. La fortuna volle che il convoglio sbagliasse destinazione andandosi a fermare in una casa che precede quella dove si trova il giovane polacco. Il padrone di casa comprende subito il motivo della visita e riesce, prima che i fascisti blocchino la casa, ad inviare il più piccolo dei suoi figli, un bambino, ad avvertire la famiglia che ospita il polacco del pericolo incombente.Così il giovane polacco riesce ad evitare la cattura scomparendo per i campi (purtroppo venne poi arrestato alcuni mesi più tardi sulle montagne e fucilato) e la famiglia che lo ospitava riesce così ad evitare morte sicura.Diversi episodi analoghi, di spiate dei preti, si verificarono soprattutto nelle zone più antifasciste quali le Marche, l'Umbria, l'Emilia Romagna, al punto che i partigiani coniarono un famoso slogan: "se vedi un punto nero all'orizzonte spara a vista! O è un prete o un fascista!", a sottolineare che tra le due tipologie di uomini sostanzialmente non c'era differenza.
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2. La caduta del nazifascismo e la liberazione mutilata.
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Grazie alla valorosa resistenza russa a Stalingrado nel novembre del 42' inizia la contro-offensiva sovietica. Lo sforzo bellico della campagna russa è ormai molto più ingente di quello che il nazifascismo pensasse (nonostante la benedizione di Dio) e così si indebolisce su altri fronti e gli anglo-americani ne approfittano. Il 9 e 10 luglio del 43' gli angloamericani sbarcano in Sicilia e il Re Vittorio Emanuele di Savoia ormai conscio della sconfitta fascista destituisce Mussolini e incarica uno dei più sanguinari generali fascisti (protagonista di estesi bombardamenti sulla popolazione civile libica con gas nervini) Pietro Badoglio, che poi l'Italia democristiana glorificherà come un eroe nazionale.In realtà il governo Badoglio fu un'abile mossa delle gerarchie reali ed ecclesiastiche (in una parola la massoneria) per prevenire che dalle ceneri del fascismo si ripresentasse la situazione del cosiddetto biennio rosso (1918-20, quando le masse sulla spinta della rivoluzione sovietica insorsero ovunque chiedendo riforme sociali). Infatti socialisti e comunisti avevano già da tempo iniziato una guerriglia che impegnava duramente i nazifascisti.La campagna militare anglo-americana invece non procedeva molto bene (il fronte rimase bloccato per diversi mesi sulla linea gotica) tanto che per cercare di battere i russi in volata essi effettueranno lo sbarco in Normandia l'anno seguente. Gli americani cercano (probabilmente in stile con il governo Badoglio) di ricorrere a mezzi estremi. Una nave alleata carica di gas nervini attracca al porto di Bari ma la rete spionistica nazifascista è ancora efficace, e così all'improvviso aerei della Luftwaffe bombardano il porto di Bari nel dicembre del 1943 affondando la nave. Dalla nave si scatena una nube tossica che solo per caso non provoca una strage, infatti il vento spirava verso il mare e non verso la città che altrimenti i morti sarebbero stati a migliaia.Così nonostante la retorica propagandistica atlantica, furono i partigiani socialisti e comunisti e il popolo a liberare la gran parte delle città italiane (da ricordare anche il contributo degli scioperi generali a Torino e Livorno che bloccarono la produzione e crearono danni logistici rilevanti alle strutture militari nazifasciste), come dimostra anche la seguente testimonianza tratto dalla vita di Sandro Pertini:
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"L'insurrezione di Firenze è vicina e Pertini decide di fermarsi per partecipare alla Battaglia. L'8 agosto suona la Martinella, dando il segnale dell'insurrezione. Il popolo scende in piazza, si comincia a sparare. Gli alleati informano Pertini che non entreranno in città se non quando essa sarà ripulita dai franchi tiratori. E così avviene (Faggi: 1970)"
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La fine, ormai vicina, è nell'aria ed ecco allora che gli anglo-americani d'intesa con il Vaticano approntano un piano d'azione per salvare da morte sicura ufficali e dirigenti nazifascisti la cui conoscenza ed esperienza appariva all'alleato americano assai preziosa.A dirigere l'operazione di salvataggio e traduzione in Centro e Sudamerica fu la CIA d'accordo con un giovane cardinale, Giovanni Battista Montini, e l'operazione fu un successo. Numerosi gli ufficiali e collaboratori fascisti salvati e tradotti nel continente americano. Uno dei più noti in Italia è sicuramente Erik Priebke, l'ufficiale nazista autore della strage delle Fosse Ardeatine a Roma.
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3. Dal nazifascismo al tecnofascismo dell'Italia democristiana.
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La collaborazione del cardinale Montini con la CIA non finì in quel frangente, bensì proseguì soprattutto nello sforzo atlantico di mutilare la liberazione, evitando uno sbocco realmente democratico dell'Italia post-fascista che avrebbe favorito le sinistre dato che nel contributo dato alla liberazione le masse erano diventate in prevalenza socialiste e comuniste. Ecco allora che la macchina propagandistica, gettonata da milioni di dollari provenienti dallo State Department, presentandosi con il volto sacro della chiesa riesce a scongiurare il pericolo varando l'Italia democristiana, dove decine di ex-fascisti si fecero il bagnetto ripresentandosi al popolo come dei bimbetti innocenti (vedi Blum: 1995).
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E la collusione CIA - Vaticano proseguì anche durante gli anni 50' e 60'; il cardinale Montini usufruì di diversi milioni di dollari e di ampio spazio in giornali e riviste patinate, passando per un vero e proprio Santo riusciva a trovare soldi per aprire orfanotrofi e istituti per bambini poveri, veniva ritratto mentre visitava i poveri, i malati nella sua pia opera apostolica (Blum: 1995). Fu così che la CIA riusci in uno dei suoi colpi più azzeccati. Infatti nel 1963 il cardinale Montini viene eletto papa, è il Papa buono, Paolo VI; beh, certo, posizionati tra fascismo e Cia non si può essere che buoni, no?
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Con il Papa dalla propria parte, così come già per Mussolini, il blocco atlantico estese dunque sull'Italia una rete di spionaggio e di controllo delle masse che si basava anche sulla esperienza e capillarietà delle strutture ecclesiastiche, oltre che su nuovi mezzi tecnologici di raccolta dati e controllo. Come rivela lo storico statunitense Blum:
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"La stessa Cia ha ammesso che tra il 1948 ed il 1968 ha pagato un totale di 65.150.000 dollari alla Democrazia Cristiana, ad altri partiti, ai sindacati e ad un'ampia varietà di altre organizzazioni in Italia (Blum, op.cit., p. 120).
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Inoltre diversi prelati e laici vicini al Vaticano fecero parte di quella rete clandestina denominata Gladio che fu il nerbo della cosiddetta Strategia della Tensione, cioè di quella vera e propria attività terroristica che il blocco atlantico mise in opera per confondere l'opinione pubblica italiana e stabilizzare il potere democristiano buttando fango sulla sinistra alternativa. Neofascisti e preti vennero così addestrati dalla CIA alla guerra sporca, come rivela Victor Marchetti, assistente generale CIA in quegli anni bui:
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"Essi sono addestrati per esempio per affrontare disordini e dimostrazioni studentesche, per preparare dossiers, per fare il miglior uso possibile di banche dati e dati fiscali di cittadini, etc., in altre parole per controllare e sorvegliare la popolazione del proprio paese con i mezzi offerti dalla tecnologia. Questo è quello che io chiamo tecnofascismo (Blum, cit. p.121)"
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La capillarietà e apparente innocenza delle organizzazioni ecclesiastiche ne fanno uno strumento veramente efficace a fini di controllo. Un esempio è Comunione e Liberazione, un'organizzazione dotata persino di stampa propria, immobili e di denaro in abbondanza. La sua organizzazione universitaria, i Cattolici Popolari, fornivano operativamente un'opera di controllo delle facoltà quasi totale. Essi per tutto l'orario di apertura delle strutture universitarie piazzavano uno o due studenti in qualsiasi spazio dove potevano ritrovarsi gli studenti o per studiare (aule studenti e biblioteche) o per socializzare (mense, giardini e persino corridoi). Il meccanismo di controllo è quasi militare, essi si avvicendavano a regolari intervalli coprendo quasi interamente la giornata. Basta portarsi due o tre libri o quaderni e far finta di studiare o scrivere, mentre in realtà si raccolgono dati e informazioni soprattutto sulle organizzazioni universitarie di sinistra. I cattolici popolari furono scacciati malamente dalle università in seguito al movimento di protesta della pantera (1990, di cui anch'io feci parte), attraverso l'occupazione di facoltà intere. In quegli anni la speranza era tornata a spirare sull'Italia, poichè finalmente qualcuno aveva tolto il coperchio e s'era iniziata a intravedere quella complessa rete mafioso-affaristica su cui era basata la politica democristiana (e alleata).Ma ecco che il piano per la rinascita democratica della P2, pronto da anni (1975), veniva messo in atto per rimediare all'involuzione democristiana e dei suoi alleati (quali il partito socialista di Craxi). Ecco l'uomo nuovo, di successo, il Cavalier Berlusconi, e allo stesso tempo il ritorno delle bombe che dal 90' al 95' ritornarono ad esplodere in diverse città italiane. Così il pericolo della perdita di potere fu scongiurato ed evitato, e l'Italia fu traghettata dal tecnofascismo democristiano a quello massone bianco-borghese di Forza Italia e Alleanza Nazionale, livellato non sulla costituzione ma piuttosto sul modello delle democradure già sperimentate in centro e sudamerica; basti pensare al Perù di Fujimori e Montesinos che veniva esplicitamente citato come modello politico da imitare da Berlusconi e Previti ed altri, nella prima campagna elettorale che vide il neofascismo bianco vincere le elezioni (1994-5).
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Anche in sudamerica la rete di spionaggio e controllo fornita dal Vaticano svolge direi da decenni, un ruolo fondamentale nel meccanismo di oppressione del capfascismo, così come per secoli l'aveva giocato nell'oppressione colonialista (mentre d'altra parte molti prelati autonomamente svolgono assistenza reale alle popolazioni spesso in aperto contrasto con le gerarchie della chiesa romana).
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In Colombia, nel 2000 o 2001, le FARC (le Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia) decisero di attaccare una prigione segreta dei paramilitari, le cosiddette Death Squads, cioè gli squadroni della morte, mercenari finanziati e addestrati da CIA e Pentagono (per lo più nella famigerata Escuela de las Americas a Panama). La prigione (probabilmente non molto diversa da quelle presenti in Europa) stava svolgendo un'attiva ed intensa opera di tortura e uccisione di civili sequestrati per cercare di ottenere informazioni sulla guerriglia delle FARC, che tra l'altro controllano ormai una buona parte del paese (vedi nota 1). Nell'attacco eseguito con successo la prigione fu distrutta, venne sequestrato materiale e armi, e diversi mercenari vennero fatti prigionieri; tra di essi si trovavano anche due preti cattolici che avevano partecipato persino direttamente alle torture dei civili.
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4. Vaticano e guerra in Iraq: il neofascismo atlantico si lancia verso il III° millennio.
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L'aggressione capfascista al medio oriente attuata attraverso l'invasione dell'Iraq (ma anche con la guerra diplomatica e le pressioni a Siria ed Iran, nonchè con il vero e proprio volgare insulto della religione musulmana proveniente stranamente da paesi dove la massoneria cristiana-cattolica è forte, come ad esempio la Danimarca), dimostra quanto la collusione Fascismo - Vaticano - Cia sia ad oggi ancora ad alti livelli. E lo dimostra proprio nella rete capillare di uomini e donne diffuse in Iraq come attivisti "cristiani" ufficialmente con compiti "umanitari" di aiuto alla popolazione, ma in realtà sguinzagliati con obiettivi di spionaggio e controllo, oltre che di terrorismo. Basti pensare alla triste vicenda Quattrocchi, che come "umanitario" ha servito anche in Croazia, Bosnia e Kosovo, il quale al momento del sequestro viaggiava in compagnia degli altri attivisti su di una jeep carica di armi ed esplosivo. Insomma più che umanitarismo si tratta piuttosto di terrorismo nero, ormai noto, analogo a quello attuato in Europa con lo Stay Behind, e tendente a stabilizzare il governo fantoccio messo su dagli invasori.
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Il popolo iracheno sottoposto dagli anni 70' a tale strategia (con il terrorista Allawi che piazza bombe, divenuto poi premier del primo governo iracheno post-Saddam) ha ormai appreso la lezione e veglia sulla società civile, liberandosi frettolosamente di tali personaggi (come il caso Quattrocchi) o utilizzandoli per ottenere dalle autorità occupanti la liberazione di detenuti.
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Ma insomma la perversa complicità chiesa-potere assoluto prosegue. Il nuovo Papa, Benedetto XVI, l'ex Cardinale tedesco Ratzinger, nella sua prima enciclica sostiene di volersi rifare ad un grande esempio del passato, quello di Paolo VI e di voler proseguire nella strada da lui aperta. Se allora consideriamo il suo passato di giovane nazista nella Germania Hitleriana, che gli ha fatto guadagnare in molti ambienti il soprannome di Nazinger, diviene anch'egli un personaggio abbastanza sospetto e in odore di essere, come lo fu Paolo VI, sul libro paga della CIA e dello State Department.
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Beh insomma, alla luce di tutto ciò si può dire allora che il futuro non è di certo roseo, esso piuttosto sembra oggi ancora una volta tingersi sinistramente di nero.
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Paolo Teobaldelli
per scrivere all'autore l'indirizzo mail è nel sito: 
Ph.D. in Semiotics and Communication Theory
Buenos Aires, Argentina
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Nota dell'autore: (1) Mi scuso con i lettori per la mancanza dei dati precisi sulla località e la data di tale episodio; purtroppo li ho nell'archivio personale che ho dovuto abbandonare in Italia in seguito al mio frettoloso esilio, e qui dove vivo non ho la possibilità, se non per breve tempo, di usufruire di Internet; quindi colgo l'occasione per scusarmi anche per altre possibili imprecisioni e lacune che si possono rintracciare in questo e in scritti precedenti, purtroppo spesso sono obbligato a citare a memoria senza la possibilità di verifica alcuna.
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Bibliografia:
- Aarous, M. & Loftus, J.1991 Unholy Trinity: the Vatican, the Nazis and Soviet Intelligence, New York.
- Agee, P. & Wolf, L.1978 Dirty Work: The Cia in Western Europe, New Jersey.
- Blum, W.1995 Killing Hope, Common Courage Press, Monroe.
- Coccia, A.,1966 Filosofia, teologia, politica, (a cura di), antologia sistematica, Edizioni Andò, Palermo.
- Faggi, V.,1970 Sandro Pertini: sei condanne due evasioni, (a cura di), Mondadori, Trento.
- Marchetti, V. & MArks, J.D.1975 The Cia and the Cult of Intelligence, New York.
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Nella foto, lo scrittore Paolo Teobaldelli

 
 
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