SOS ALLA CAMERA DEI DEPUTATI PER IL MUSEO DEL CINEMA DI ROMA E PER IL PATRIMONIO FILMICO

05/ott/2006 19.30.00 ITALCULTURA Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA - MICS.- MUSEO CINEMA ROMA ^mics@email.it^

°°°° LEGGI E DIFFONDI - GRAZIE °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

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JOSE’ PANTIERI INTEVIENE CON SUCCESSO ALLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI PER SALVARE IL PATRIMONIO DEL CINEMA ITALIANO E DEL M.I.C.S.-

POSSIBILI INTERPELLANZE PARLAMENTARI

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ROMA - GIOVEDI’ 5 OTTOBRE 2006 -



DURANTE UNA AUDIZIONE ALLA VII COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, AVVENUTA NEL POMERIGGIO ODIERNO, LO STORICO E FILOSOFO JOSE’ PANTIERI , FONDATORE E PRESIDENTE DEL M.I.C.S.- MUSEO DEL CINEMA E DELLO SPETTACOLO DI ROMA , HA PRESENTATO UN PROGETTO DI LEGGE A FAVORE DEL CINEMA CULTURALE , NON COMMERCIALE E DELLE CINETECHE.

UN RIFERIMENTO PARTICOLARE E’ STATO FATTO PER LA SITUAZIONE DRAMMATICA DEL M.I.C.S. CHE RISCHIA LA CHIUSURA .

L’IMMOBILE DI VIA PORTUENSE-VIA BETTONI DOVE SI TROVA IL MUSEO , DOVREBBE ESSERE DEMOLITO SENZA TRENER CONTO ANCHE DEL FATTO CHE VI FURONO GIRATE ALCUNE SCENE STORICHE DEL CAPOLAVORO DI VITTORIO DE SICA ^LADRI DI BICICLETTE ^ .

INOLTRE IL M.I.C.S. , UNICA GRANDE REALTA’ CULTURALE E SOCIALE PERMENTE DI ROMA RIGUARDANTE LA STORIA DEL CINEMA E DELLO SPETTACOLO , PUR AVENDO AVUTO RICONOSCIMENTI IMPORTANTI E IN CRESCENTE AUMENTO, VIENE TUNUTO, DA ^CHI DI DOVERE ^ COME ^CENERENTOLA^ , FAVORENDO, IN MOLTI CASI, ALTRE INIZIATIVE SPORADICHE, DI DUBBIO VALORE E CON INTERESSI POLITICI O COMMERCIALI …INGIUSTI E STRIDENTI.

IN ALLEGATO IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE .



UN DOSSIER , A TIRATURA LIMITATA E’ DISPONIBILE SU RICHIESTA SCRITTA PER I GIORNALISTI ^mics@email.it^

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* Museo ^ Josè Pantieri ^ del cinema e dello spettacolo

* Musée ^ Josè Pantieri ^ du cinéma et du spéctacle

* ^Josè Pantieri ^ Museum of Cinema and Entertainment

Via Portuense 101 - 00153 ROMA Casella Postale 6104 -00195 ROMA

Tel : 06 37 00 266 E-mail ^ mics@email.it^

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BOZZA

PROPOSTA DI LEGGE del 5-10-2006







M.I.C.S. -

MUSEO “ JOSE’ PANTIERI”

DEL CINEMA E DELLO SPETTACOLO -ROMA-

Via Portuense 101

^mics@email.it^







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* DEFINITO ^DI GRANDISSIMO VALORE STORICO ^ con DECRETO

DEL 9-7-2003 ( Soprintendenza Beni Culturali dello Stato Italiano )



* RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE CON DECRETO DELLA REGIONE LAZIO

del 1-8-2003 n.373



*DICHIARATO UFFICIALMENTE ^ DI GRANDE INTERESSE ED

INDISCUTIBILE VALORE ^ DALLA GIUNTA DEL COMUNE DI ROMA

con DELIBERA DEL 20 -10-2000 n° 1124 ____________________________________________________________________











PROPOSTE PER UN “PROGETTO DI LEGGE SUL CINEMA CULTURALE E NON COMMERCIALE”



Premessa:

Il cinema ed i mezzi di espressione audio-visiva non vanno (e non devono esserlo) considerati unicamente sotto l’aspetto commerciale mercantile,altrimenti si favorirebbe un limitato numero di persone e non la collettività nel suo più vasto insieme.

Occorre quindi riconoscere e favorire adeguatamente e al più presto (e comunque in forma non inferiore) il cosiddetto “cinema no-profit” (non commerciale): d’arte, di cultura, d’informazione, didattico e formativo.

Lo Stato, in quanto tale, ha il diritto/dovere di sostenere ed incrementare questo importante e trascurato settore, proprio per questa sua natura di “pubblica utilità” e non di solo profitto economico a privilegio di pochi.



Proposte:

A) Intervento statale diretto.



A favore delle produzione filmiche ed audio-visive e della loro diffusione che non rientrano nella logica e nei canoni dettati dal mercato cinematografico del momento, sentito il parere della “commissione cultura”, ed in particolare a :

Film d’epoca, con almeno cinquant’anni dalla data di produzione o comunque “fuori diritti”, con particolare attenzione alle produzioni italiane ed europee e di particolare interesse.

Film educativi, didattici e di formazione che siano riconosciuti dalla “commissione cultura” di particolare utilità sociale.

Film in lingua originale, con particolare attenzione alle produzioni europee e di particolare interesse.

Film per ragazzi e per portatori di handicap che che richiedono un particolare modo di ideazione e realizzazione. Ad esempio per i sordi, ecc.

Film comici d’arte, di particolare interesse. E questo, anche, come riconoscimento della funzione sociale è di grande utilità, per la “qualità della vita”, della comicità d’arte.

Film sperimentali e di ricerca, di particolare interesse, con una speciale attenzione per le opere di “impegno sociale”.

Film location, per la valorizzazione della qualità urbana ed ambientale ed i valori storico paesaggistici di talune località italiane entrate nel giro internazionale come modello Made in Italy.

Film integrati con altre arti capaci di generare nuove forme di spettacolo e rappresentazione.



Altri interventi saranno rivolti a:



Scuole e università per l’educazione all’immagine e con l’immagine. Naturalmente: sia per quelle di carattere statale, sia per quelle private, sia per quelle specializzate, per i circuiti culturali, i seminari, i dopolavoro, i centri sociali, ecc.. Con particolare attenzione ai corsi di formazione professionale e specializzati, di particolare livello qualitativo.

Cineteche, archivi, musei, biblioteche specializzate che operano su basi culturali importanti e secondo quanto definito dal progetto specifico (cfr. Proposte per la salvaguardia del patrimonio cinematografico e appunti sulle cineteche).

Circuiti alternativi cinematografici e audio-visivi a carattere permanente o sporadico (festival, retrospettive, cineclubs, sale specializzate, ecc.) ma di particolare interesse.

Pubblicazioni specializzate (libri, giornali, cataloghi, ecc.) di particolare interesse e con preferenza per quelle che dedicano attenzione al lavoro italiano ed europeo, alle materie poco esplorate di utilità culturale, tecnica, informativa.



B) Intervento statale indiretto:



Facilitazioni e semplificazioni (SIAE, dogane, tasse, adempimenti burocratici, ecc.).

Concessioni di autorizzazioni, di attrezzature, locali, mezzi tecnici e pratici.

Possibilità di detrazioni fiscali a sponsor privati che contribuiscono ai programmi di questo tipo di cinema e di audio-visivi.



C) Altri tipi di sovvenzioni:



I ricavi derivati dagli incassi SIAE per le opere cinematografiche “non identificabili” sul piano del legittimo proprietario dei diritti d’autore o per scadenza degli stessi.

I ricavi delle vendite doganali di materiali cinematografici sequestrati.

Quote ricavate da percentuali (da definire) sui biglietti delle sale cinematografiche, dalla vendita/ noleggio delle video cassette, dall’utilizzo televisivo dei film, dalle film commission, ecc..

Quote derivate da eventuali plusvalori sulla commercializzazione di opere nate come non-commerciali. Cioè se un film ottiene una sovvenzione come opera “non-commerciale” e poi invece incassa una somma superiore e c’è di conseguenza un’utile, questo deve andare ad un “fondo comune della cultura” così come per i ricavi e le quote sopramenzionate, allo scopo di finanziare altre iniziative dello stesso tipo.

In tal modo si pensa di poter riciclare parte dei finanziamenti destinati al cinema, per altre iniziative “non-commerciali” e cioè senza utili personali ma collettivi.



D) Disposizioni particolari



- Tutti i film di corto, medio e lungometraggio prodotti e diffusi in Italia che beneficiano di sovvenzioni statali, sono depositati in copia nuova e completa, presso una delle cineteche (pubbliche e private-sociali) riconosciute dallo Stato, a scelta del detentore dei diritti.

- Le licenze delle sale cinematografiche e delle sale per visioni audio-visive, fermo restando gli obblighi di prevenzione antincendio, sono libere e anzi, per le sale a carattere “non-commerciale” sono agevolate anche per la pubblicità, l’ammodernamento delle attrezzature, ecc.

- Eventuali tagli, doppiaggi, sonorizzazioni, colorazioni ed altre modifiche alla versione originale del film, devono essere autorizzate dalla “commissione cultura” e devono recare nei titoli di testa e nelle pubblicità la chiara indicazione di “opera cinematografica” elaborata e modificata successivamente a cura di …”.

- Un fondo speciale sarà destinato ai pionieri del cinema (e diretti familiari), agli anziani, agli ammalati e a tutti colori che si trovano in uno stato di difficoltà economica documentata e che hanno lavorato nel cinema. Tale fondo dovrà avere la priorità nelle sovvenzioni statali, per provvedere in forma adeguata e tempestiva alle urgenti necessità dei cineasti biù bisognosi ed anche per coloro che si trovano, improvvisamente, nella necessità di provvedere a spese (cure mediche, sfratti, ecc.) superiori alle loro possibilità.

- Sono abolite le restrizioni derivate da vecchie disposizioni legislative riguardanti le pellicole “infiammabili”, in quanto, con le dovute cautele, potranno essere depositate, trasportate, lavorate, ecc., senza limiti burocratici e legislativi.

- Sono abolite le sovvenzioni speciali alla Biennale di Venezia al Centro Sperimentale di Cinematografia, alla Cineteca Nazionale e a qualsiasi altra istituzione pubblica o privata, essendo per tutti pari diritti e pari doveri.





PROPOSTE PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CINEMATOGRAFICO



Premessa

Ogni giorno che passa, inesorabilmente, migliaia di metri di pellicola cinematografica d’epoca sono destinati a deteriorarsi gravemente o a scomparire definitivamente. Si ritiene che circa l’85% della produzione cinematografica delle origini sia andata perduta.

Per poter “salvare il salvabile” occorrono quindi urgenti ed adeguati interventi.

A livello di accordi internazionali anche l’Italia ha sottoscritto la “Recomandation pour la sauvegarde ed la conservation des images en mouvement” adottata dalla Conferenza Generale della U.N.E.S.C.O. nella 21° sessione a Belgrado nell’ottobre del 1980. Inoltre la legge del 6 aprile 1977 n. 184, portante ratifica ed esecuzione della “Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale” /firmata a Parigi il 23 novembre 1972) l’Italia si è presa degli impegni, che, per quanto riguarda la protezione delle “immagini” o dei film, non ha ancora trovato adeguato e pronto intervento. Il recupero, il restauro, la conversazione e la diffusione del patrimonio visivo del passato non è, purtroppo, ancora adeguatamente sostenuto dall’Italia. Un vuoto legislativo, una scarsa attenzione e conoscenza dei problemi hanno creato una situazione drammatica e di estrema urgenza.



Pertanto si propone:



1) Il riconoscimento del patrimonio cinematografico e “visivo” del passato come bene culturale, memoria storica dell’umanità e patrimonio di alto valore artistico e storico.



2) Il riconoscimento, ai sensi di legge, degli archivi, pubblici e privati, che si occupano del recupero, della conservazione, del restauro e della diffusione del patrimonio cinematografico e “visivo” del passato (cioè delle cineteche, dei laboratori di restauro delle immagini, dei musei specializzati, ecc.). Attraverso una commissione di esperti e di tecnici e tenuto conto dei parametri (v. allegato), appositamente studiati per questo problema.



3) Nomina di un “Comitato di Esperti” composto soprattutto da elementi di provata esperienza sia a livello tecnico, sia in campo storico-culturale e creazione, all’interno del Ministero competente, di un apposito dipartimento preposto per questi problemi, formato principalmente da esperti.



4) Nomina, in tutte le “Commissioni” e “Comitati” di rappresentanti di categorie specializzate: cineteche “di particolare interesse storico-culturale”, “cineteche contemporanee”, “esperti di storia del cinema”, “circoli del cinema”, “rassegne cinematografiche”, “università”, “circoli di cultura”, “laboratori di restauro cinematografico”, “collezionisti cinematografici”, “riviste di studi cinematografici”, “sale cinematografiche culturali”, “addetti agli archivi cinematografici”, “musei”, ecc.. In misura non inferiore ad 1/3 del totale,



5) Creazione o riconoscimento ufficiale di Laboratori per il restauro delle pellicole e delle “immagini” e creazione o riconoscimento di scuole o corsi di formazione professionale per le tecniche di conservazione e di restauro delle pellicole d’epoca. Tali laboratori potranno beneficiare di agevolazioni ed incentivi per la trasformazione e l’ammodernamento delle attrezzature necessarie rivolte alla conservazione ed al restauro nonché a tutte le operazioni di stampa di vari formati cinematografici della pellicola. E’ fatto obbligo a questi Laboratori di dare precedenza, per almeno il 70% delle lavorazioni e gli interventi, al recupero del patrimonio filmico del periodo muto di produzione europea, italiana e locale.



6) Abolizione di tutte le restrizioni relative alla conservazione, trasporto e lavorazioni delle pellicole al nitrato (infiammabili) fatte salve le dovute precauzioni.



7) Agevolazioni, per le pellicole d’epoca e per le cineteche, i laboratori di restauro, le sale cinematografiche e gli enti pubblici e privati operanti nell’ambito delle attività culturali relativi alle dogane, ai trasporti, alla pubblicità, affissione, autorizzazioni, tasse, ecc. al fine di favorire la diffusione ed il salvataggio di tale patrimonio.



8) Liberalizzazione delle licenze relative alle sale cinematografiche ed in particolare libera circolazione di film d’epoca e dei film culturali.



9) Abolizione della tassa e degli obblighi SIAE e di ogni restrizione o difficoltà burocratica per proiezioni di film d’epoca o di carattere culturale ed educativo.



10) Estensione di agevolazioni al recupero del patrimonio filmico e alle iniziative per la diffusione della cultura cinematografica nelle norme fiscali e delle dichiarazioni dei redditi, con relative detrazioni.



11) Lo Stato, attraverso la “Commissione di esperti” procederà al riconoscimento delle cineteche e dei laboratori di restauro; al finanziamento di progetti, pubblici e privati per il recupero, la conservazione, il restauro, la ristampa e la diffusione del cinema d’epoca, con particolare riferimento al “periodo muto”, europeo ed italiano; ad istituire appositi “premi” per particolari operazioni di rinnovamento e recupero del patrimonio europeo ed italiano d’epoca, con particolare riferimento al “periodo muto”, europeo ed italiano.



12) E’ prevista l’introduzione e lo studio della storia del cinema, della tecnica e della critica cinematografica nelle scuole di ogni ordine e grado ed in particolare a livello di scuole medie primarie e secondarie e delle università, nonché negli ambienti della cultura e del tempo libero (circoli, caserme, seminari, ecc.).



13) Una percentuale (da definire) su tutti i biglietti delle sale cinematografiche verrà devoluta al fondo nazionale per il salvataggio del patrimonio filmico onde permettere le operazioni più urgenti di recupero, pubblicizzazione e diffusione.





Appunti utili da includere nel disegno di legge sul cinema



LE CINETECHE



E’ necessaria una distinzione ragionata degli archivi pubblici e privati che conservano film d’epoca (cineteche) onde evitare equivoci ed errori di valutazione.

Si ritiene necessaria una distinzione in due categorie:



a) Cineteca di particolare interesse storico-culturale

b) Cineteca contemporanea



Sarà una Commissione di esperti e di tecnici a valutare l’importanza o meno di una cineteca attraverso un parametro che elenchiamo:



1) Le cineteche sono riconosciute di “particolare interesse storico-culturale” quando detengono:

a) Film originali d’epoca, in negativo o positivo, del periodo antecedente al 1930 (periodo muto) con almeno 500 titoli diversi in un formato preferibilmente non inferiore ai 16mm.

b) Film rari o unici, introvabili in altre cineteche.

c) Film rari o unici preferibilmente in versione originale, integrale ed in buono stato di conservazione. In ogni caso si considera anche il film raro o unico incompleto o deteriorato (purché sia “visionabile”) quando non esiste altra copia di quel film, più completa.

d) Film di particolare interesse quando contengono “immagini” rare di personaggi, luoghi, avvenimenti, tradizioni, ecc. riguardanti l’Europa, l’Italia o la vita locale.

e) L’importanza storico-culturale del film raro viene data anche dagli autori, dagli interpreti, dal tema, dal luogo, dall’anni di produzione, ecc.

f) Il supporto tecnico e le caratteristiche “fisiche” della pellicola sono elementi utili per una valutazione particolare e così ogni altra caratteristica insolita o di particolare interesse storico e tecnico.



2) Le cineteche sono invece “contemporanee” quando non hanno tutte le caratteristiche previste da quelle di “particolare interesse storico-culturale” e cioè, in particolare, non detengono film originali d’epoca del periodo muto come previsto dall’articolo prima sopraelencato. Esse devono tuttavia disporre di almeno;

a) 3000 titoli diversi di film, in positivo o negativo, che abbiano almeno 20 anni e siano in formato superiore al Super 8mm.

b) Siano film di particolare interesse artistico, culturale, tecnico determinato dalla commissione di esperti.

c) Siano preferibilmente in versione originale, integrale ed in buono stato di conservazione.



Non sono prese in considerazione, in queste categorie, le registrazioni diverse da quelle cinematografiche su pellicola (cioè registrazioni elettroniche, digitali, ecc.) ed i formati inferiori al 9.5 mm.







INDICAZIONI UTILI PER DETERMINARE LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DI UNA CINETECA DI IMPORTANZA STORICO-CULTURALE



(da includere nel progetto di Legge sul Cinema)



Caratteristiche specifiche:



a) Archivio comprendente negativi o positivi originali d’epoca di qualsiasi formato (ma preferibilmente superiori ai 16 mm) anche se incompleti o imperfetti (purché “leggibili”) ed in linea preferenziale suddivisi in tre periodi:

1) dalle origini (1895) al 1930 (periodo muto);

2) dal 1930 al 1950 (infiammabili sonori);

3) dal 1950 ad oggi (safety - di sicurezza - sonori)



b) Caratteristiche preferenziali per una valutazione di carattere storico- conservativo:

1) Rarità o unicità del documento a livello mondiale o nazionale.

2) Importanza degli autori, degli interpreti, del tema e del luogo, ecc.

3) Importanza del film sotto il profilo nazionale, regionale ed europeo (avvenimenti, luoghi, tradizioni, ecc.).

4) La versione originale, la copia d’epoca, in versione integrale, ecc.

5) Lo Stato di conservazione e la qualità fisica dell’immagine filmica,



c) Incentivi e facilitazioni:

1) Contributi e facilitazioni per le cineteche, pubbliche e private, finalizzate ad operazioni di conservazione, restauro e recupero dell’originale d’epoca e per la copia eventuale, nonché per l’identificazione, la schedatura, la ricerca storica, ecc.

2) Contributo e facilitazioni per la stampa di copie e la diffusione, in Italia e all’Estero.

3) Facilitazioni doganali (a livello comunitario ed internazionale, di import/export, fiscali (SIAE, IVA, ecc.).

4) Abolizione di leggi restrittive riguardanti le pellicole “infiammabili”, le proiezioni pubbliche, il trasporto, ecc.

5) Incentivi e contributi alla ricerca e alla sperimentazione, per finalità pratiche ai fini della conservazione, del restauro e della riproduzione delle pellicole d’epoca, della archiviazione, nonché dei materiali d’interesse storico e culturale del passato attinenti alla storia del cinema o delle “immagini” (foto, manifesti, locandine, lettere, ecc.).

6) Incentivi e contributi per studi e ricerche di carattere storico, tecnico, culturale, ambientale, ecc. attinenti la storia del cinema e delle immagini.

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