Un altro colpo alle cure veterinarie: a rischio le detrazioni fiscali

07/gen/2014 16:15:49 ANMVI Contatta l'autore

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ANMVI

DOPO L'AUMENTO DELL'IVA  A RISCHIO LA DETRAIBILITA' DELLE SPESE VETERINARIE

ANMVI: PER IL GOVERNO LA SALUTE DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA
VALE MENO DI UN CENTESIMO AL GIORNO

Entro il 31 gennaio, il Fisco italiano minaccia di infierire ancora sugli animali da compagnia e sui 13 milioni di famiglie che li ospitano.

(Cremona, 7 gennaio 2014) �“Dopo l’aumento dell’IVA al 22%, la scure del Governo potrebbe abbattersi sulla detraibilità fiscale delle spese veterinarie. Con effetti disastrosi, già sul prossimo Modello 730 di milioni di cittadini - proprietari, se non ci sarà un’inversione di rotta nella strategia del Governo.

L’aut aut posto a 13 milioni di famiglie dalla Legge di Stabilità 2014 è dei più minacciosi: o il riordino delle detrazioni (da decidere per decreto entro il 31 gennaio) o la riduzione percentuale, automatica, del recupero fiscale delle spese veterinarie.

 Se nel primo caso, il rischio è di vedere azzerati gli esigui benefici fiscali introdotti nel 2000 in favore della salute di tutti gli animali da compagnia legalmente detenuti, nel secondo si prospetta la riduzione progressiva dall’attuale 19% di detrazione d’imposta al 18% (per le spese veterinarie sostenute 2013) fino al 17% (per quelle del 2014). Il vantaggio fiscale effettivo scenderebbe dagli attuali 49 euro annuali a 43 euro.

 “La già scarsa considerazione del nostro Stato per la sanità veterinaria scenderebbe a 0,12 centesimi di agevolazione fiscale al giorno- commenta Marco Melosi, Presidente ANMVI che sottolinea come la salute di milioni di animali che vivono a stretto contatto con le famiglie sia anche una questione di sanità pubblica. “E’ sconcertante �“ prosegue Melosi- l’ipocrisia di un Paese e di una classe politica che professa sentimenti per gli animali, li tutela penalmente ma  poi non esita a tassare l’affettività familiare”.

 L’ANMVI chiede che le detrazioni fiscali riconosciute sulle spese e sui medicinali veterinari non vengano penalizzate e sottolinea come il ‘contrasto di interesse’ (detrazione su fatturazione) rappresenti anche una forma di lotta all’evasione e di trasparenza economica.

 “Hanno ragione- conclude il Presidente ANMVI- gli analisti tributari quando dicono che l’effetto retroattivo delle riduzioni fiscali va  contro i  principi dello Statuto del contribuente, ma hanno ancora più ragione i proprietari che sopportano i costi di obblighi amministrativi come il microchip e adempiono al dovere del possesso responsabile con interventi di prevenzione del randagismo e di profilassi veterinaria, senza ottenere alcun sostegno economico dallo Stato, anzi venendo ricambiati con la più alta pressione fiscale di tutti i tempi”.

Ufficio Stampa ANMVI
0372/40.35.47



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