Perchè si vuole "tagliare la testa a Dio"?

16/ott/2006 19.00.00 axteismo Contatta l'autore

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Perchè si vuole “tagliare la testa a Dio”?

Roberta Marzola intervista Ennio Montesi, di Axteismo Movimento Internazionale di Libero Pensiero.

L'intervista nasce da una domanda di fondo: se l'uomo ha sempre sviluppato forme rituali e/o religiose, più o meno formalizzate, da dove viene il vostro totale rifiuto della religione (a prescindere dalla laicità dello Stato, mi pare di capire)? Forse la religione non soddisfa un umano bisogno di spiritualità o qualcosa del genere? Domanda: Axteismo è un movimento che “rifiuta tutte le religioni”. Cosa intendete per religione?

Montesi: Oltre alle tre religioni monoteistiche, Cristianesimo, Islamismo ed Ebraismo, intendiamo tutte le altre religioni (solo negli Stati Uniti se ne contano più di 2500 e continuano a nascere come funghi). Buttiamoci nel secchiello anche maghi, sétte, fattucchieri e pataccari vari. Non si capisce, tra l’altro, qual è la differenza sostanziale tra “religione” e “sétta”. La consuetudine sembrerebbe dettare una regola semplice. Se a professare un credo con l’adorazione a una certa divinità o verso un feticcio è una moltitudine di persone allora il gruppo di adoratori sale in serie A e si posiziona in classifica al rango di religione con bollino di qualità e patente. Se invece ad adorare qualcosa o qualcuno sono quattro gatti spelacchiati è definita sétta e sta in serie C2 col bollino di truffatori. La sétta è stata catalogata con una propria matrice sovversiva. Ma cosa c’è di più sovversivo delle religioni? Non esiste differenza tra religioni e sétte, termini utilizzati ad arte nelle diatribe massmediatiche per confondere le persone sprovviste di capacità di analisi e di critica verso di esse. Non è un caso che in Italia il reato di “plagio” sia stato eliminato dal codice penale. Esso coinvolgeva anche e soprattutto le dottrine delle religioni oltre ai soliti maghi, veggenti e fattucchieri. Tra un fattucchiere e un prete qual è la differenza? Nessuno l’ha mai spiegata e guai ad entrare in questo argomento! Entrambi, fattucchiere e prete, celebrano riti, cerimonie, leggono dai loro libri, utilizzano simboli e icone, fanno gesti nell’aria, si vestono agghindati come alberi di natale per incutere rispetto, soggezione e trasmettere credibilità su quanto dicono e fanno, ai polli di turno. E ognuno di loro è sempre pronto a giurare e argomentare che è nel giusto e l’altro è nello sbagliato. Il termine “religione” deriva da relígio, ònis, religàre, legare strettamente. Ecco perché quando si entra in una religione, spesso è difficilissimo uscirne tranquillamente e senza traumi. Anche se esistono i reati di “abuso della credulità popolare” e “circonvenzione di incapace” è difficilissimo metterli in atto. Impossibile spiegarlo in questa intervista. In sostanza se mio figlio, maggiorenne di cultura normale vuole andare a fare parte della Chiesa di Vattelapesca e donare la propria casa, tutti i suoi averi e abbandonare la famiglia e molto altro ancora, nessuno può fare nulla. In questo particolare settore, le prove sono praticamente impossibili da esibire e farle valere. Ci sono al mondo persone che sanno “deprogrammare” la mente plagiata e indottrinata da qualsiasi religione. Sarebbero argomenti utilissimi da trattare e spiegare attraverso i mass media, ma questi proprio non ne vogliono sapere a meno che non esca fuori la solita setta di satanisti orgiastici e criminali allora è un modo indiretto di rilanciare e propagandare la religione, per così dire, “ufficiale” portando acqua al proprio mulino. Per il resto si tace omertosi.

Domanda: Perché credete che eliminare le religioni sarebbe utile alla collettività?

Montesi: Non ci sogniamo lontanamente di “eliminare” le religioni anche se, per il bene di tutti, sarebbe auspicabile che non esistessero. Le religioni vanno però senz’altro limitate, relegate e confinate - avvalendosi di leggi moderne fatte dallo Stato democratico – solo (sia messo per inciso) “solo”, nella sfera privata dei cittadini. Ognuno, se ciò lo fa vivere meglio con se stesso, creda pure al mostro di Loch Ness e a quello che gli aggrada, ma lo faccia nella propria sfera privata. Lo Stato deve restarne totalmente fuori. E le religioni non debbono in alcun modo impicciarsi e intromettersi nelle cose dello Stato. Sarei tentato di usare un concetto scurrile per essere ancora più chiaro. La regola: fuori le religioni dallo Stato deve valere ed essere applicata indifferentemente a tutte le religioni. I tre principali poteri dello Stato: legislativo, esecutivo e giudiziario debbono essere separati tra loro. Poi, cosa bizzarra, invece si permette alla religione di entrare nello Stato e intromettersi, influenzare, dire, consigliare, criticare, additare, deplorare, stigmatizzare, disapprovare, condannare… di termini disgustosi se ne potrebbero citare a chilometri.
Nessuno può obbligare nessuno a credere o a non credere, ad adorare o a non adorare. Se io voglio adorare Biancaneve e i sette nani devo essere libero di poterlo fare e nessuno deve proibirmelo. Tuttavia, il fatto che una parte del genere umano abbia bisogno di credere che esista un’entità suprema o roba simile, non giustifica che tale situazione sia utile al progresso e alla democrazia della società. Anzi, i gravi danni scellerati provocati dalle religioni nei tessuti sociali dei paesi, sono sotto gli occhi del più sprovveduto. In alcune nazioni è proibito affiggere nei luighi pubblici simboli religiosi, in Svizzera ad esempio e in altre nazioni democraticamente progredite, è severamente vietato sia il crocifisso che altri simboli.
In Italia, pressochè ovunque, è invece affisso il crocifisso e guai a chiederne la rimozione. L’Italia è una nazione di inaudito fondamentalismo religioso cattolico. Lo Stato italiano è pregno di cattolicesimo come una spugna immersa nel mare lo è di acqua salata. Il Cristianesimo diffonde e propaganda superstizioni medievali, oscurantismo e molte altre bruttezze. Tra superstizione e fede non esiste alcuna differenza benchè i teologi, gli scienziati del nulla, vorrebbero darci a intendere diversamente, come fossimo un popolo di idioti. Ci sono molte persone che hanno avuto la vita distrutta a causa della religione, persone che hanno paura di reagire, temono di prendere posizione netta per allontanarsi dalla Chiesa cattolica. Alcune si sono liberate con fatica dalla loro oppressione e ora vivono finalmente una vita felice, serena, hanno ritrovato il dialogo con la famiglia, gli amici, i figli e se stessi. Hanno imparato ad affrontare da sole i problemi della vita senza aggrapparsi alle varie divinità e feticci messi in bella esposizione sulla bancarella dei pataccari. Qualcuno di questi fortunati scampati alle assurdità negative sta pensando di aiutare le persone che si ritrovano in condizioni analoghe a uscire dal vortice invivibile delle credenze, dei dogmi e della fede. Alcuni vorrebbero costituire un’associazione chiamata “Cattolici Anonimi” del tipo “Alcolisti Anonimi”.
Coloro che dedicano la propria vita a credenze e feticci religiosi convertendosi a volte da una confessione ad un’altra saltando qua e là in cerca dell’imbonitore più bravo che dica loro dove sia la verità, sono persone che vivono a personalità Borderline. Sono persone spesso piene di insicurezza, con stati confusionali, non di rado aggressive, che difenderebbero con la violenza la propria religione e i miti, aggrappate ad aspettative e illusioni che non arriveranno mai. Vivono malissimo, attendono il miracolo, fanno cose e si comportano in maniera innaturale, poiché c’è sempre qualcuno che dice loro cosa è bene e cosa è male, si sentono colpevoli di pesi enormi messi sulla schiena dai “volponi in sottana” e giù, espiazioni, castità, remissioni, digiuni, penitenze… uno stato psicopatologico di notevole prostrazione, frustrazione, impotenza, sofferenza. Tuo figlio ha un tumore? Devi pregare e aver fede. Tuo figlio muore per il tumore? colpa tua che non hai pregato né avuto fede abbastanza. Oppure altra spiegazione assurda: tuo figlio è morto perchè il Padre eterno ha voluto e i disegni divini non sempre coincidono con quelli umani. E’ una sintesi significativa, ma i concetti e gli insegnamenti nauseabondi diffusi dal cattolicesimo sarebbero da trattare in dettaglio, spiegandoli bene alle persone, non ascoltando solo le sciocchezze dei tonacati. A papa Wojtyla, immediatamente dopo che gli spararono, i migliori medici fecero di tutto per salvarlo. Curioso comportamento: se il disegno divino era quello che il papa fosse morto chi siamo noi uomini per voler cambiare la volontà divina? Anche quando stava male, il papa è stato sempre curato dai migliori luminari della medicina. Curioso che non l’abbiano portato a Lourdes e attendere il miracolo per la guarigione, e poi se il disegno divino è quello di farlo morire, perché spingere il disegno divino a modificare la propria decisione già presa inducendolo a compiere un miracolo? L’unica risposta ci è data dall’antico proverbio: la madre dei cretini è sempre incinta.

Domanda: A proposito di valori: all’opposto dei valori che la religione implica e che vorreste eliminare (cioè violenza, discriminazione…) stanno valori come l’amore e la solidarietà (almeno tra aderenti allo stesso culto). Non credete che il giorno non possa esistere senza la notte e che l’animo umano sia di per sé propenso a certe inclinazioni, a prescindere da qualunque credo religioso?

Montesi: Lei e io domani cominciamo ad adorare l’orto del vicino perché secondo noi in quell’orto è accaduto qualcosa di grandioso, mistico e trascendentale e ci nascono pomodori per noi miracolosi. Costruiamo quindi la nostra religione e fondiamo la nostra chiesa che chiamiamo Chiesa dell’Orto dei Pomodori. Importante che la chiesa abbia una struttura architettonica imponenete, grandiosa, poiché più la dottrina e l’ideologia sono deboli, più bisogna avvalersi di strutture grandiose (i dittatori conoscono perfettamente il concetto). Lei ed io cominciamo a fare proseliti fedeli propagandando cose che secondo noi qualcuno lassù, nell’alto dei cieli, nascosto dietro la nuvoletta, ci ha incaricato durante il sonno di comunicare all’umanità. Bene. Gli sprovveduti ci seguiranno in men che non si dica. Nei nostri discorsi ci mettiamo i soliti termini: amore, fratellanza tra i popoli, solidarietà per il prossimo, carità e altri sinonimi che girano sempre in gruppo nei discorsi di questo tipo. Sono gli ingredienti essenziali di base in queste ricette per babbei. Predichiamo in lungo e in largo, utilizzando anche l’enorme potere comunicativo dei mass media, comunichiamo i “valori” universali. Chi potrebbe opporsi all’amore, alla fratellanza e alla solidarietà? Tutti le vogliono. Ebbene noi le predichiamo a tutto tondo. Tuttavia, non siamo certo noi della Chiesa dell’Orto dei Pomodori i padroni e i custodi di tali concetti e valori, ma lo lasciamo intendere. Ci costruiamo poi il nostro bel simbolo religioso e lo attacchiamo nella nostra Chiesa dell’Orto dei Pomodori, poi ce lo attacchiamo al collo e marchiamo il più possibile il territorio con questo logo dando un valore aggiunto alle nostre prediche. Il nostro potere aumenterà al pari dei soldi che ci verranno in tasca. Ci siamo costruiti così la nostra religione. I nostri adepti ci seguono supinamente e obbediscono ai nostri concetti religiosi e alle nostre leggi. La paccottiglia della nostra religione è ora pronta per essere venduta e smerciata alle masse come la scatoletta del tonno e il tubetto di dentrifricio. Tonno e dentifricio almeno sono utili.
Qualcuno potrebbe metterci i bastoni tra le ruote? No, se la nostra religione è abbastanza potente e piena di soldoni, diventiamo intoccabili. Primo perché siamo entrati nelle stanze del potere mettendo nelle poltrone giuste i nostri uomini. Secondo perché se qualcuno fa troppo il gradasso possiamo avvalerci dell’autotutela applicando il “vilipendio alla religione”, cioè gli tappiamo la bocca. Un tempo era più semplice, basti ricordare i metodi della Chiesa cattolica e il suo efficientissimo tribunale dell’Inquisizione, milioni di uomini, donne e bambini, sbudellati, sgozzati, bruciati, torturati, annegati, strangolati, squartati, impalati, fatti a pezzi. Facile mantenere il predominio e il potere religioso: chiunque intralciava le aspetattive dei papi e degli altri bellimbusti dalle gonne lunghe venivano eliminati. Curioso comportamento della Chiesa cattolica di un tempo che, ma guarda, è la stessa Chiesa cattolica di oggi. Curioso che una sétta di sbudellatori, sgozzatori, incendiari, torturatori, affogatori, strangolatori, squartatori, impalatori, propaganda mettendosi a paladino dei valori universali: amore, fratellanza, solidarieta, carità. Immagino già il primo della classe del catechismo alzare la mano e dire: la Chiesa ha riconosciuto i suoi errori e ha chiesto scusa. Ma scusa a chi? A dio, e non agli uomini. Altra presa per il culo. E poi come mai questa sétta non ha mai subìto un vero processo storico per gli enormi crimini perpetrati contro l’Umanità? Ecco laggiù un’altra mano da catechismo alzata che interviene: quelli erano altri tempi. Cioè, in altri tempi la Chiesa ha perpetrato genocidi immani e oggi la stessa Chiesa è la padrona dell’amore e, da quanto ogni giorno ci dice su quello che dio pensa e fa, sembrerebbe abbia un dialogo online con dio, la sua email con una buona adsl e il suo cellulare.
Ancora oggi la Chiesa cattolica, esattamente come nel passato, mette al bando libri e intellettuali e, dato che la tecnologia si è evoluta, ora anche film e programmi televisivi. Questo non per amore verso il prossimo, ma per proprio tornaconto. Quindi la Chiesa cattolica non è affatto democratica, ma si avvale ancora delle repressione obbligando nazioni a rimanere ignoranti e loro sudditi.

Domanda: Non credete che la religione contenga un valore originario, un’esperienza mistica da salvaguardare?

Montesi: Un bambino, in Italia, dalla nascita alla morte è bombardato dalla dottrina cristiano-cattolica e quel bambino diventerà, volente o nolente, di religione cattolica, non ha scampo. Se lo stesso bambino nascesse in un paese arabo e fosse messo in una madrassa, in una scuola coranica, il bambino diventerà di religione musulmana. Se lo stesso bambino lo mettiamo in un monastero tibetano, diventerà buddhista, se il bambino nascesse in Israele sarebbe di religione ebraica. Se nascesse in Africa equatoriale in qualche tribù sarebbe animista e così via. Idem accade per la lingua parlata e altro. Quindi di cosa stiamo parlando? Credenze e superstizioni sono valori e sono da salvaguardare? Se ci attraversa la strada un gatto nero è importante o no che il “valore” mistico e la simbologia che un gatto nero porti sfiga dopo di che bisogna subito toccarsi le palle, questo “valore” deve essere tramandato di padre in figlio, come importante insegnamento, sul quale costruire la società del futuro? La Chiesa, l’Inquisizione uccideva i gatti per evitare che eliminassero i topi portatori della peste, poiché la peste era considerata una benedizione di dio. Vogliamo tramandare queste assurdità? Certo i tempi sono cambiati e le assurdità pure ecco qualche nuovo assaggio: fecondazione assistita, ricerca sulle staminali, aborto, pillola RU486, preservativo, coppie di fatto, creazionismo, una montagna di assurdità. La solfa è sempre quella.

Domanda: Se la religione non è necessaria, perché ogni popolo, da sempre, crea la propria?

Montesi: Nella domada c’è già la risposta. Stiamo girando attorno al problema come una capra attaccata alla corda gira attorno al bastone. Il fatto che l’indole umana sia fragile, vulnerabile, credulona, non significa che bisogni assecondarla e pasturarla con religioni e indottrinamenti mettendo segatura nel cervello dei bambini prima e degli adulti poi. Se l’indole umana è quella di usare alcolici e droghe inebriandosi la mente, certamente ciò non aiuterà a vivere meglio con se stessi e il prossimo, ma getta nella disperazione. Cosa significa “creare” una religione? Significa inventarsi qualcosa di illusorio e seguirlo a testa bassa come fosse vero a discapito della ragione, della razionalità o del buonsenso. Un bambino che da grande continuerà a credere a Cappuccetto rosso e al lupo cattivo, sarà un uomo immaturo, irrisolto, con una pessima educazione e insegnamenti deleteri alle spalle. Sarà un uomo che nella vita avrà problemi e se non li avrà se li costruirà da solo.

Domanda: Come colmereste il vuoto che si verrebbe a creare senza forme religiose e a chi affidereste questo compito?

Montesi: Sono le religioni che creano il vuoto attorno all’uomo, l’assenza delle religioni è un vuoto illusurio, virtuale. Se a un alcolizzato viene aiutato a non attaccarsi più alla bottiglia così che non si ubriachi, gli si creerà il vuoto? Tutt’altro, egli verrà riportato alla vita, alla realtà e dovrà affrontare i problemi giornalieri non con l’alcol, ma con le proprie forze, il proprio intelletto, le proprie capacità, le proprie decisioni e scelte. Imparerà a inciampare e a rialzarsi riprendendo il cammino. E’ così che svilupperà un processo di crescita e di maturazione. Vogliamo vivere in una società attraversata dal cancro dell’inganno delle religioni e delle sétte? Lei si farebbe governare da un Ministro del Consiglio che fa parte della Chiesa dell’Orto dei Pomodori?
 
Rif.
http://nochiesa.blogspot.com

Nella foto, lo scrittore Ennio Montesi, autore di “L’uomo a metà” (Il Ventaglio Editore, 1986 esaurito), “Meloe” (Alfredo Guida Editore, 1995).
http://www.unilibro.it/find_buy/product.asp?sku=30268&idaff=jhxzajqrugcd
Autore di soggetti per il cinema e la televisione. “Racconti per non impazzire” sono stati scritti su richiesta di Federico Fellini. Egli ebbe uno scambio epistolare con lo scrittore statunitense Henry Roth. Roth il quale scrisse e dedicò a Montesi il racconto "Prose-writer’s Threnody". Il carteggio, valutato dalla migliore critica internazionale come rilevante evento letterario, è stato recensito e discusso su testate giornalistiche europee ed americane. American Jewish Historical Society, New York:
http://www.cjh.org/nhprc/HenryRoth02.html
 
 
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