Un posto nel mondo 2006: tre spettacoli teatrali in cartellone

Così, pazientemente, di notte, come in trance Clelia si libera dei suoi ricordi che parlano un fantasioso italiano sgrammaticato, utilizzando cartoncini trovati nei cassetti di casa, ma quella notte in cui i fogli finiscono, Clelia apre il baule dove ci sono i vestiti belli e il corredo raccolto pazientemente per tutta una vita…

31/ott/2006 22.30.00 Notiziario delle associazioni Contatta l'autore

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SPETTACOLI TEATRALI - UN POSTO NEL MONDO 2006

 

 

Venerdì 3 novembre, ore 21 - Varese, Coop. Belforte (ingresso a offerta libera)

LA MELONAIA

Spettacolo teatrale di e con Franco Collimato.

“La melonaia” è uno spettacolo che ha la necessità di creare un rapporto intimo col pubblico e finora è stato intenzionalmente rappresentato in luoghi di dimensioni contenute.

La straordinaria “altezza” della storia di Nonna Clelia risiede tutta nella sua semplicità, nella semplicità di vivere una vita contadina faticosissima passata attraverso le due guerre, straziata dalla prematura morte di quattro dei suoi otto figli, ispirata da un amore, tanto grande quanto drammatico nella sua risoluzione, verso il marito Anteo assassinato da un’auto in corsa. La particolarità di questa storia sta nella scelta che Clelia fa di rifugiarsi nella scrittura per non impazzire di dolore,per raccontare “di sé, dei suoi figli e nipoti e cognate e padroni e povertà”.Così, pazientemente, di notte, come in trance Clelia si libera dei suoi ricordi che parlano un fantasioso italiano sgrammaticato, utilizzando cartoncini trovati nei cassetti di casa, ma quella notte in cui i fogli finiscono, Clelia apre il baule dove ci sono i vestiti belli e il corredo raccolto pazientemente per tutta una vita…

“La melonaia”, insomma, è la storia di una donna qualunque, una storia struggente, una storia di grande dignità contadina,una grande storia d’amore.

Un caso raccolto dall’Archivio Diaristico di Pieve S. Stefano, portato in scena con sensibilità e poesia.

“Una notte non avevo più carta. La mia maestra Angiolina Martini mi aveva spiegato che i Truschi avevano avvolto un morto in un pezzo di stoffa scritto. Ho pensato se l'hanno fatto loro lo posso fare anch'io. Le lenzuola non le posso più consumare col marito e allora ho pensato di adoperarle per scrivere.” Clelia Marchi

 

 

Martedì 28 novembre, ore 21 - Varese,Cinema Teatro Nuovo (ingresso gratuito)

COME LA MOSCA NEL BICCHIERE

Spettacolo teatrale a cura di Studio 900 e Libera Lombardia sulla mafia invisibile. Si ringrazia Coop Lombardia.

Quando si pensa alla mafia si pensa sempre ai grandi fatti di mafia – gli omicidi eccellenti le stragi - o a un problema di alcune regioni del Sud dimenticando volentieri che la mafia è un fenomeno che si dirama su tutto il territorio nazionale e addirittura in tutto il mondo. Così regioni apparentemente immuni al fenomeno ne sono in realtà inquinate da una forma invisibile ma non meno pericolosa. Sono i luoghi dove viene reinvestito il denaro cosiddetto ‘sporco’ dove avvengono gli scambi di favori e i commerci tra le diverse ‘mafie’, dove si sviluppano ‘attività’ silenziose ma non per questo meno pericolose. La‘mafia invisibile’ è così quella che inquina la società tanto più pericolosaproprio in quanto meno appariscente: un cancro che invade il corpo della società e colpisce tutti direttamente o indirettamente minando le basi stesse della convivenza civile.

Lo spettacolo è costruito in maniera assolutamente originale e innovativa nella forma della conferenza spettacolo: alcuni personaggi sotto gli occhi del pubblico – e addirittura con la sua collaborazione - ricostruiscono attraverso testimonianze e deduzioni un’intricata ma in fondo banale storia di mafia che però porta ascoprire tutta la rete di relazioni coinvolgimenti e drammi che quella storiagenera e scatena. L’inferno invisibile che ci circonda.

La struttura è quindi quella del giallo che si dipana sotto gli occhi attoniti e stupefatti dello spettatore incrociando notizie di giornali appunti di testimonianze brani d’interviste e poi collegando ricostruendo sistemando progressivamente letessere del puzzle fino alla ricostruzione della storia e alla scoperta finaledi come “la mafia invisibile inquini la società in cui viviamo”.

 

 

Sabato 2 dicembre, ore 18 - Varese, Coop. Sancho Panza (ingresso gratuito)

HANDY O NON ANDY

Spettacolo teatrale di e con Michele Lafortezza.

Michele Lafortezza, affetto da tetraparesi spastica distonica, già conduttore di una trasmissione autogestita sull' handicap a Radio Popolare, è diventato famoso con alcune presenze in trasmissioni quali “Cielito Lindo”, dove ha proposto partidi questo spettacolo. Un umorismo che nasce dalla capacità di ridere su se stessi e su quanti speculano sulla sofferenza e sulla malattia, teso a divertire e allo stesso tempo a stimolare alla riflessione sulle problematiche sociali, enon solo quelle prettamente legate all'handicap. "La gente rimuove i nostri problemi? E io glieli propongo in chiave ironica. Non vogliono vederci? E io vado verso le persone "sane" facendole ridere. Sdrammatizzando con una punta d'amarezza, tanto per far riflettere". Dotato di una socialità prorompente (definita dall'attore Patrizio Roversi una sorta di Multicinesi Plastica Sincronica), attraverso se stesso e il proprio racconto crea una comicità che scaturisce dall'incontro/scontro tra difficoltà oggettive, soddisfazione dei bisogni "normali", ipocrisia e pietismo e che grazie ad un corredo linguistico originale e spesso velato da affettuosa ironia emoziona e diletta. "Non giudicatemi come comico-handicappato, macome comico e basta", Michele Lafortezza si propone come uno"sfigo-comico" i cui monologhi diventano strumento di comunicazione diretta e immediata, un anello di congiunzione con la realtà che lo circonda.La sua ironia/autoironia lucida e feroce mai banale e compassionevole non spiazza ma coinvolge, non chiede tolleranza e aiuto ma impone rispetto. È una voce sovversiva che mette in guardia contro i razzismi diffusi ma soprattutto contro i buoni sentimenti autogratificanti.

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