La protesta delle principali associazioni degli Enti di Formazione Professionale in Sicilia

04/giu/2014 09.44.41 assofor.press Contatta l'autore

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Stante il permanere della difficile e non più sostenibile condizione
in cui si trovano gli Enti di Formazione Professionale, le scriventi
Associazioni Datoriali hanno trasmesso all’Assessorato di riferimento
l’allegata comunicazione che Vi invitiamo a pubblicare.

Le Associazioni Datoriali Anfop, Asef e Assofor, rappresentative della
maggior parte degli Enti di Formazione professionale operanti in
Sicilia, ritengono di avere compreso i reali intendimenti della
controparte nel non volerle convocare all'incontro del 30 maggio u.s.,
essendo ormai chiaro che si mira a penalizzare pesantemente e
definitivamente gli Enti Gestori, non solo quelli di piccole e medie
dimensioni, tentando magari di strappare un solitario assenso alle
altre due Associazione datoriali che rappresentano, pur
legittimamente, soltanto gli interessi di alcuni Enti storici.

La motivazione di incontrare, contro una prassi ormai da tempo
consolidata, solo le Associazioni firmatarie del contratto collettivo
di lavoro (ma di converso tutti i Sindacati, anche quelli non
firmatari) ha trovato una più plausibile spiegazione, oggi a tutti
palese, nella proposta "bere o affogare" che è venuta allo scoperto il
giorno dopo.

La premessa è necessaria stante l’epilogo del tavolo tecnico,
concretizzatosi nella direttiva n. 44808 del 30.5.2014, che
stigmatizziamo nella forma, vista la tempistica che viene imposta agli
Enti -appena cinque giorni di cui due realmente utili per mandare "ad
occhi bendati" una manifestazione d’interesse, carente per altro
ancora del modello da sottoscrivere �“ e nella sostanza, visto che in
effetti la direttiva non precisa le regole, né lo stanziamento
economico, né tantomeno, l'inizio e la fine, il periodo d’impegno e,
quindi, le modalitá.

Le Istituzioni formative attendevano da mesi di conoscere il proprio
futuro e il segnale è arrivato anche stavolta alla fine del secondo
anno, a procedure di licenziamento avviate.

Inoltre, con la richiamata Direttiva, l’Amministrazione Regionale
chiede per l'ennesima volta a ciascun Ente, l’invio dell’elenco del
personale di cui all’Albo Regionale degli Operatori, tralasciando la
circostanza non più trascurabile che, ad oggi, detto Albo non è stato
ancora pubblicato in Gurs e consiste in vari elenchi provvisori
pubblicati sul sito del Dipartimento, per altro oggetto di numerosi
ricorsi, sia per gli evidenti errori che per le pesanti illegittime
limitazioni, non previste dalla Legge che lo ha istituito, e che
prevederebbe invece, ad esempio, l'approvazione della Commissione
Regionale per l'Impiego.

Non è possibile, pertanto, onerare gli Enti della responsabilità di
valutare, in questo stato di incertezza, quali lavoratori hanno
diritto o meno di rientrare nel suddetto Albo, per essere inseriti
negli elenchi richiesti. Si evidenzia, inoltre, che l’Avviso 20/2011 -
atto normativo avente forza di lex specialis - prevedeva, per i tre
anni di vigenza, l’impegno di personale in organico al 30.6.2011,
mentre la Direttiva del 2013 per la seconda annualitá, chiedeva
l’impegno da parte degli Enti, a tutelare tutto il personale impiegato
nella I annualità. In tal senso, la richiesta degli elenchi del
personale, limitata a quelli assunti entro l’anno 2008, è altresì
discordante rispetto alla normativa richiamata e falsata riguardo al
costo del personale, che ciascun dovrà imputare a discarico nella III
annualità dell’avviso 20/2011. Richiedere contestualmente detto elenco
anche per le attività dell'Obbligo formativo, rende tutto ancora più
assurdo, sia per le divergenti caratteristiche delle due filiere della
formazione, innanzitutto in termini di durata, di arco temporale, di
requisiti professionali, etc, e poi per la non prevedibilitá del
futuro impegno del personale, stante l'imprevedibilità di
entrambe...di tutte ...le commesse, da qualche tempo a questa parte.

In ultimo, da notizie di stampa, parrebbe che il Governo intenda
stanziare per la III° annualità in questione 97 milioni di euro,
ovvero meno del 50% di quanto stanziato per la II annualità, colmando
tale carenza con 43 milioni di euro, attraverso il finanziamento di
voucher formativi, che come noto non consentono alcuna pianificazione
economico finanziaria per gli Enti Gestori e che possono rappresentare
solo una risorsa supplementare e marginale, rispetto ai flussi
ordinari e consolidati, che oggi verrebbero più che dimezzati, dopo il
taglio del 10% operato lo scorso anno. Ricordiamo che, a fronte di un
bando triennale, gli Enti - senza scopo di lucro - hanno assunto
impegni contrattuali che non possono comprimere e che producono
effetti in più esercizi.

A questo punto, non possiamo non denunziare il progressivo
smantellamento per via amministrativa di un Diritto riconosciuto dalla
legge ai Siciliani, giovani e non, ovvero il Diritto alla Istruzione e
Formazione Professionale, delegittimando il settore, più che
dimezzando il personale del Dipartimento competente, paralizzando
l'azione dell'Amministrazione attiva, non impegnando Risorse
comunitarie.

Alla luce del perdurante stato di sofferenza economico-finanziaria
nonché di incertezza normativo-giuridica, le scriventi Associazioni
Datoriali, non ritengono vi siano le condizioni per interrompere lo
stato di crisi proclamato, così come le procedure di licenziamento
collettivo ai sensi della L.223/91, riservandosi inoltre, ogni
opportuna ed eventuale azione legale a tutela dei propri Associati e
del proprio personale dipendente.

Attendiamo, oltremodo, segnali di apertura vera al confronto con le
parti sociali, di cui le scriventi Associazioni sono parte attiva
legittimata da Atti formali e impegni concreti. Che si faccia subito
chiarezza sugli obiettivi e le regole del gioco, e si proceda
speditamente verso l’attuazione di una riforma del settore per via
legislativa.

Cordiali saluti.

Gabriele Albergoni | Presidente ANFOP
Benedetto Scuderi | Presidente ASEF
Antonio Oliveri | Presidente ASSOFOR

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