CS LE ONG ITALIANE ITALIANE PER LA GIORNATA DELLA LOTTA ALL'AIDS

01/dic/2006 15.20.00 Associazione ONG italiane Contatta l'autore

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                                COMUNICATO STAMPA

 

Le ONG italiane per la giornata della lotta all’Aids 2006

 

 

Roma, 1 dicembre 2006. Nella giornata mondiale della lotta contro l’Aids l’Associazione ONG italiane partecipa oggi a Roma alla cerimonia presieduta dal Presidente della Repubblica Napolitano. A portare la voce delle 160 Ong associate sarà il presidente Sergio Marelli che interverrà durante il dibattito al Palazzo dei Congressi.

 

Gli ultimi dati resi noti da UNAIDS vedono il numero delle persone colpite dall’HIV in continua a crescita. 2,6 milioni in più rispetto all’anno precedente; 2,9 milioni sono stati i decessi. Il 40% delle nuove infezioni colpisce i giovani.

La diffusione dell’HIV/AIDS negli ultimi venti anni ha ridotto l’aspettativa media di vita in Africa di sette anni; la riduzione dell’aspettativa è stimata addirittura in 20 anni per lo Zambia. I costi della pandemia hanno frenato in modo allarmante la crescita economica e sociale degli Stati africani più colpiti.

 

Sergio Marelli, afferma: “Alla luce di questi drammatici sviluppi oggi chiederemo al Presidente della Repubblica di farsi garante grazie alla sua autorevolezza alla presenza del Presidente del Consiglio Romano Prodi, del Ministro degli Esteri Massimo D’Alema e del Ministro della Salute Livia Turco delle nostre richieste al Governo per affrontare la lotta globale dell’Aids”.

 

“In particolare, nessun segnale positivo ci rassicura rispetto alla reale volontà dell’Italia - oggi il primo tra i paesi debitori verso il Fondo Globale per la Lotta all’AIDS, TB e Malaria, - di onorare i suoi impegni verso il Fondo Globale: 150 milioni di euro totali, di cui 20 come saldo  per il 2005 e 130 per il 2006, chiediamo quindi di colmare questo grave ritardo a livello internazionale”.

 

“Si proceda alla piena attuazione della legge 209 sulla cancellazione del debito - continua Marelli - infatti, con la  modifica appena fatta al vecchio art. 5, si può pensare alla cancellazione unilaterale dei debiti per quei Paesi colpiti da gravi crisi sanitarie come l’AIDS, oltre che per disastri ambientali o emergenze umanitarie.

“In linea con gli impegni sottoscritti all’Assemblea delle Nazioni Unite di New York nel giugno 2006, bisogna fare chiarezza su come l’Italia intende contribuire all’obiettivo che prevede l’Accesso Universale alla Terapia entro il 2010 per tutti”.

 

Altro dato che segna l’enorme divario tra Nord e Sud del mondo è quello che vede il 63% delle persone colpite vive in Africa sub-sahariana.

 

“Consapevoli che la lotta all’Aids non deve essere unicamente con interventi preventivi e di cura diretta - conclude Marelli - rinnoviamo la richiesta che i fondi per la lotta alla fame e alla povertà siano aumentati da parte di questo Governo perché è dimostrato il legame tra la diffusione della pandemia e l’arretratezza e il sottosviluppo dei paesi del Sud del mondo”.

 

Paola Amicucci

Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane

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