Psichiatria: La contenzione

04/set/2014 00:21:41 scientology Contatta l'autore

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Parlando di contenzione non può che tornare alla mente Franco Mastrogiovanni, 

 

il maestro elementare che 31 luglio 2009 viene ricoverato al Centro di salute 

 

mentale dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, per un trattamento 

 

sanitario obbligatorio. Morirà tre giorni dopo, sotto l’occhio impietoso delle 

 

telecamere di sorveglianza, che hanno filmato la sua agonia.

 

ContenzioneFin dalle loro origini, quando non erano niente altro che guardie 

 

carcerarie nei manicomi, gli psichiatri hanno cambiato di poco la loro 

 

metodologia brutale se non per il fatto di aver introdotto contenzioni 

 

elettriche e chimiche.

 

Oggi vengono usati molti metodi, tutti violenti, tutti potenzialmente letali, 

 

con i quali il personale degli ospedali sottopone un paziente a contenzione 

 

fisica brutale, di solito poco prima di somministrargli potenti farmaci per 

 

fargli perdere conoscenza.

 

Le contenzioni meccaniche includono camice di forza, cinture o fasce di cuoio 

 

che legano caviglie e polsi. Stanze isolate acusticamente, apribili solamente 

 

dall’esterno, sono usate per l’isolamento. I potenti farmaci, i cui pericoli 

 

sono stampati sui bugiardini a caratteri minuscoli, sono somministrati come 

 

mezzo di controllo chimico.

 

Come è dimostrato dalla breve storia che segue, le misure di contenzione 

 

fisica dei nostri giorni somigliano in tutto e per tutto ai primissimi 

 

strumenti di tortura.

 

1700: Per contenere i pazienti si usavano “camiciole a muro” e catene legate 

 

alle pareti o ai letti. La teoria era: più dolorosa era la contenzione, 

 

migliori sarebbero stati i risultati. Benjamin Rush, noto come il padre della 

 

psichiatria americana ed il cui volto adorna ancora il logo della Associazione 

 

Psichiatrica Americana, sviluppò, alla fine del 1700, la sedia “sedativa”. Il 

 

paziente veniva immobilizzato in uno stato di disagio e dolore enorme.

 

1787: Lo psichiatra francese Phillippe Pinel abolì l’uso delle catene per 

 

“l’alienato” ma le sostituì con le camicie di forza.

 

1800: Il "letto a mangiatoia" era una gabbia con letto basso a forma di 

 

graticcio dove il paziente veniva messo per settimane o mesi. L’uso di cinture 

 

legate a manette, bracciali di cuoio e catenelle da caviglia e sedie di 

 

contenzione continuò e gli psichiatri ne sostenevano le “grandi virtù 

 

curative.”

 

1855: L’uso di “camere d’isolamento” divenne di moda negli ospedali 

 

psichiatrici.

 

Anni ‘50: Le contenzioni meccaniche furono usate per relegare i pazienti ai 

 

loro letti, come “sedie per contenere”. In alcuni casi, i pazienti erano 

 

confinati al buio in seminterrati simili a prigioni sotterranee.

 

Il nuovo millennio: Gli attuali metodi di contenzione includono procedure 

 

fisiche, meccaniche, elettriche e chimiche.

 

2002: L’Unione Europea ha chiesto ad un certo numero di Paesi dell’Est di 

 

eliminare i letti a gabbia (circondati da sbarre, in modo che non si possa 

 

scendere dal letto, e per alcuni tipi non ci si può neanche sedere su di esso) 

 

considerandoli una pratica degradante ed inumana.

 

La Repubblica Ceca li ha resi illegali solamente dal 2004.

 

info: https://www.ccdu.org/contenzione

 

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