Il Servizio Civile Nazionale: La visione dell’IPF.

Il Servizio Civile Nazionale: La visione dell IPF.

07/feb/2007 17.49.00 I.P.F. Istituto per la Famiglia Contatta l'autore

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Il Servizio Civile Nazionale: La visione dell’IPF.

Con la riforma
della Leva e l'approvazione della legge 331/2000 dal 2005 è venuta meno
l’obbligatorietà del Servizio Militare. Ciò porta alla conclusione
dell'esperienza degli Obiettori di Coscienza che vedeva impegnati
40.000 - 50.000 giovani l'anno, utilizzati in maniera rilevante sia in
molte organizzazioni di volontariato che in molte strutture pubbliche.
Nel 2001 è stata approvata la legge 64 che avvia, anche nel nostro
Paese, il Servizio Civile Nazionale. Terminata la fase sperimentale
(2001 - 2004) tutti i cittadini di età compresa fra i 18 e 28 anni, non
compiuti, sono abili al Servizio Civile Nazionale.
Per molti giovani si
è aperta la possibilità di dedicare un anno ad attività di elevato
spessore sociale ed umanitario, potendo scegliere tra importanti aree
di Progetto: assistenza, protezione civile, ambiente, patrimonio
artistico e culturale, educazione e promozione culturale, servizio
civile all'estero. Il servizio civile volontario garantisce ai giovani
una forte valenza educativa e formativa, una importante occasione di
crescita personale, un prezioso strumento per aiutare le fasce più
deboli della società contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed
economico del nostro Paese. Chi opera questa scelta aggiunge
un'esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze,
utilizzabile nel corso della vita lavorativa, quando non diventa
addirittura opportunità di lavoro, assicurando nel contempo una sia
pur minima autonomia economica.
Il servizio civile nazionale risulta un
efficace strumento di sensibilizzazione alla cultura della solidarietà
di cui il volontariato è da sempre uno dei più convinti sostenitori.
Solidarietà e volontariato non sono sinonimi, ma proseguono
incrociandosi ed alimentandosi a vicenda. Il servizio civile non è
volontariato, ma sicuramente esperienza di solidarietà e di educazione
non formale, oggi mezzo importante per richiamare i giovani ai principi
della cittadinanza attiva ed invogliarli ad un coinvolgimento che vada
oltre l'anno di permanenza in servizio.
Nello scorso mese di ottobre, l’
UNSC – Presidenza del Consiglio dei Ministri ha riconosciuto L’IPF –
Istituto per la Famiglia Ente di Servizio Civile Nazionale di Prima
Classe, annoverandolo tra le Associazioni in grado di selezionare,
formare ed amministrare i Volontari su tutto il territorio nazionale.
Questo importante risultato sta a dimostrare l’eccellenza dell’
Istituto nella sua costante azione di impegno sociale a sostegno del
prossimo più povero e bisognoso, molto spesso nella totale
emarginazione.
Con tali potenzialità, attraverso le proprie strutture
organizzative, l’IPF può formare Progetti ad elevato contenuto sociale,
per l’impiego dei volontari, a favore delle Associazioni di
volontariato, delle imprese sociali non profit ed agli Enti Pubblici
territoriali non accreditati, potendo realizzare Sedi di Progetto
presso di loro, oltre a garantire la formazione ed assistenza agli enti
di classe inferiore. Si apre una occasione unica nel suo genere di
offrire a molti giovani un’opportunità formativa straordinaria di
impegno e lavoro, gestita ed amministrata da un Istituto che ha fatto
dell’impegno sociale la sua stessa ragion d’essere. I partecipanti ai
progetti di SCN, formati dall’IPF, percepiranno per un anno un compenso
mensile di c.a. 500 euro, per 30 ore settimanali ed al termine del
servizio godranno di “crediti formativi” che contribuiranno ad
incrementare il punteggio nei pubblici concorsi e costituiranno
elemento di privilegio nei curriculum personali, scolastici ed
universitari.
Al termine del periodo di servizio, l’IPF potrà garantire
a molti giovani la continuità formativa e professionale, con l’ausilio
del Sistema Lavoro A.C.U., nato appositamente per dare concrete
risposte alla domanda di lavoro che, nelle aree del mezzogiorno e
soprattutto per le giovani generazioni, è elevatissima e trova
pochissime ed inadeguate soluzioni, alimentando il fenomeno dell’
emigrazione. ACU promuove la nascita di forme associate e del lavoro,
quali le Cooperative Sociali, che forma, assiste ed incanala attraverso
una serie di servizi centrali e coordinati,rendendo più unite le realtà
associate e creando al proprio interno una spinta catalizzatrice e
coalizzante.
In estrema sintesi, un sistema integrato che possiede le
capacità gestionali, organizzative ed operative per garantire ai
volontari del servizio civile un tutoraggio continuo ed una formazione
accurata affinché questa esperienza, oltre ad arricchire e valorizzare
la spinta interiore, possa risultare un vero trampolino di lancio per
il conseguimento di importanti traguardi lavorativi e professionali e
per la completa e soddisfacente realizzazione personale.

Alessandro
Ronchin
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