Treni, i pendolari chiedono i danni

10/feb/2007 14.00.00 associazione acusp Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.



GIUSEPPE MIRETTO È dura la vita del pendolare. Per quelli di Maddaloni, Caserta e Marcianise, che quotidianamente raggiungono Roma per lavoro, è impossibile. Per sopravvivere hanno scatenato un’offensiva senza precedenti. Dopo la denuncia dei disservizi alla Polfer chiedono pure i danni. Trenitalia dovrebbe indennizzare i danni professionali (per il mancato arrivo nella Capitale in tempi ragionevoli), e pure il danno esistenziale perché costringe i viaggiatori a servirsi di convogli non sicuri, tecnicamente inadeguati e senza manutenzione. Alfredo Capasso, presidente regionale dell'Acusp (Associazione contribuenti utenti servizi pubblici), fa un annuncio a sensazione: "A Caserta si calpesta il diritto alla mobilità. Urge un incontro risolutivo, all'Acam (Agenzia Campana per la Mobilità Sostenibile) con la partecipazione dei rappresentanti di Trenitalia. Nell'occasione, ufficializzeremo la richiesta di prevedere bonus a favore dei pendolari titolari di abbonamento Trenitalia». Subito, una decurtazione del 15-20 per cento in meno sul rinnovo dell'abbonamento mensile o annuale. Un bonus proporzionale ai disservizi. Trenitalia ne esce con le ossa rotte. Perché dopo le polemiche accorate sulla soppressione dell'Intecity Sannio (10 dicembre scorso) era sceso in campo personalmente Vincenzo Saccà. Il direttore generale di Trenitalia aveva garantito, che anche senza l'Intecity, sarebbe stato comunque garantito l'arrivo a Roma entro le 8.30. Clamorosa la smentita. L'Osservatorio dell'Acusp e l'Associazione Pendolari Sannio-Terra di Lavoro (che riunisce tutti i pendolari casertani) ha documentato, in sole quattro settimane, l'agghiacciante odissea di chi viaggia a bordo dei due convogli interregionali Caserta-Roma e ritorno. I dati raccolti sono un lungo atto d'accusa: in meno di un mese, l'interregionale 1418 (in partenza da Caserta alle 6.12) ha accumulato ritardi che vanno dai 15 minuti medi quotidiani fino ai 70 e 80; da Caserta parte un treno al limite della sicurezza con carrozze fuori servizio, porte non funzionanti, riscaldamento inesistente, locomotori che vanno in blocco con interruzioni lungo il percorso che fanno accumulare ritardi incalcolabili. «Il record -spiega Capasso si è raggiunto il 6 febbraio. Sono state necessarie 5 ore di viaggio per raggiungere Roma Termini dopo un doppio blocco del locomotore a Villa Literno e a Sezze Romano». I sindacati di categoria (Filt-Cgil, Foit-Cisl, Uilt-Uil) hanno diramato una dura nota di protesta. «Esiste un'emergenza mobilità -denuncia Angelo Lustro (Filt)- in provincia di Caserta. Già a novembre, non capimmo i motivi dell'eliminazione dell'Intecity Sannio. Trenitalia Divisione Passeggeri snobba questa provincia utilizzando treni-carretta. Eppure basterebbe uno sguardo più attento alle esigenze dei cittadini di Caserta e Benevento, per scoprire che sulla media percorrenza potrebbero esserci più treni sulla direttrice Benevento, Caserta e Roma, senza aspettare l'Alta Velocità da Napoli per Bari e i suoi lunghi tempi di realizzazione».

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl