Giudice Tosti: Seguito denuncia penale per Discriminazione religiosa

22/feb/2007 13.49.00 axteismo Contatta l'autore

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Giudice Luigi TostiSeguito denuncia penale per “Discriminazione religiosa”

 

Al Procuratore della Repubblica de L'Aquila

 

Al Procuratore della Repubblica di Roma

 

Al Ministro di Giustizia

On.le Clemente Mastella

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

On.le Romano Prodi

 

Al Presidente della Repubblica

On.le Giorgio Napolitano

 

Oggetto: seguito denuncia penale per discriminazione religiosa ratificata il 12.1.2007.

 

            Io sottoscritto Luigi Tosti ho presentato, il 12 gennaio 2007, una denuncia penale per il reato di discriminazione religiosa previsto e punito dall'art. 3 della legge n. 564 del 13.10.1975 perché i Ministri di Giustizia mi hanno imposto di esercitare le mie funzioni di giudice in aule giudiziarie addobbate con crocifissi cattolici e mi hanno contestualmente vietato di esporre la menorah ebraica.

            Al termine di questa denuncia ho scritto che "rimanevo in attesa di verificare se la richiesta di un ebreo di esporre la propria menorah nei luoghi dove lo Stato italiano consente ai cattolici di esporre i loro crocifissi e, quindi, di avere gli stessi diritti e la stessa dignità della Superiore Razza Cattolica" sarebbe stata "qualificata come una pretesa "pretestuosa", magari perché "il Crocifisso della Superiore Razza Cattolica può essere esposto dal Ministro di Giustizia nei tribunali con semplici "circolari", peraltro dell'epoca fascista, mentre per i simboli dell'infima razza ebraica le circolari non sono sufficienti, necessitando la preventiva emanazione di ..... atti LEGISLATIVI del Parlamento".

            Ebbene, quella che poteva sembrava una fantasiosa premonizione si è invece rivelata come una sconcertante verità perché -come mi accingo a segnalare al Procuratore della Repubblica di L'Aquila ed al Procuratore della Repubblica di Roma- il Ministro di Giustizia On.le Clemente Mastella, rispondendo il 7.2.2007 all'interrogazione dell'On.le Maurizio Turco, che gli aveva chiesto "per quale motivo avesse discriminato, sotto il profilo religioso, il Giudice di Camerino Luigi Tosti, imponendogli il simbolo del crocifisso, che non gli appartiene, e vietandogli di esporre a fianco dello stesso il simbolo della Menorah ebraica", ha appunto affermato che per poter esporre i crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane è sufficiente una semplice "circolare", per di più risalente al regime razzista della dittatura Fascista, mentre per poter esporre i simboli degli ebrei occorrerebbe -si badi bene- l'emanazione di ..... un'apposita legge da parte del Parlamento!

            Il Ministro di Giustizia, per la precisione, ha dichiarato di "condividere" quella parte dell'ordinanza n. 12/2006 del Consiglio Superiore della Magistratura che ha dichiarato infondata la mia pretesa di esporre la menorah, perché occorrerebbe una legge, ma di "non condividere" quell'altra parte dell'ordinanza che sancisce che l'esposizione dei crocifissi nelle aule giudiziarie è da ritenere del tutto illegale per lo stesso identico motivo, cioè perché disposta con semplice circolare anziché con legge.

            Con questa singolare motivazione, dunque, per il Ministro di Giustizia e per l'attuale Governo i Cattolici -la cui plurimillenaria storia è funestata da criminali atti di discriminazione e persecuzione razziale, da criminali ghettizzazioni e da criminali stermini ai danni degli ebrei- costituiscono una sorta di "Razza Superiore", da privilegiare attraverso la marcatura simbolica delle aule giudiziarie, mentre gli ebrei -o chi pratica o simpatizza per l'ebraismo- rappresentano invece un'infima sottospecie umana, da sottoporre ad odiose discriminazioni di stampo razzistico-religioso.

            Mi sembra francamente grave che l'attuale Governo si renda artefice di siffatte discriminazioni di stampo razzistico-religioso, per di più utilizzando e condividendo le circolari del Regime Dittatoriale Fascista. Mi sembra ancor più grave che le discriminazioni vengano indirizzate proprio nei confronti dell'ebraismo, in palese contraddizione con la pubblicizzazione da parte del Guardasigilli della presentazione di disegni di legge anti-revisionismo e con i dictat delle guide spirituali dello Stato italiano, cioè il Pontefice e la CEI, che hanno caldeggiato l'inserimento delle radici radici giudaico-cristiane nel preambolo della Carta Costituzionale Europea ed hanno definito l'Ebraismo come il "fratello maggiore" del Cristianesimo.

            Ebbene, resto in attesa di verificare, attraverso l'esito della mia denuncia penale, se queste statuizioni discriminatorie del Ministro di Giustizia saranno avallate e condivise dall'Autorità giudiziaria italiana.

            Nel frattempo mi preme evidenziare quest'altro aspetto, e cioè che l'On.le Mastella, richiamando la sentenza del Consiglio di Stato n. 556/2006, ha ritenuto che il crocifisso si sia guadagnato sul campo l' "alto merito" di essere esposto nelle aule di giustizia, in quanto "simbolo idoneo ad esprimere valori quali la tolleranza, il rispetto reciproco ed il rifiuto di ogni discriminazione.... nonché espressione di rispetto per l'altro, di amore per la persona e di profonda solidarietà umana".

            Orbene, se questo è il "criterio legale" col quale si decreta l' "idoneità" di un simbolo religioso a rappresentare la "laicità" dello Stato, mi preme evidenziare che la menorah ebraica vanta "meriti" infinitamente più elevati di quelli che vengono attribuiti al crocifisso cattolico: per i quali ultimi, peraltro, è opportuno e doveroso un sano richiamo al pudore, quantomeno alla luce di quello che mi accingo a documentare.

            E, in effetti, a differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, gli ebrei e l'ebraismo non si sono innanzitutto macchiati dall'infame pagina di inciviltà criminale di cui il Cristianesimo si è invece macchiato con le "Sante Crociate", cioè col genocidio perpetrato a più riprese attraverso le cd. "guerre Sante" - al grido di "Dio lo vuole!"- per conquistare la Terra Santa e "liberarla", così, dagli "infedeli". Gli stermini degli infedeli (ma non solo di essi) che sono stati perpetrati in nome della "Croce" -quella che oggi campeggia legittimamente, ad avviso del Ministro Mastella, nelle aule giudiziarie italiane come "simbolo di tolleranza (!), di rispetto reciproco (!), di rifiuto di ogni discriminazione (!), di amore (!) e di profonda solidarietà umana (!)"- sono oramai arcinoti, anche se su di essi è calato un accurato "silenzio stampa" per occultare all'opinione pubblica (e tentare di cancellare dalla memoria) un'imbarazzante pagina della storia di Santa Romana Chiesa (il "giorno della memoria", in effetti, viene oramai sollecitato solo per i genocidi perpetrati dai nazisti, peraltro occultando la circostanza che i nazisti non erano "islamici", bensì "cristiani", e che Hitler era un devoto adoratore di reliquie cattoliche).

            Ritengo, dunque, che attribuire al crocifisso quei valori di civiltà sia non solo un oltraggio alla Verità della Storia, ma anche un'offesa alla memoria e alla dignità dei milioni di poveri innocenti che sono stati massacrati sotto la nefasta incombenza di questo "simbolo di civiltà".

            Cito la "Crociata dei Pezzenti" del 1096, che causò la strage di 4 mila persone (tutti cristiani!) nella città ungherese di Zemun, saccheggiata non dagli ebrei, mai dai "civilissimi" cristiani solo per scopi di "approvvigionamento", nonché i feroci saccheggi, nel corso dei quali vennero arrostiti, sugli spiedi, dei bambini. Cito la Crociata dell' Oca Santa (si credeva che l'animale fosse direttamente ispirato da Dio) guidata non dagli ebrei, ma da Emich di Leinsingen il quale, dopo essersi fatto venire le stigmate (evento miracoloso di cui verrà beneficiato da Dio anche Padre Pio da Pietrelcina), sterminò migliaia di ebrei a Worms, a Magonza e a Colonia, trucidando e stuprando coloro che non abiuravano dalla loro fede, i quali erano notoriamente accusati (e perseguitati) dai Cattolici perché ritenuti responsabili della morte del Figlio di Dio. Altre crociate antisemite, con relativi massacri di ebrei a Praga e Ratisbona, furono guidate da Volkmar. La Crociata dei Principi si distinse per la strage dei Peceneghi a Costantinopoli, per la strage dei Turchi ad Antiochia, per la strage di Maarat an-Numan (donne e bambini superstiti venduti come schiavi), per la strage di Gerusalemme del 14 e 15 luglio 1099, nel corso della quale 60 mila persone, tra le quali moltissimi ebrei, vennero trucidati. Si stima che solo la prima Crociata costò la vita ad oltre un milione di persone.

            Dunque, sostenere che la Croce che campeggiava sugli scudi dei Crociati sia un "simbolo di civiltà", da ostentare con orgoglio nei tribunali, mi sembra francamente un tantinello azzardato: semmai si dovrebbe parlare di "simbolo di criminalità", dal momento che per l'umile "morale" di chi scrive, nonché per il vigente codice penale e per le Convenzioni Internazionali sui diritti umani, è un gesto di pura criminalità uccidere (o perseguitare o discriminare) altri uomini per il solo fatto che questi "la pensano in modo differente in materia religiosa".

            A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non si sono mai macchiati delle criminali persecuzioni, delle criminali torture, degli assassini e degli stermini di cui i Cristiani -sempre all'ombra della Santa Croce- si sono macchiati ai danni degli eretici, degli ebrei, delle streghe, degli omosessuali e degli scienziati, cioè dei "diversi", per cui ritengo oltraggioso che venga negato alla menorah ebraica -che è invece immune da siffatti precedenti criminali- di essere esposta nei tribunali.

            A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non si sono mai macchiati delle persecuzioni ai danni dei Catari, dei Valdesi, dei Patarini, degli Albigesi, dei Dolciniani, delle Beghine, dei Fraticelli, sterminandoli, ardendoli sui roghi e trucidandoli in nome del "Cristo in Croce".

            Non sono da attribuire agli ebrei -bensì ai cristiani- gli eccidi, nel 782, di 4.550 sassoni decapitati su ordine di Carlo Magno per aver rifiutato il battesimo cattolico. E neppure, nel 1096, gli 800 ebrei massacrati dai cattolici a Worms, in Germania o, nello stesso anno, gli altri 700 ebrei massacrati a Magonza dai cattolici o, nel 1145, i 120 ebrei massacrati dai Cattolici a Colonia e Spira in Germania o, nel 1191, i 2.700 prigionieri di guerra musulmani decapitati dai Crociati in Palestina o, nel 1208, i 20.000 catari massacrati dai Crociati a Beziers o, nel 1219, i 5.000 catari massacrati a Marmande o, il 16 marzo 1244, i 250 catari arsi vivi per ordine della Santa Inquisizione, o i 267 ebrei impiccati a Londra in seguito a false accuse di omicidio "rituale" ai danni di cattolici o i 200 catari e valdesi arsi "cristianamente" sui roghi nell'Arena di Verona, il 13.2.1278, per ordine della Santa Inquisizione o, nel 1370, i 20 ebrei arsi vivi dai cattolici a Bruxelles o i 2.500 Cesenati massacrati, il 3.2.1377, perché ribelli del Papa o, nel 1391, i 4.000 ebrei massacrati dai cattolici a Siviglia o i 100 valdesi impiccati e bruciati a Graz per ordine dell'Inquisizione, nel 1397, o, nel 1416, le 300 donne, accusate di "stregoneria", cristianamente arse sui roghi nel comasco per ordine dell'Inquisizione o, nel 1485, l' eguale sorte toccata a 41 "streghe" a Bormio o, nel 1505, le 14 streghe uccise a Cavalese o le 30 persone, accusate di stregoneria, arse vive a Logrono, in Spagna, nel 1507 o, nell'aprile del 1545, i 2.740 valdesi massacrati dai cattolici in Provenza o, nel 1561, i 2.000 valdesi massacrati dai cattolici in Calabria o, nel 1562, le 300 persone arse per stregoneria a Oppenau o le 63 donne arse vive a Wiesensteig o i 17.000 protestanti massacrati dai cattolici spagnoli nelle Fiandre, nel 1567, o i 5000 servi della gleba croati massacrati per ordine del vescovo Jurai Draskovic, nel 1573, o e 222 ebrei arsi sul rogo, nel 1580, per ordine dell'Inquisizione, in Portogallo, o, il 29.7.1620, i 600 protestanti trucidati dai cattolici in Valtellina o, nel 1680, i 20 ebrei bruciati vivi per ordine della Santa Inquisizione o, i 2.000 valdesi massacrati dai cattolici, nel maggio 1686, dai cattolici o i 37 ebrei bruciati sui roghi a Maiorca, nel 1691, per ordine dell'Inquisizione o, nel 1.782, l'ultima strega arsa viva in Svizzera o, nel 1783, l'ultima strega arsa in Polonia.

            A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non si sono mai macchiati delle orrende torture inflitte dai Tribunali della Santa Inquisizione contro eretici, streghe, omosessuali: torture che sono state inflitte sotto l'incombenza dei "Crocifissi" e che spaziavano dal dissanguamento al rogo, alla fanciulla di ferro (o Vergine di Norimberga), alle turcas, al triangolo, all'impalamento, alla strappata, alla culla della strega, alla garrota, al supplizio del trono, all'annodamento, al forno, alla pressa, alla cremagliera e via dicendo.

            A differenza dei seguaci di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non hanno fatto uso di raffinati strumenti di tortura come la "pera", che veniva inserita nell'ano o nella vagina delle donne accusate di intrattenere rapporti sessuali col "Maligno" e poi aperta gradualmente con giri di vite sino a che i rebbi mutilavano orrendamente queste cavità.

            A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non hanno fatto mercimonio di "indulgenze" a pagamento, contrabbandando ad esempio la "salvezza dell'anima" di "chi avesse commesso peccati contro natura con bambini o bestie col pagamento di 131 libbre, 15 soldi", né hanno ingannato il popolo dei "fedeli" con l'ostensione di reliquie come la Sacra Sindone, cioè il "sudario", spacciato come autentico, che avrebbe avvolto il corpo di Cristo dopo la morte, rimanendone "miracolosamente" impresso dei suoi lineamenti, o come i ben tredici prepuzi "autentici" di Gesù Cristo, venerati in altrettanti templi europei.

            A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non sono ricorsi alla pratica delle falsificazioni e della manipolazioni, magari per legittimare i propri poteri terreni: mi limito a ricordare la celebre DONAZIONE di COSTANTINO, un falso documentale fabbricato nell' VIII° sec. allo scopo di accreditare la tesi che Costantino avesse conferito al Papato la dignità e i diritti imperiali su Roma, sull'Italia e su tutto l' Occidente. Un falso poi smascherato e scoperto nel 1440 da Lorenzo Valla.

            E certamente non è da attribuire agli ebrei o all'ebraismo -bensì ai Cristiani- il criminale antisemitismo che è poi sfociato nella persecuzione razziale e nella shoah.

            Ricordo che la millenaria persecuzione razziale attuata dai cattolici ai danni degli Ebrei inizia nel quarto secolo e si fonda, principalmente, sull'accusa di "deicidio" di cui essi si sarebbero macchiati con l'uccisione di Cristo. Sul conto degli ebrei furono diffuse dai cristiani le più assurde ed infami credenze ed accuse, quali quelle che il giudaismo prescriveva sacrifici rituali di cristiani e che gli ebrei impastassero la matzah, il pane azimo pasquale, col sangue dei cristiani. Queste credenze furono sovente la causa di stragi e di linciaggi di ebrei, che vennero perpetrati sino alla fine del diciannovesimo secolo, anche grazie alle infamie ed alle criminali istigazioni razziali diffuse da Civiltà Cattolica, il giornale politico voluto e fondato da Pio IX nel 1850.

            E non è stata sicuramente un'idea degli ebrei -bensì dei cattolici- quella di imporre la distinzione degli ebrei dai cristiani attraverso l'abbigliamento: la regola, fu decretata nel 1215 dal IV Concilio Lateranense ed imponeva un distintivo giallo da cucire sugli abiti, perché questo colore rappresentava, nel Medioevo, la cattiveria e l'invidia, caratteristiche che i cristiani attribuivano agli ebrei.

            Anche il confino degli ebrei nei ghetti, poi, non è un'invenzione degli ebrei e neppure dei Nazisti, bensì un'invenzione, invero poco "pia", di Santa Romana Chiesa. Per la precisione, è stato grazie alla bolla papale del 1555 Cum numis absurdum che venne ordinato il confino degli ebrei nei ghetti, confino che trovava la "giustificazione" diretta nella teologia cattolica: "E' assurdo e sconveniente in massimo grado che gli ebrei, che per loro colpa sono stati condannati da Dio alla schiavitù eterna, possano, con la scusa di essere protetti dall'amore cristiano e tollerati nella loro coabitazione in mezzo a noi, mostrare tale gratitudine verso i cristiani".

            Sarà forse utile rammentare che Papa Pio V fece dono del cimitero ebraico di Bologna alle suore del convento di San Pietro Martire, raccomandando loro di "distruggere qualunque sepolcro o cappella sepolcrale di ebrei sia morti che vivi....di prendere le iscrizioni, le memorie, le lapidi di marmo scolpite o meno, distruggendole completamente, demolendo, abradendo, raschiando e spezzando e in qualunque altra forma mutarle....ed i cadaveri, le ossa e le particole dei morti esumare e trasferire dovunque piacesse loro".

            Sarà forse utile ricordare che grazie alle criminali leggi razziali imposte dai Cattolici -e non certo dagli ebrei- questi ultimi furono costretti a vivere rinchiusi nei ghetti, con obbligo di rientrarvi prima del tramonto.

            Sarà forse utile ricordare che nella Roma papale del 1814 i rabbini romani dovevano ancora comparire, durante il carnevale, vestiti di nero, con calzoni corti, con mantellina e con una sorta di cravatta, per essere dileggiati e scherniti dalla folla dei "civilissimi" e "tolleranti" Cattolici.

            Sarà forse utile ricordare che gli ebrei erano costretti da Santa Romana Chiesa, ogni sabato pomeriggio, a recarsi ad una vicina chiesa cattolica, per presenziare a "prediche coatte" miranti alla loro conversione, durante le quali venivano infamati per la loro abietta religione e per il "crimine" perpetrato dal popolo ebreo ai danni di Cristo.

            Sarà sempre utile ricordare ancora che la Chiesa Cattolica ha diffuso sermoni contro gli ebrei, dove essi sono stati dipinti come "la peste dell'umanità, un branco di sporchi usurai e ruffiani, i quali ben meritavano la punizione divina che era loro riservata", che "gli ebrei nello Stato Ecclesiastico non erano che schiavi tollerati", che "le condizioni, sotto le quali è loro accordato un asilo dai Cristiani, sono del tutto necessarie per evitare gli effetti di una micidiale Religione".

            Sarà forse utile ricordare che secondo l'editto sopra gli ebrei del 6.6.1733 dell'inquisitore domenicano di Bologna De Andujar gli ebrei dovevano rimanere nel ghetto, di notte, che non potevano leggere il Talmud né alcun testo proibito, che dovevano "gli ebrei dell'uno, e dell'altro sesso, portare il segno di color giallo, per cui vengano distinti dagli altri, e debbano sempre portarlo in ogni tempo, tanto dentro il Ghetto, quanto fuori. Gli uomini debbano portarlo sopra il cappello ben cucito sopra, e sotto la falda, senz'alcun velo o fascia.....e le donne lo debbano portare in capo scopertamente senza mettervi sopra il fazzoletto, o altra cosa, con cui venga nascosto."

            Sarà forse utile ricordare che agli ebrei era fatto divieto di assumere personale cattolico alle proprie dipendenze, per evitare il rischio di contaminazione della religione cattolica.

            Sarà forse utile ricordare che Santa Romana Chiesa Cattolica ha perpetrato abitualmente il crimine del rapimento dei bambini ebrei, che venivano sottratti ai genitori per indottrinarli coattivamente al culto della religione cattolica, sol che qualcuno asserisse di averli "battezzati" di nascosto.     Sarà forse utile ricordare che uno di questi criminali rapimenti fu perpetrato dall'Inquisitore di Bologna, padre Feletti, ai danni di Edgardo Mortara, la notte del 23.6.1858, con la benedizione di Pio IX.

            Questi rapimenti criminali -che violavano le leggi di natura più elementari e gettavano nella disperazione i genitori, che si vedevano sottrarre dagli sgherri pontifici i loro figli in tenera età- costituiscono una delle più infami pagine della storia recente del papato cattolico: ed è orripilante constatare come questi atti criminali, direttamente imputabili ai Papi, siano stati perpetrati a causa di superstizioni di stampo "religioso", e cioè perché si riteneva che poche gocce di acqua spruzzate da una domestica (magari ancora bambina) all'indirizzo di un bambino ebreo in fasce, con la contestuale fatidica pronuncia della "formula" del battesimo ("ti battezzo in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo") avesse il "magico" effetto di trasformare il piccolo ebreo in infante "cattolico", per ciò stesso da sottrarre immediatamente ai legittimi genitori per essere rinchiuso nella Casa dei Catecumeni sino a totale indottrinamento cattolico. Benito Mussolini, cioè l'Uomo inviato dalla Divina Provvidenza, farà (blandamente) tesoro di questa "prassi" criminale cattolica, sancendo in una delle leggi razziali che "Il genitore di razza ebraica può essere privato della patria potestà sui figli che appartengano a religione diversa da quella ebraica, qualora risulti che egli impartisca ad essi una educazione non corrispondente ai loro principi religiosi o ai fini nazionali".

            Ed è estremamente significativo che la delirante storia di Edgardo Mortara, a noi così vicina nel tempo, sia pressoché sconosciuta alla totalità degli italiani, nonostante il clamore e l'indignazione che essa sollevò all'epoca dei fatti, non solo in Italia ma soprattutto in Francia, in Inghilterra e negli Stati uniti. La TV di Stato italiana -ovviamente "laica"- propina continuamente fiction su Padre Pio, su San Francesco, su Don Bosco, sui Dieci Comandamenti e diffonde quotidianamente le notizie che il Vaticano chiede di diffondere, cioè le pillole sui vari precetti e sulle varie direttive del Pontefice e della Conferenza Episcopale Italiana agli italiani: la storia di Edgardo Mortara, però, è stata oggetto di sapiente censura, acciocché gli Italiani, ai quali "l'Olocausto viene propinato come qualcosa di inconcepibile nella sua mostruosità, non abbiano a ricercarne le radici, dopo aver letto la storia di Edgardo Mortara, in territori fin troppo vicini a noi".

            E che dire del razzismo antisemita, dell'olocausto nazi-fascista e dell'assordante silenzio col quale la Chiesa ha accompagnato la persecuzione, la deportazione e lo sterminio di milioni di ebrei e di rom da parte dei cattolici e dei cristiani fascisti e nazisti? Non è stato forse Pio XII a spianare la strada ad Hitler, sciogliendo le organizzazioni politiche cattoliche tedesche? Non è stata la Chiesa Cattolica ad accompagnare e ad appoggiare il nazismo e il fascismo nei loro tragitti, tutt'altro che commendevoli, rendendosene complice?

            E non erano forse "ferventi cattolici" -e non ebrei- quei criminali fascisti che approvarono le vergognose leggi razziali? Non erano forse cattolici e cristiani -e non ebrei- gli assassini nazisti responsabili degli stermini degli ebrei e dei rom? Non c'era forse scritto, sulle cinture delle SS, Gott mit uns, Dio è con noi? Non è forse stato Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, a dire che "tutti gli assassini dell'Olocausto erano cristiani, e che il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile dal passato dell'Europa cristiana", quelle stesse "radici" che i Cattolici italiani vorrebbero inserire nel preambolo della Carta costituzionale europea per ritrarne qualche altro "privilegio" economico?

            E che dire dei campi di sterminio organizzati dai cattolici ustascia in Croazia, negli anni 1942-43, agli ordini del dittatore Ante Pavelic, un cattolico praticante accreditato e ricevuto regolarmente da Pio XII? In questi campi -sicuramente non allestiti dagli ebrei ma dai cattolici- vennero soppressi serbi cristiano-ortodossi, ed anche un cospicuo numero di ebrei. Il più famigerato lager era quello di Jasenovac: il suo comandante fu Miroslav Filipovic, un frate francescano noto con l'appellativo di "Bruder Tod" (sorella morte). In questo campo gli ustascia cattolici bruciavano le loro vittime nei forni, ma vive, diversamente dai nazisti che, almeno, le uccidevano prima col gas. La maggior parte delle vittime venne comunque impiccata e fucilata: il loro numero è stimato tra i 300 e i 600mila. Molti degli ustascia erano monaci francescani e le loro nefandezze suscitarono addirittura le proteste delle SS tedesche. Pio XII, ben informato di queste atrocità, nulla fece per impedirle.

            A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non si sono macchiati dei crimini di emarginazione e discriminazione sessuale nei confronti delle donne, della riduzione in schiavitù dei negri africani e degli indios americani, dei crimini di discriminazione e persecuzione degli omosessuali (che venivano evirati o arsi sul rogo), né dell'oscurantismo intollerante nei confronti degli scienziati e della scienza.

            A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non si sono macchiati, con direttive segrete imposte col Crimen Sollicitationis, della copertura omertosa dei preti resposabili di pedofilia, minacciando addirittura la scomunica dei prelati che avessero osato denunciarli all'autorità giudiziaria.

            Ebbene, alla luce di questi peraltro parziali "precedenti" del Cristianesimo, è semplicemente ingiurioso che lo Stato Italiano -per bocca del Ministro di Giustizia- affermi oggi che la menorah ebraica "non meriti di essere esposta nei tribunali" e che, al suo posto, meriti invece di essere esposto il simbolo degli aguzzini che hanno perseguitato, discriminato e trucidato gli ebrei, e questo perché si tratterebbe -si badi bene- di un "simbolo idoneo ad esprimere valori quali la tolleranza, il rispetto reciproco ed il rifiuto di ogni discriminazione.... nonché espressione di rispetto per l'altro, di amore per la persona e di profonda solidarietà umana": io credo che un limite al pudore dovrebbe pur esistere.

            Di fronte ad un quadro storico così terribile e sconcertante per l'Umanità, trovo estremamente ingiurioso che Autorità dello Stato italiano affermino che la menorah ebraica -che è immune da tutti questi crimini- non meriti di essere esposta nei tribunali e che, al suo posto, meriti invece di essere ostentato un simbolo che, in realtà, gronda di sangue, di genocidi, di torture, di assassini, di infanticidi, di razzismo, di strupri, di intolleranza, di superstizione, di oscurantismo, di prevaricazione dei diritti umani, di truffe, e via dicendo.

            Senza considerare, poi, l'immoralità del messaggio che scaturisce dal mito della crocifissione del supposto figlio di Dio al fine di "redimere" e "salvare" l'Umanità "peccatrice". Alla semplice luce del codice penale, della Costituzione Italiana e di tutte le Convenzioni internazionali sui diritti umani, è squisitamente grottesco che il concepimento di un figlio, da far poi "immolare" come "sacrificio umano" ad opera di uomini iniqui, possa essere contrabbandato come "atto di amore" anziché per quello che realmente é, cioè un concorso in omicidio. Nulla vi è di più immorale e diseducativo del messaggio che inculca il legittimo convincimento che la morte di un innocente possa salvare terze persone, per di più colpevoli.

            Esporre pertanto nelle aule di giustizia il crocifisso ed escludere la menorah significa identificarsi nella storia tutt'altro che commendevole di quel simbolo, offendendo la dignità di chi crede realmente nei valori dell'eguaglianza, della libertà, della tolleranza, del rispetto reciproco, del rispetto dei diritti umani e della laicità ed offendendo, altresì, la memoria e la dignità dei milioni di poveri disgraziati che sono stati assassinati, torturati, discriminati, inquisiti, ghettizzati, schiavizzati, prevaricati ed emarginati, proprio in nome di quel simbolo, durante 1.700 anni di nefasta storia della Chiesa Cattolica.

            Un Ministro della Giustizia e un Capo del Governo, che realmente intendano praticare i valori della tolleranza, del rispetto reciproco e del rifiuto di ogni discriminazione -sui quali tutte le persone civili concordano- non potrebbero mai, a mio giudizio, contraddirsi al punto tale da imporre a chi non crede alla loro religione -cioè alla religione cattolica- il loro simbolo, negando il pari diritto di esporre i propri simboli: questo comportamento discrimininatorio è ingiustificabile alla luce della legge penale, al pari del comportamento di chi consente ai bianchi il diritto di salire sugli autobus, negandolo ai neri.

            La risibile e blasfema alchimia giuridica -attraverso la quale il Crocifisso è stato trasformato addirittura in simbolo "culturale" e "laico"- non ha nulla di geniale, se non agli occhi degli allocchi: dal momento, infatti, che la mia menorah ebraica vanta -come ho sopra dimostrato- credenziali di gran lunga superiori a quelle del Crocifisso cattolico, non vedo perché ad essa sia stato negato e venga negato il diritto di essere affiancata al crocifisso, trattandosi di un "simbolo idoneo ad esprimere valori quali la tolleranza, il rispetto reciproco ed il rifiuto di ogni discriminazione.... nonché espressione di rispetto per l'altro, di amore per la persona e di profonda solidarietà umana".

            Vi chiedo: cosa avete contro gli ebrei e contro l'ebraismo? Forse la vista della menorah ebraica turba la vostra sensibilità di Cattolici? Non vi bastano le persecuzioni, le ghettizzazioni, le discriminazioni e gli stermini che avete perpetrato ai loro danni per quasi duemila anni? Su, rispondete, una buona volta.

            Nell'attesa -sicuramente vana- di ricevere queste risposte, reitero -anche al Premier Romano Prodi- la richiesta di esporre la menorà ebraica a fianco del crocifisso nelle aule di Giustizia, utilizzando lo stesso strumento giuridico adottato dal tanto "vituperato" (quando fa comodo) regime fascista, cioè la "circolare".

            Copia di questa lettera indirizzo al Presidente della Repubblica, al quale chiedo di inviarmi, con onere delle spese a mio carico, quattro Sue fotografie che intendo poi esporre nelle aule del Tribunale di Camerino a suggello del principio di laicità della Repubblica Italiana. A tal proposito rappresento che, avendo io giurato fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana, mi identifico nei soli simboli dell'unità nazionale e mi rifiuto, pertanto, di calpestare il principio supremo di laicità che, come sancito dalla Corte Costituzionale, si sostanzia nell'obbligo dei funzionari di essere imparziali, neutrali ed equidistanti.

            Rappresento, con rammarico, che analoghe mie richieste -indirizzate al Suo predecessore On.le Ciampi- sono state disattese.

            Non avendo nulla da nascondere né, tantomeno, da vergognarmi, questa lettera sarà pubblicizzata affinché in Italia ed all'estero si abbia la percezione del fondamentalismo cattolico e dell'anacronistica ingerenza della Chiesa che condizionano, in negativo, la vita politica, il progresso e i diritti civili di questo Paese, non a caso ironicamente ribattezzato come Repubblica Pontificia Italiana e come Colonia del Vaticano.

Distinti saluti.

Rimini, 15 febbraio 2007

 

Luigi Tosti

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Nella foto il giudice Luigi Tosti

 

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com

 

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