
COMUNICATO STAMPA
APPELLO PER PORRE FINE ALLO SFRUTTAMENTO INDISCRIMINATO DELLE RISORSE DA PARTE DELLE GRANDI INDUSTRIE ESTRATTIVE
Roma, 27 febbraio 2007. Al World Social Forum di Nairobi Volontari nel mondo - FOCSIV nell'ambito della Cidse, la rete delle agenzie di sviluppo cattoliche di Europa e Nordamerica, di cui è il membro italiano, ha lanciato un appello internazionale contro lo sfruttamento indiscriminato delle risorse minerarie dei paesi in via di sviluppo da parte di multinazionali e Governi.
I paesi dei sud del mondo sono spesso ricchissimi di risorse che però non portano ricchezza e benessere in questi paesi ma violenza e disagio sociale. Le multinazionali presenti con la connivenza di Governi e approfittando dell’assenza di una legislazione internazionale vincolante che ponga dei limiti al loro operato, estraggono oro, diamanti, petrolio con degli interventi che hanno un impatto ambientale disastroso, danneggiano le comunità indigene locali e per la difesa di interessi economici d'elite ricorrono spesso alla violenza per ostacolare chi si oppone a questo sfruttamento perpetrando la violazione indiscriminata dei diritti umani.
Inoltre, la rincorsa ai profitti e le politiche sbagliate spesso portano a guerre civili tra bande locali e sono spesso le donne le vittime principali delle lotte interne ai paesi.
Afferma Sergio Marelli, Direttore Generale della FOCSIV: “Non possiamo non denunciare questo comportamento che sta causando sempre più vittime in questi paesi, sostenendo il diritto delle comunità coinvolte alla partecipazione ai processi decisionali, alla condivisione degli utili derivanti dalla gestione delle loro risorse, al rispetto dei diritti umani, e degli standard ambientali e di lavoro”.
“Come Federazione di Organismi – continua Marelli - che lavorano in progetti nel sud del mondo, siamo profondamente preoccupati dei danni ambientali, sociali, umanitari che i comportamenti irresponsabili delle grandi compagnie transnazionali stanno causando nel sud del mondo. Questo appello è rivolto a tutti gli attori coinvolti, le grandi compagnie, i Governi del nord e del sud, le Istituzioni Finanziarie Internazionali, le Nazioni Unite perché ciascuno dia il suo contributo”.
Non possiamo esimerci dal chiedere anche alle compagnie italiane coinvolte in attività estrattive di far proprio questo appello e di rispettare i diritti delle comunità locali per incentivare lo sviluppo e fermare ogni processo di sfruttamento indiscriminato delle loro risorse.