Da: Anbamed
Inviato: mercoledì 7 marzo 2007 14.47
Oggetto: I: Convegno Il Cairo
Si è tenuto a Il Cairo dal 23 al 25 febbraio 2007 il “Workshop sulle relazioni euro-arabe: una prospettiva critica”, organizzato dal Centro di Ricerche Arabe e Africane (Egitto) www.aarcegyot.org , diretto dal prof. Samir Amin, e dalla Fondazione Rosa Luxemburg (Germania) www.rosalux.de .
Al Workshop sono stati invitati studiosi e studiose di diversi paesi arabi e europei per un totale di 19 nazioni: Oltre alle consistenti delegazioni di Germania e Egitto, hanno preso parte ai lavori intellettuali e rappresentanti di partiti di: G. B., Olanda, Italia, Francia, Svezia, Turchia, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Tunisia, Libia, Algeria, Sudan, Siria, Palestina, Libano, Marocco e Yemen.
Tra i partecipanti vi erano parlamentari, ex diplomatici, esponenti di partiti di sinistra, sindacalisti, professori universitari, ricercatori, giornalisti e intellettuali.
I lavori sono stati organizzati in sei sessioni plenarie:
1) Europa e i paesi arabi nel mondo di oggi;
2) Il Mondo arabo e la globalizzazione;
3) Il fattore militare ed il triangolo formato da USA, UE e Mondo arabo;
4) Il conflitto israelo - palestinese - opportunità e sfide per il Medio Oriente;
5) Lo sviluppo e la politica dell’UE in relazione con il Mondo Arabo;
6) Il ruolo e le responsabilità della sinistra.
Il workshop è stato presentato come un dialogo tra i partecipanti e non erano previste relazioni preparate, ma semplicemente introduzioni di alcuni “facilitatori”. Anche la presentazione di Samir Amin nella sessione di inaugurazione è stata effettuata a braccio. Probabilmente questo è stato un limite che ha fatto sì che alcuni interventi uscissero dal tema proposto.
La delegazione di Punto Rosso, da me rappresentata, ha presieduto la sessione n. 3 (Il fattore militare ed il triangolo formato da USA, UE e Mondo arabo) e la delegazione della SEM, rappresentata da Domenico Rizzuti, ha partecipato con un’introduzione alla quinta sessione (Lo sviluppo e la politica dell’UE in relazione al mondo Arabo)
E’ evidente che quando si nomina il termine “sinistra” si riferisce alla sinistra di classe che si batte in politica interna per il riscatto delle classi subalterne e, in politica internazionale, per il superamento dei blocchi militari per contrastare le guerre ed il dominio unilaterale.
Non è certo questo il luogo per riportare tutto il dibattito del convegno, ma ci preme qui sottolineare le linee generali sulle quali si è sviluppato il confronto e gli eventuali punti di divergenze. Tengo a precisare che non ho potuto seguire la conferenza stampa di Domenica pomeriggio e quindi non ho il testo della dichiarazione finale.
Uno dei punti maggiormente dibattuti è la debolezza delle economie dei paesi arabi e la loro dipendenza e colonizzazione economica da parte di Stati Uniti e Europa. Le politiche della liberalizzazione hanno distrutto lo stato sociale costringendo milioni di persone in condizioni peggiori rispetto agli anni cinquanta. La povertà attanaglia anche i paesi petroliferi, dove soltanto una elite al potere, senza legittimità democratica se non quella conferita dalla presenza militare e diplomatica dell’Occidente, ha potuto godere delle risorse minerarie della regione investendo gli introiti petroliferi nei mercati finanziari occidentali, con grosse perdite delle economie locali.
Rispetto alle altre regioni (Asia centro-orientale e America latina) la regione araba presenta il più vasto gap di sviluppo con i paesi industrializzati capitalistici. La crisi della globalizzazione ha avuto risposte di resistenza, che sono andate a sinistra in America Latina e a destra nei paesi arabi.
Sul fondamentalismo islamico i contributi hanno prevalentemente concordato che è da considerare, in generale, come un pensiero oscurantista di destra liberista; non vanno però confuse in questa corrente i movimenti di resistenza contro l’occupazione straniera, come avviene in Libano (Hezbullah) e Palestina (Hamas). Si deve tener conto dei fattori di alleanza ma anche senza sottovalutare gli elementi di critica del pensiero retrograde e reazionario del quale alcuni di questi movimenti sono portatori sui temi sociali ed economico.
Il tema prevalente è stato quello della democrazia: rifiuto di qualsiasi tentazione colonialista dell’esportazione sui cannoni e nello stesso tempo lotta per la conquista dei diritti democratici nei paesi governati da elite militari o da monarchie assolutiste. La battaglia per la democrazia non è all’ordine del giorno soltanto nella sponda sud, ma anche nel nord capitalista ci sono i segni di difficoltà. La manipolazione dell’opinione pubblica ha trascinato grandi masse ad un percorso contro i propri interessi diretti. La democrazia non avrebbe valore in sé se non fosse legata ad una dimensione di progresso sociale e di conquista delle libertà (Iraq docet).
Il dibattito ha anche esplorato alcuni terreni di ricerca teorica sia sul versante economico sia su quello dell’interpretazione filosofica dei processi sociali.
Il materiale del Convegno verrà pubblicato in arabo, inglese e francese. I partecipanti sono stati invitati a presentare testi o sintesi scritte dei loro interventi, anche se prodotte a braccio, per facilitare il lavoro di redazione.
Valutazioni e considerazioni
per il prossimo convegno del Maggio
1) abbiamo tutti i recapiti dei patrtecipanti al convegno del Cairo tra i quali poter scegliere alcuni contatti per gli inviti di Maggio;
2) per non organizzare un convegno fotocopia è necessario inventarci una “dimensione concreta” dell’incontro di Maggio, cioè darci un percorso di collaborazione materiale continuativa tra sindacati, cooperative e partiti non soltanto nella ricerca teorica e analisi della situazione, ma anche nell’azione del cambiamento e della reciproca conoscenza. Il convegno siciliano potrebbe avere un senso se avvierà percorsi di scambi tra università arabe ed europee, delegazioni di studenti (Erasmus del Mediterraneo o campi di lavoro estivi), trasferimento di know-how ai paesi emergenti nel campo dell’agricoltura e della pesca, commercio equo e solidale.
Cordialmente.
Farid Adly