workshop del Cairo del 23/25 febbraio scorso

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----- Original Message -----
From: Domenico Rizzuti
Sent: Thursday, March 08, 2007 12:25 PM
Subject: rapporto seminario Cairo 23-25 / 02/07 redatto da Farid Adly

Carissime, carissimi,
vi giro il sintetico ma efficace  report che il cugino Farid ha preparato sul workshop del Cairo del 23/25 febbraio scorso su "relazioni euro-arabe: una prospettiva critica”, organizzato dal Centro di Ricerche Arabe e Africane (Egitto) www.aarcegyot.org , diretto dal prof. Samir Amin, e dalla Fondazione Rosa Luxemburg (Germania) www.rosalux.de . Come SEM abbiamo autonomamente partecipato all'iniziativa, su invito dei compagni di punto rosso, che da tempo hanno consolidati rapporti  con le associazioni organizzatrici.Per questo li ringraziamo. Sono stati tre giorni di lavoro intensi ed  interessanti e con Farid, abbiamo avuto modo non solo di intervenire,  presiedere (lui) una sessione di lavoro  ed introdurne un'altra,(io),ma di stabilire interessanti contatti alcuni dei quali si sono concretizzati nell'adesione alla SEM di alcune personalità del mondo dell'associazionismo ecologista  e del mondo  universitario del Libano, della Tunisia e dell'Egitto.
Vi allego inoltre la  introduzione da me me presentata per la SEM , alla quinta sessione dei lavori, che ripropone i temi posti in una precedente iniziativa promossa dalla SE e dal PCF a Masriglia alla fine dello scorso anno.
Penso possa essere utile anche ai fini del seminario sulle politiche UE ed il Mediterraneo del prossimo 22 Marzo a Bari, da noi promosso.  
A Bari dovremo segnare un ulteriore avanzamento  e  spero  che le proposte contenute  nella parte finale del mio intervento, possano tornare utili a rendere più efficace la discussione ed i lavori.
Cari Saluti
Mimmo Rizzuti.
 
 

Da: Anbamed

Inviato: mercoledì 7 marzo 2007 14.47
Oggetto: I: Convegno Il Cairo

 

Si è tenuto a Il Cairo dal 23 al 25 febbraio 2007 il “Workshop sulle relazioni euro-arabe: una prospettiva critica”, organizzato dal Centro di Ricerche Arabe e Africane (Egitto) www.aarcegyot.org , diretto dal prof. Samir Amin, e dalla Fondazione Rosa Luxemburg (Germania) www.rosalux.de .

Al Workshop sono stati invitati studiosi e studiose di diversi paesi arabi e europei per un totale di 19 nazioni: Oltre alle consistenti delegazioni di Germania e Egitto, hanno preso parte ai lavori intellettuali e rappresentanti di partiti di: G. B., Olanda, Italia, Francia, Svezia, Turchia, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Tunisia, Libia, Algeria, Sudan, Siria, Palestina, Libano, Marocco e Yemen.

Tra i partecipanti vi erano parlamentari, ex diplomatici, esponenti di partiti di sinistra, sindacalisti, professori universitari, ricercatori, giornalisti e intellettuali.

I lavori sono stati organizzati in sei sessioni plenarie:

1)         Europa e i paesi arabi nel mondo di oggi;

2)         Il Mondo arabo e la globalizzazione;

3)         Il fattore militare ed il triangolo formato da USA, UE e Mondo arabo;

4)         Il conflitto israelo - palestinese - opportunità e sfide per il Medio Oriente;

5)         Lo sviluppo e la politica dell’UE in relazione con il Mondo Arabo;

6)         Il ruolo e le responsabilità della sinistra.

 

 Il workshop è stato presentato come un dialogo tra i partecipanti e non erano previste relazioni preparate, ma semplicemente introduzioni di alcuni “facilitatori”. Anche la presentazione di Samir Amin nella sessione di inaugurazione è stata effettuata a braccio. Probabilmente questo è stato un limite che ha fatto sì che alcuni interventi uscissero dal tema proposto.

La delegazione di Punto Rosso, da me rappresentata, ha presieduto la sessione n. 3 (Il fattore militare ed il triangolo formato da USA, UE e Mondo arabo) e la delegazione della SEM, rappresentata da Domenico Rizzuti, ha partecipato con un’introduzione alla  quinta sessione (Lo sviluppo e la politica dell’UE in relazione al mondo Arabo)

 

E’ evidente che quando si nomina il termine “sinistra” si riferisce alla sinistra di classe che si batte in politica interna per il riscatto delle classi subalterne e, in politica internazionale, per il superamento dei blocchi militari per contrastare le guerre ed il dominio unilaterale.

 

Non è certo questo il luogo per riportare tutto il dibattito del convegno, ma ci preme qui sottolineare le linee generali sulle quali si è sviluppato il confronto e gli eventuali punti di divergenze. Tengo a precisare che non ho potuto seguire la conferenza stampa di Domenica pomeriggio e quindi non ho il testo della dichiarazione finale.

 

Uno dei punti maggiormente dibattuti è la debolezza delle economie dei paesi arabi e la loro dipendenza e colonizzazione economica da parte di Stati Uniti e Europa. Le politiche della liberalizzazione hanno distrutto lo stato sociale costringendo milioni di persone in condizioni peggiori rispetto agli anni cinquanta. La povertà attanaglia anche i paesi petroliferi, dove soltanto una elite al potere, senza legittimità democratica se non quella conferita dalla presenza militare e diplomatica dell’Occidente, ha potuto godere delle risorse minerarie della regione investendo gli introiti petroliferi nei mercati finanziari occidentali, con grosse perdite delle economie locali.

Rispetto alle altre regioni (Asia centro-orientale e America latina) la regione araba presenta il più vasto gap di sviluppo con i paesi industrializzati capitalistici. La crisi della globalizzazione ha avuto risposte di resistenza, che sono andate a sinistra in America Latina e a destra nei paesi arabi.

 

Sul fondamentalismo islamico i contributi hanno prevalentemente concordato che è da considerare, in generale, come un pensiero oscurantista di destra liberista; non vanno però confuse in questa corrente i movimenti di resistenza contro l’occupazione straniera, come avviene in Libano (Hezbullah) e Palestina (Hamas). Si deve tener conto dei fattori di alleanza ma anche senza sottovalutare gli elementi di critica del pensiero retrograde e reazionario del quale alcuni di questi movimenti sono portatori sui temi sociali ed economico.

 

Il tema prevalente è stato quello della democrazia: rifiuto di qualsiasi tentazione colonialista dell’esportazione sui cannoni e nello stesso tempo lotta per la conquista dei diritti democratici nei paesi governati da elite militari o da monarchie assolutiste. La battaglia per la democrazia non è all’ordine del giorno soltanto nella sponda sud, ma anche nel nord capitalista ci sono i segni di difficoltà. La manipolazione dell’opinione pubblica ha trascinato grandi masse ad un percorso contro i propri interessi diretti. La democrazia non avrebbe valore in sé se non fosse legata ad una dimensione di progresso sociale e di conquista delle libertà (Iraq docet).

 

Il dibattito ha anche esplorato alcuni terreni di ricerca teorica sia sul versante economico sia su quello dell’interpretazione filosofica dei processi sociali.

 

Il materiale del Convegno verrà pubblicato in arabo, inglese e francese. I partecipanti sono stati invitati a presentare testi o sintesi scritte dei loro interventi, anche se prodotte a braccio, per facilitare il lavoro di redazione.

 

Valutazioni e considerazioni

 

per il prossimo convegno del Maggio 2007 a Palermo e Mazara:

1)         abbiamo tutti i recapiti dei patrtecipanti al convegno del Cairo tra i quali poter scegliere alcuni contatti per gli inviti di Maggio;

2)         per non organizzare un convegno fotocopia è necessario inventarci una “dimensione concreta” dell’incontro di Maggio, cioè darci un percorso di collaborazione materiale continuativa tra sindacati, cooperative e partiti non soltanto nella ricerca teorica e analisi della situazione, ma anche nell’azione del cambiamento e della reciproca conoscenza. Il convegno siciliano potrebbe avere un senso se avvierà percorsi di scambi tra università arabe ed europee, delegazioni di studenti (Erasmus del Mediterraneo o campi di lavoro estivi), trasferimento di know-how ai paesi emergenti nel campo dell’agricoltura e della pesca, commercio equo e solidale.

 

Cordialmente.

Farid Adly


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