Dio criminale, assassino e terrorista

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02/mag/2007 00.00.00 axteismo Contatta l'autore

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Dio criminale, assassino e terrorista

 

Dio biblico assassino, terrorista, genocida, intollerante, stupratore, infanticida, schiavista, dispregiatore delle donne e degli omosessuali, razzista, sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da pretendere di essere venerato dagli uomini con sacrifici umani ed animali.

 

di Luigi Tosti (*)

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(*) Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso. Presentiamo qui il significativo stralcio di apertura di “Motivi aggiuntivi”. Il documento completo verrà presentato dal magistrato Luigi Tosti, in qualità di imputato, all’udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al Tribunale de L’Aquila. Il documento integrale verrà reso pubblico sul sito: http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da Axteismo dopo quella data.

 

CORTE D'APPELLO DELL'AQUILA - SEZIONE PENALE

Udienza dibattimentale del 23 maggio 2007

MOTIVI AGGIUNTI

R.G. Appelli N° 1118/2006

per l'imputato appellante Tosti Luigi.

QUESTIONE PRELIMINARE

            Premetto che, avendo un interesse alla sollecita definizione del processo, intendo rinunciare al primo motivo d'appello, col quale ho dedotto la nullità dell'intero dibattimento di primo grado perché celebrato in mia giustificata assenza.

            Ribadisco, però, che nella mia qualità di imputato sono costretto nuovamente a rifiutarmi di presenziare all'udienza dibattimentale d'appello: e questo a causa dell'esposizione generalizzata dei crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane, imposta dal Ministro di Giustizia fascista del 1926.

            Ribadisco, pertanto, l'invito a sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti del Ministro di Giustizia.

            Queste le motivazioni del mio rifiuto e della mia richiesta.

a)                Il mio rifiuto scaturisce, in primo luogo, dall'esercizio del mio diritto primario di libertà di coscienza (artt. 2 e 111 Cost. ed artt. 9 e 6 Convenzione per la salvaguardia dei diritti fondamentali dell'uomo), ovverosia dalla necessità di evitare di subire un processo da parte di giudici che non sono imparziali, come prescritto dall'art. 111 della Costituzione e dall'art. 6 della Convenzione, bensì inseriti in un'amministrazione giudiziaria che è simbolicamente connotata di cattolicesimo: e, in effetti, l'esercizio del magistero cattolico attraverso l'esposizione dell'idolo del "Dio incarnato" (tale è Gesù Cristo, secondo il catechismo ufficiale della Chiesa) è assolutamente incompatibile con l'obbligo di imparzialità e di neutralità della Istituzione "Giustizia", come peraltro già sentenziato dalla Cassazione penale, sicché non accetto di essere giudicato da giudici che sono "parti in causa", anziché garanti dell'imparzialità, anche simbolica, delle loro funzioni.

b)               In secondo luogo il mio rifiuto scaturisce dalla necessità di evitare di subire la lesione del mio diritto primario alla libertà di religione, garantito sia dalla Costituzione (art. 19) che dalla Convenzione sui diritti dell'uomo (art. 9), ovverosia del diritto di essere tenuto lontano da idoli di Dei incarnati e da simbolismi religiosi nei quali non solo non mi identifico ma che, anzi, detesto e condanno apertamente a causa delle criminalità e delle immoralità che connotano il Dio della Bibbia, che connotano il messaggio simbolico della cosiddetta "passione di Cristo" e che connotano gli insegnamenti dogmatici e i comportamenti altrettanto criminali, immorali, antidemocratici e lesivi dei più elementari diritti umani tenuti dalla Chiesa cattolica.

c)                Infine, il rifiuto scaturisce dall'esigenza di tutelare il mio diritto primario all'eguaglianza ed alla non discriminazione religiosa, garantitomi sia dall'art. 3 della Cost. che dall'art. 14 della Convenzione, dal momento che l'Amministrazione giudiziaria italiana privilegia smaccatamente l'esposizione dell'idolo del Dio incarnato, vietando lo stesso diritto ai miei ed agli altrui simboli.

           Mi sembra abbastanza ovvio che nessuno possa impormi -se io non lo voglio- di frequentare conventi, chiese ed altri luoghi di culto connotati dall'ostensione dell'idolo del Dio incarnato: alla stessa stregua, pertanto, nessuno -come significativamente affermato dalle Corti Costituzionali di Paesi molto più civili (Svizzera e Germania, ad esempio)- può obbligarmi ad essere processato, pubblicamente, da Giudici visibilmente "confessionali", cioè inseriti in un'Amministrazione giudiziaria pubblicamente connotata di idolatria cattolica.

           Si tratta, innanzitutto, di una questione di rispetto dei diritti umani, oltre che di buona educazione. Io non mi sognerei mai di esporre nelle case altrui i miei simboli ideologici e pretendo, dunque, che il Papa, la Chiesa e gli adepti della religione cattolica si astengano dal marcare in modo così squallido le pareti delle aule dei Tribunali -che non appartengono a loro ma a TUTTI i cittadini italiani- col simbolo del loro supposto Dio incarnato. E questo non solo perché si tratta di un simbolo che evoca in modo macabro e orrifico un messaggio altamente immorale, diseducativo e psicologicamente deleterio, cioè l'assassinio di un Dio-figlio perpetrato da un Dio-Padre per assurde e inconcepibili finalità di "redenzione" di terzi "colpevoli", cioè dell'Umanità "peccatrice", ma anche per le intollerabili e ingiustificabili implicazioni di genocidi, di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali crociate, di criminale razzismo, di criminali roghi contro eretici e streghe, di criminale schiavismo, di superstizione, di criminale discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di criminali rapimenti di bambini ebrei, di disprezzo delle donne e degli omosessuali, di omofobia, di sessuofobia patologica, di intolleranza, di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei più elementari diritti politici ed umani alla libertà di opinione, di pensiero, di religione e di eguaglianza, di omertosa e criminale copertura dei preti pedofili, di falsificazioni di atti, di false reliquie, di falsi miracoli, di truffe, di abuso della credulità popolare a fini speculativi, di mercimonio di indulgenze e di medaglie "miracolose", di bolle di componenda, di illeciti finanziari e via dicendo, crimini di cui la storia millenaria del crocifisso è irrimediabilmente intrisa.

           Essendo poi dotato di fondamenti etici e civili informati alla condivisione e all'osservanza dei fondamentali precetti del codice penale, della Costituzione italiana, delle Convenzioni internazionali sui diritti dell'Uomo e delle Convenzioni internazionali contro ogni forma di discriminazione, non intendo minimamente subire processi da parte di Giudici che si identificano simbolicamente e platealmente in un Dio biblico assassino, terrorista, genocida, intollerante, stupratore, infanticida, schiavista, dispregiatore delle donne e degli omosessuali, razzista, sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da pretendere di essere venerato dagli uomini con sacrifici umani ed animali. E' la mia "debole" morale che mi impedisce tutto ciò, anche se, ovviamente, non ho il minimo "astio" o disprezzo nei confronti di Dio, la cui unica colpa è quella di essere stato creato dall'uomo a sua immagine e somiglianza e, quindi, con le sue debolezze e con le sue inclinazioni criminali.

            Giammai accetterei l'imposizione della croce uncinata nazista da parte dello Stato italiano -e questo perché ripudio ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e quindi -e a maggior ragione- non accetto di essere processato dall'Amministrazione Giudiziaria Italiana, connotata di "cristianità" cattolica. Se qualcuno si vuole ancora identificare in quel simbolo e intende ancora glorificarsi del supposto "Amore" del supposto unico Dio, nella sua duplice versione di Dio-Padre e di Dio-Figlio incarnato, lo faccia pure: ma lo faccia a causa sua, sulla sua persona, nei suoi templi, nei Tribunali dell'Inquisizione e in quelli della Sacra Rota, ma non lo imponga a me che, proprio "grazie a Dio", mi identifico in valori morali e civili diametralmente opposti. Continua (…)

Rimini - L'Aquila, 1° maggio 2007

 

Luigi Tosti

tosti.luigi@yahoo.it

mobile 3384130312 - tel. 0541789323

via Bastioni Orientali 38 - 47900  Rimini

 

Il presente documento “Motivi aggiuntivi” 1 maggio 2007 sarà reso pubblico integralmente sul sito: http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da Axteismo Press dopo l’udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al Tribunale de L’Aquila.

 

Nella foto, il giudice Luigi Tosti (foto Campanella Lasca, no copyright)

 

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com

 

Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

http://nochiesa.blogspot.com 

 

si invita alla massima diffusione e pubblicazione

 

Per sapere del caso di Luigi Cascioli autore del libro denuncia

"La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù"
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e del processo al Tribunale dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo

 

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