STAMPA- INTERVENTI TAVOLA ROTONDA: L'EUROPA E LE SCELTE NELLE POLITICHE DI SVILUPPO

12/mag/2007 18.20.00 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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                                              COMUNICATO STAMPA

 

LA TAVOLA ROTONDA delle ONG italiane:

L’EUROPA E LE SCELTE NELLE POLITICHE DI SVILUPPO

 

Roma, 12 maggio 2007. Si è svolta oggi la tavola rotonda dell’Associazione ONG italiane con il Direttore Generale della DGDEV - Commissione Europea STEFANO MANSERVISI nel corso dell’Assemblea Nazionale delle Ong italiane.

 

Molti i temi della politica europea portati all’attenzione da Sergio Marelli, presidente dell’Associazione ONG italiane, che ha aperto i lavori: “L’idea di parlare di Europa e cooperazione allo sviluppo è nata da un significativo incontro con il Presidente Prodi sull’Africa, circa un mese fa infatti ha convocato una serie di attori, profit e no profit, per capire quale debba essere la strategia di intervento per lavorare in Africa, da quella discussione è venuta la spinta a confrontarci nella dimensione europea.

Il 2007 è un anno straordinario per la cooperazione: il primo anno del budget per UE 2007-2013, in pratica le linee guida per la destinazione delle risorse e per definire le strategie della cooperazione allo sviluppo europea e le sue priorità; e poi la Civil Society and the Joint EU-Africa Strategy, la conferenza tenutasi il 23-24 aprile scorso in Germania per far incontrare i rappresentanti della Unione Europea con quelli della società civile europea e africana per confrontarsi sulle attuali relazioni tra ONG italiane e Commissione Europea che ha come punto d’arrivo la Conferenza di Lisbona.

Un’altra scadenza fondamentale: il negoziato EPA, il 1 gennaio 2008 ci sarà l’applicazione degli accordi di partenariato Europa - Africa, su cui le ong italiane si sono da tempo mobilitate insieme ai nostri partner africano mettendo in evidenza le disparità e le iniquità che questi accordi di “libero scambio” comporteranno, e sabato 26 maggio ci sarà a Roma una grande mobilitazione che coinvolgerà la società civile africana per dire che “L’Africa non è in vendita!”.

 

E certamente le date del 18, 19 maggio con il G7 finanziario, e poi dal 6 all’8 giugno il G8 in Germania: nei temi del Vertice grazie anche a noi è stato reinserito il tema dell’Africa, che invece l’anno scorso era stato messo da parte. Nell’ambito della GCAP con un ruolo di leadership da parte dell’Associazione ONG italiane nella conduzione del percorso di consultazione con il Governo, abbiamo chiesto a Prodi di dare evidenza alla concertazione avvenuta in questi mesi con lo sherpa organizzando un evento pubblico prima dell’inizio del Summit.

Apro però una riflessione di grande preoccupazione: il Codice Volontario della Sicurezza, cioè il Codice Frattini per la lotta al terrorismo, mette in discussione la specificità delle ong di sviluppo. In alcuni passaggi puntuali per verificare eventuali legami tra Ong e terroristi, si rischia il non riconoscimento del nostro ruolo e veniamo ad essere assimilati al mondo profit.

La nostra impressione è che in Europa per la cooperazione non si voglia più l’approccio delle ong e degli aiuti, ma sempre più si prevedono investimenti diretti per infrastrutture, le ong non sono più centrali, perchè la priorità sono gli accordi commerciali, le strategie bilaterali, e gli obiettivi che si stanno mettendo in campo si delineano sempre più opposti ai nostri, noi continuiamo a credere che le cause dell’impoverimento dell’Africa, siano tipi sbagliati di investimenti, di accordi commerciale ingiusti, di politiche di sviluppo non sostenibile”.

 

Stefano Manservisi ha ribattuto: “Fare politica di sviluppo in epoca globale è molto diverso da prima, l’obiettivo della politica di sviluppo è combattere la povertà, ma adesso c’è una dimensione globale, vuol dire dare speranza di essere compatibili ai paesi poveri con l’economia globalizzata, le soluzioni micro sono dei piccoli rimedi senza futuro.

Dal 2005 in poi abbiamo prodotto dei documenti per tutta la UE che servono a dare una visione complessiva al problema dello sviluppo per tutti gli stati membri. Sì, bisogna spingere tutti a destinare maggiori aiuti, ma ammesso che ci siano più soldi, ma poi bisogna saperli usare, perché se non si riesce a fare un intervento intelligente, noi così non aiutiamo, ci aiutiamo solo a spendere i soldi che abbiamo.

Come Commissione abbiamo l’ambizione di dire se 27 più 1 facesse 1 potremmo agire come un unico attore europeo, non solo nella cooperazione.

Per quanto riguarda l’Aps: abbiamo mantenuto gli impegni di Monterrey abbiamo raggiunto come UE lo 0,42%, ma ora dobbiamo controllare che cosa si fa nei paesi veramente. E per far questo dobbiamo assumere l’agenda del fare insieme, abbiamo fatto un codice di condotta volontario per l’azione coordinata dell’Europa.

Ma non si può fare una costruzione di un’agenda condivisa se non c’è un pubblico europeo, bisogna che le ong diventino sempre più il popolo europeo, non faremo mai meglio e di più se non avremo la collaborazione e lo scambio con le ong,

Voglio parlare degli EPA: perché sono importanti? 1) dal 2008 verranno applicate le regole del WTO, e quindi le preferenze saranno non valide, ma saranno i paesi latinoamericani che tireranno su le barriere doganali, e bisogna prenderne atto.

2) Sono un’occasione per far cambiare atteggiamento rispetto al commercio e al mondo globale ai paesi poveri che sono abituati a chiedere, ci sono paese ricchi di materie che però non si sviluppano e bisogna che si assumano responsabilità, è la prima volta che negoziano seriamente. 3) l’accordo potrà comportare dei tempi lunghi di applicazione, ma si sostiene la integrazione regionale dell’Africa, se non si alleano e si coordinano non si adegueranno ai mercati mondiali. Noi non dobbiamo fare credere ai paesi del Sud che possano continuare ad essere assistiti dal Nord, solo se sfruttano le possibilità della globalizzazione possono svilupparsi.

Bisogna aiutare i paesi africani a compensare quelle che saranno le perdite sui dazi doganali, ma bisogna spingere affinché i paesi europei diano i fondi all’Unione Europea per l’aiuto al commercio, battetevi anche su quello.

Per concludere, non penso ci sia la messa in discussione del ruolo delle ong, ma ognuno deve ripensare il proprio ruolo il Commissario Luis Michel dice che nessuno può avere la rappresentanza a priori o acquisita, ma sul campo e con nuove assunzioni di responsabilità, l’Unione Europea vuole un interlocutore alleato e critico, ma con cui avere un vero dialogo”.

 

Dopo una serie di interventi dalle ong, Sergio Marelli ha chiuso con un impegno futuro: “Riprendo la sua battuta sui membri dell’Unione Europea, 27+1 deve risultare 1, ora è solo un dato statistico ma non è un dato politico, noi vogliamo costruire quel dato politico in Europa”.

 

 

Paola Amicucci

Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane

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Tel: 06 6832061 - 328.0003609; Fax: 06 6872373

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