notizie dal mondo 1-15 maggio 2007

Sulla dipendenza dagli USA, si ponga attenzione al sistema GPS (9 maggio) ed a chi deterrebbe il controllo dello scudo anti missile (11 maggio).

19/mag/2007 18.00.00 indipendenza Contatta l'autore

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1-15 maggio 2007:

 

a) Italia. Il governo di centrosinistra annuncia l’invio di ulteriori mezzi ed uomini in Afghanistan (1 e 15 maggio). Ma nell’ultima campagna elettorale il centrosinistra non aveva promesso un significativo cambio di direzione della politica estera? Dov’è la discontinuità con il governo Berlusconi? Intanto il presidente -"comunista"- della Camera Fausto Bertinotti (8 maggio) esalta in Libano l’operato della Folgore. Sulla dipendenza dagli USA, si ponga attenzione al sistema GPS (9 maggio) ed a chi deterrebbe il controllo dello scudo anti missile (11 maggio). Su Calipari ed il suo assassino, Mario Lozano, infine, curiosa la notizia sempre all’11.

b) Russia. Mosca e Pechino temono il dominio globale di Washington, ma diffidano reciprocamente per ragioni storiche e geopolitiche (2 maggio). Intanto il viaggio di Putin a Turkmenbashi conferma il controllo russo sull’Asia centrale (12 maggio). Sulla questione dello scudo antimissile USA (11 maggio), la Russia ribadisce il congelamento del trattato CFE (4 maggio). E mentre con gli USA permangono divergenze anche in merito al futuro del Kosovo (13 maggio), densa di conseguenze per gli equilibri geopolitici globali potrebbe essere l’apertura a Teheran per l’ingresso nella CSTO, la cosiddetta "NATO russa" (15 maggio).

c) Libano. Il rapporto Winograd, sulla sostanziale sconfitta d’Israele nell’aggressione al Paese dei Cedri (3 maggio), continua a far discutere e dovrebbe far riflettere. Intanto Siria ed Hezbollah avvertono l’ONU a non imporre un Tribunale internazionale. Con il pretesto di voler far luce sull’assassinio dell’ex premier libanese Hariri, non pochi sono convinti che Washington voglia intorbidare le acque e attizzare conflitti nell’area (1 e 15 maggio). In altre edizioni del notiziario abbiamo evidenziato circostanze e dichiarazioni di chi, senza mezzi termini, arriva ad accusare Washington e Tel Aviv come mandanti di quell’assassinio.

 

Sparse ma significative:

· Venezuela. Uno sguardo sugli ultimi provvedimenti di politica interna ed estera del presidente Chàvez (2 e 11 maggio).

· Montenegro. Il presidente Vujanovic, a nome di un paese privo addirittura di esercito, firma con Washington un trattato militare «bilaterale» con cui gli USA allargheranno il dispositivo di basi che già hanno nell’area balcanica, con la preventiva assicurazione di impunità per qualsiasi atto compiuto dai militari USA in territorio montenegrino (4 maggio).

· Israele. Tel Aviv «tortura e sevizia», denunciano due note organizzazioni umanitarie israeliane. All’8, 11 e 14 maggio qualche esempio delle persecuzioni e sevizie praticate dallo Stato sionista verso i palestinesi. Persecuzioni che non risparmiano gli stessi cittadini israeliani, come l’eroico Mordechai Vanunu, l’ex tecnico della centrale atomica di Dimona che fece conoscere al mondo i programmi nucleari segreti di Israele, che rischia di tornare in carcere (1 maggio). Indignazione e offesa per le «aberrazioni» di Israele sono espresse anche da esponenti ebrei (9 maggio).

· Pakistan. Tensione politica alle stelle dopo la rimozione del giudice della Corte suprema Iftikhar Chaudhry da parte del presidente-generale Musharraf. Massiccio il sostegno popolare al giudice (6, 7, 13 e 14 maggio). Intanto al via la costruzione di un muro al confine con l’Afghanistan per impedire l’arrivo di taliban e separare il Pashtunistan (11 maggio).

 

Tra l’altro:

Catalogna / Euskal Herria (3 maggio).

Euskal Herria (11, 13 maggio).

Irlanda del Nord (4, 8 maggio).

Scozia / Gran Bretagna (5, 6 maggio).

Repubblica Ceca / USA (11 maggio).

Etiopia / Somalia (1 maggio).

Somalia (10, 12 maggio).

Iraq (4 maggio).

Armenia (12 maggio).

Georgia (1 maggio).

Cuba (9 maggio).

Colombia / USA (11 maggio).

 

Saluti

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