l'insegnamento della religione non può, a

24/mag/2007 10.49.00 Comitato bolognese Scuola e Costituzione Contatta l'autore

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L’ Ordinanza 2408 pronunciata dal TAR del Lazio il 23 maggio 2007 ha
sospeso l'applicazione dell’Ordinanza Ministeriale n.26 del 15 marzo 2007 (
art. 8- credito scolastico, par. 13,14) relativa agli Esami di Stato del
corrente anno scolastico.

il testo del ricorso su www.comune.bologna.it/iperbole/coscost
L’ Ordinanza 2408 pronunciata dal TAR del Lazio il 23 maggio 2007 segna un
buon passo avanti nella difesa della laicità dello Stato e della libertà di
coscienza .
Il TAR ha accolto favorevolmente il ricorso proposto da numerose
associazioni laiche, confessioni religiose, studenti, rappresentati tutti
dagli avv.ti Fausto Buccellato e Massimo Luciani , contro l’Ordinanza
Ministeriale n.26 del 15 marzo 2007 ( art. 8- credito scolastico, par.
13,14) relativa agli Esami di Stato del corrente anno scolastico. I
paragrafi citati, configurando la competenza dei docenti di religione
cattolica ad esprimere il proprio voto nell’attribuazione del credito
scolastico avrebbero dato luogo a discriminazioni inaccettabili tra gli
alunni che non hanno scelto l’insegnamento di religione cattolica, ai quali
sarebbero stati riconosciuti crediti di diverso rango e solo sulla base di
un loro presunto impegno . Sarebbe stato totalmente stravolto lo “stato di
non obbligo” loro riconosciuto dalle famose sentenze 203/89 e 13/91 dalla
Corte Costituzionale.
Le motivazioni con cui il Tar Lazio ha accolto nell’immediato la
richiesta di sospensiva relativa ai paragrafi 13,14 si fondano:
- sulla violazione del T.U. della legislazione scolastica (D.P.R.
294/97, art.309) che dispone che l’insegnamento della religione cattolica
non fa parte della pagella scolastica e il profitto e l’impegno degli
alunni viene comunicato ad alunni e famiglie con una “speciale nota” a
parte, a cura del docente.;
- “sul piano didattico- sono parole del TAR- l’insegnamento della
religione non può, a nessun titolo, concorrere alla formazione del
“credito scolastico”(..) per gli esami di maturità, che darebbe
postumamente luogo ad una disparità di trattamento con gli studenti che non
seguono né l’insegnamento religioso e né usufruiscono di attività
sostitutive”.
Sono espressioni che apprezziamo profondamente e ci restituiscono la
certezza che le nostre battaglie per una scuola laica e democratica non
sono vane.

per i ricorrenti
Antonia Sani dell’assoc.naz. per la Scuola della Repubblica
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