Procida/Sott'accusa la Caremar. Il Ministro Bianchi deve intervenire

Il Ministro Bianchi deve intervenire Con i trasporti collettivi non si può bluffare, l'Acusp lo ripete da sempre, ma il marketing dell'immagine, della notizia a tutti i costi, ha stregato gli addetti ai lavori, amministratori regionali, provinciali e comunali che vogliono assolutamente offrire "qualità" del servizio, che i fatti, quotidianamente, dimostrano che non c'è.

31/lug/2007 17.30.00 associazione acusp Contatta l'autore

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Con i trasporti collettivi non si può bluffare, l'Acusp lo ripete da sempre,
ma il marketing dell'immagine, della notizia a tutti i costi, ha stregato
gli addetti ai lavori, amministratori regionali, provinciali e comunali che
vogliono assolutamente offrire "qualità" del servizio, che i fatti,
quotidianamente, dimostrano che non c'è. Come testimoniano le proteste di
ieri mattina al porto di Procida da parte di residenti-pendolari che non
hanno potuto servirsi dell'Anlilam della Caremar, perché la Società pubblica
aveva già esaurito, in prevendita, tutti i biglietti, senza rispettare gli
accordi con l'Amministrazione comunale di Procida che prevedono una quota
ticket da riservare per gli Utenti che devono imbarcarsi a Procida. Ma non
solo, la Caremar non ha tenuto conto neppure delle linee generali fissate
dalla Regione Campania, che sono indubbiamente un indirizzo preciso laddove
prevedono " l'obbligo di riservare almeno 80 posti per ogni corsa a
residenti e pendolari delle isole". Ma, al di là di leggi e leggine, la
logica vuole che se una Compagnia di navigazione parte da Ischia per Napoli,
con fermata obbligatoria a Procida (tra l'altro, in una fascia oraria di
punta per i pendolari che devono recarsi a lavoro) deve prevedere che
vorranno imbarcarsi passeggeri, quindi non parte già con il "pieno".
Diversamente, si ferma a Procida, ma non fa servizio, anzi lo interrompe! E'
così è stato, perché l'aliscafo di ieri mattina della Caremar non ha potuto
riprendere subito la corsa verso Napoli alle 6,55, ma è rimasto bloccato per
oltre 40 minuti dagli Utenti di Procida che giustamente chiedevano di
utilizzare il mezzo di trasporto veloce.
In merito, lo sportello legale dell'Acusp (
3394425725-acusp@inwind.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve
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richiesta di risarcimento del danno, dal momento che la Caremar non ha
garantire il posto ai pendolari, titolari di abbonamento.
"Alla luce di quanto accaduto - sostiene Giuseppe Rosato, coordinatoreMare
dell'Acusp - la prima riflessione da fare è che al solito la gestione delle
emergenze nel settore del trasporto marittimo è molto carente se non
addirittura nulla". Come non è pensabile che una società pubblica, come la
CAREMAR, "non possa -- affermano Arnaldo Surolli e Lucia Antonietta Mameli
dell'Acusp - permettersi idonei mezzi di trasporto marittimo di riserva in
caso di fermo tecnico di un suo aliscafo. Infatti, il mezzo veloce della
Caremar in servizio ieri mattina, e che sta sostituendo da giorni il
catamarano Acherman, ha un numero insufficiente di posti rispetto
all'abituale domanda di trasporto, ma tutto questo non sembra aver
minimamente preoccupato la dirigenza della Caremar". Da qui la protesta, che
già da oggi è stata ufficializzata al Ministro dei Trasporti Bianchi.
Il Presidente Acusp (associazione contribuenti utenti servizi pubblici)
Dott Alfredo Capasso
3398697687




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