Tavolo Informativo e Petizione sul caso dei quattro bambini sottratti alla famiglia

26/lug/2017 22:53:24 Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Contatta l'autore

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Bambini prelevati dopo il rifiuto dei genitori di somministrare un farmaco psicotropo al figlio.

Sabato mattina in Piazzetta Vescovado a Brescia sarà presente un tavolo informativo sul caso dei 4 bambini sottratti alla loro famiglia.

Sono stati allontanati dai loro genitori. Si erano rifiutati di continuare a somministrare uno stabilizzatore dell’umore al figlio maggiore vedendolo sempre più in difficoltà.

In seguito ad un calo dei voti scolastici, lo avevano anche ritirato dal centro diurno che frequentava come da indicazioni del centro di assistenza sociale.

Prima dell’allontanamento, i bambini erano sereni, andavano bene a scuola, facevano attività extrascolastiche ed erano ben curati. Questo è stato confermato persino dai Servizi Sociali: “sono state riconosciute [ai genitori] una serie di competenze, quali l’impegno affinché i figli facessero attività sportive e musicali oltre la scuola, l’attenzione a cure dentistiche/odontoiatriche, ecc.”

Il dramma della famiglia

Il calvario di questa famiglia inizia nella primavera del 2016. Quando la mamma decide di togliere i bambini dal Centro, viene minacciata di perdere bambini.

Il papà e la mamma sono increduli di fronte a questa minaccia, ma poco dopo i Servizi Sociali inviano una segnalazione al Tribunale per i minorenni, aggiungendo che i genitori rifiutano di dare psicofarmaci al figlio.

La famiglia si rivolge a un avvocato in gratuito patrocinio. I genitori vengono convocati in Tribunale ma non si presentano per ben due volte (come risulta dalla documentazione, in entrambi i casi si tratta di un errore dell’avvocato, che omette di comunicare alla famiglia).

Il Tribunale, di fronte alla latitanza dei genitori, senza alcuna istruttoria e senza prove accertate di abusi o maltrattamenti, ordina l’allontanamento dei bambini dalla famiglia.

E non allontana solo il ragazzo “malato” ma anche gli altri tre bambini. I quattro fratelli vengono addirittura separati: il più grande a Verona e gli altri tre a Brescia.

Gli stessi Servizi Sociali, come dichiarato espressamente dall’assistente sociale ai genitori, sono stupiti del decreto di allontanamento: una decisione così grave e invasiva, come la disintegrazione di una famiglia e la violazione degli affetti familiari, viene decretata senza alcun fatto grave e accertato, ma sulla sola segnalazione dei servizi che, paradossalmente, è stata di recente superata, se “al momento non sarebbe necessaria alcuna terapia farmacologica”.

Il parere del CCDU

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ritiene che, essendo decaduta la questionabile motivazione del rifiuto agli psicofarmaci, le uniche motivazioni dell’allontanamento sono le difficoltà relazionali dei/con i genitori che, secondo quanto condiviso dall’assistente sociale con la psicologa dell’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) «sarebbero ascrivibili ai problemi psichiatrici del padre e ai “tratti paranoidei” della madre».

Non ci sono maltrattamenti né pregiudizi accertati sui bambini, mentre il riferimento ai presunti problemi psichici dei genitori appare quantomeno campato per aria: il padre avrebbe sofferto di depressione parecchi anni fa ma poi ne è uscito, mentre non risultano diagnosi di sorta nei confronti della madre.

Si tratta di un film già visto: le cosiddette diagnosi psichiatriche, come documentato in maniera definitiva nel celebre esperimento di Rosenhan, non sono sostenute da alcun esame oggettivo e sono caratterizzate da ampi margini di discrezionalità e soggettività.

Non dovrebbero avere valore di prova nelle aule dei tribunali, tantomeno quando siano in gioco il bene, l’unità e la serenità di una famiglia con bambini piccoli.”

L'appello alle istituzioni.

Il CCDU ha redatto un appello al Sindaco, e ora 200 cittadini preoccupati chiedono un intervento per tutelare questi bambini e aprire un’inchiesta sull’operato dei funzionari coinvolti.

La famiglia ha ora deciso di rivolgersi all’avvocato Francesco Miraglia del foro di Roma. L’avvocato ha chiesto immediatamente un incontro con i servizi per capire qual è il progetto per i bambini. Conosciamo tutti i vari percorsi e accertamenti sui genitori, ma cosa si vuole fare per tutelare i bambini? I servizi non hanno ancora risposto.

Le attività del comitato

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus, è un'organizzazione di volontariato non a scopo di lucro, finalizzata alla difesa dei Diritti Umani nel campo della Salute Mentale.
Le funzioni del CCDU sono unicamente quelle di fungere da organo di controllo, scoprendo e denunciando le violazioni psichiatriche dei Diritti Umani nel campo della Salute Mentale.

Il CCDU è stato fondato in Italia nel 1979 ed è diventato una Onlus nel 2004. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus è un'organizzazione indipendente ed è collegato ideologicamente al CCHR (Citizen Commission on Human Rights), che ha sede a Los Angeles. Il CCHR International è stato fondato nel 1969 dalla Chiesa di Scientology e dal professor Thomas Szasz, professore emerito di psichiatria all'Università di Syracuse, Stato di New York e autore di fama internazionale.

A quel tempo le vittime della psichiatria erano una minoranza dimenticata, segregate in condizioni terribili nei manicomi sparsi nel mondo. In seguito a ciò, il CCHR elaborò una "Dichiarazione dei Diritti Umani sulla Salute Mentale" che è diventata la linea guida per le riforme nel campo della salute mentale.

La campagna informativa del CCDU è sostenuta da Scientology, religione fondata da L. Ron Hubbard, come attività di riforma sociale, non confessionale e non a scopo di proselitismo.

 

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