STAMPA - LA FOCSIV: fermare subito la repressione in BIRMANIA con l'azione concreta delle Nazioni Unite

Concretamente si stanno attuando programmi di sviluppo sociale ed agricolo nello Stato Shan, pacificato dopo la firma di un armistizio tra il governo centrale e i guerriglieri, si lavora al miglioramento delle tecniche agricole, alla realizzazione di scuole, ambulatori, strade, acquedotti e pozzi e della quale beneficiano circa 15.000 persone su più di 20 villaggi.

27/set/2007 14.30.00 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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                                     COMUNICATO STAMPA
 
La FOCSIV: fermare subito la repressione
in Birmania con l'azione concreta delle Nazioni Unite
 
Roma,  27 settembre 2007. "La Focsiv esprime enorme preoccupazione e condanna per il drammatico crescendo di atti repressivi in Myanmar. La violenza con cui l’esercito birmano sta tentando di soffocare la pacifica protesta dei monaci compromette il già difficile e incerto cammino verso la pace, in cui sono impegnati i nostri volontari accanto  alla popolazione civile birmana" dichiara Sergio Marelli, direttore generale FOCSIV, riguardo le ultime notizie di un imminente azione di repressione militare in Myanmar.
 
La FOCSIV, sola ong italiana attiva con personale espatriato nel paese, è presente in Myanmar dal 2002 contando in questi anni sulla presenza di almeno 15 volontari, in questo momento sono 6 i volontari italiani occupati in progetti con le comunità locali
Concretamente si stanno attuando programmi di sviluppo sociale ed agricolo nello Stato Shan, pacificato dopo la firma di un armistizio tra il governo centrale e i guerriglieri, si lavora al miglioramento delle tecniche agricole, alla realizzazione di scuole, ambulatori, strade, acquedotti e pozzi e della quale beneficiano circa 15.000 persone su più di 20 villaggi.  Il nostro programma è la dimostrazione che lo sviluppo e la lotta alla povertà non possono prescindere dalla pace e dal dialogo, per questo appoggiamo fermamente con i nostri progetti il processo democratico.
 

In questo momento la comunicazione con il nostro personale è molto difficile, sia per motivi logisitici-tecnici sia per questioni di sicurezza, in questa grave situazione va garantita l'incolumità di tutti, proprio per questo chiediamo che la comunità internazionale, l'Unione Europea e in particolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si muovano in tempo per fermare la repressione.

 

"La nostra richiesta è innanzitutto - riprende Marelli - che il Governo Birmano dia effettive e concrete assicurazioni sulla vita del Premio Nobel per la pace Aun San Suu Kyi e altrettanto concretamente vengano dati segnali di riapertura del dialogo di pace con l’opposizione".

"Siamo ancora una volta stupiti dell'incapacità del Consiglio di sicurezza dell'ONU, dove l'Italia siede, di prendere una posizione ferma verso la giunta militare birmana e adottare misure necessarie per porre fine alla repressione di quella che è una pacifica e democratica manifestazione della popolazione civile; ancora una volta  meschini calcoli di interessi geopolitici ed economici, come dimostrato dall'atteggiamento di Cina e Russia, impediscono il riconoscimento e il ripristino dei diritti umani per un intero popolo.

Conclude Marelli "Il nostro Governo deve quindi adoperarsi per mantenere aperta la discussione in ambito del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per la promozione della pace e per sollecitare una soluzione democratica.

 

LA FOCSIV aderisce all’appello del Sindaco di Roma e partecipea alla manifestazione in Campidoglio di questo pomeriggio alle 18.30. Invitiamo tutti a partecipare portando un messaggio di solidarietà per la popolazione birmana.

 

Paola Amicucci

Ufficio Stampa Volontari nel mondo - FOCSIV
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