In ricordo di Alfredo Capasso, fondatore dell'ACUSP (lettera di Antonio Di Gennaro)

02/ott/2007 12.30.00 associazione acusp Contatta l'autore

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In ricordo di Alfredo Capasso, fondatore dell’ACUSP  (lettera di Antonio Di Gennaro)

Quando nel mese di marzo di una mattina del 2003 (come vola il tempo!) ho conosciuto Alfredo Capasso, accompagnato dall’amico Sabino Genovese, per chiedergli se, con l’associazione ACUSP, di cui era  presidente nonché fondatore sin dal 1991, poteva darci una mano nel risolvere le questioni relative al Vomero e via Cilea verso cui l’ amministrazione comunale si dimostrava inadempiente, non andavo mai ad immaginare che, facendomi socio, con la tessera n.2215 che porto sempre con me nel portafoglio, mi sarei lanciato, divenendone a poco a poco amico, sino a sentirne ora che se ne è improvvisamente andato, come dire, a tradimento,  un vuoto incolmabile, in un’avventura incredibile, turbinosa e affascinante; fatta anche di momenti di contrasto, di ansia e tensione, ma anche di grande soddisfazione nei risultati che si riuscivano a raggiungere. Fu abbastanza presto “intesa”, quando dopo pochi giorni dalla sua conoscenza mi invitò a seguirlo al Senato a Roma, per presentare la richiesta, da lui ideata, di rendere detraibile dal fisco l’abbonamento al servizio di trasporto pubblico. Un’idea importante per favorire l’uso dei mezzi di trasporto, che nessuno ha ancora colto nella sua importanza e che spero di insistere finché si realizzi. Da allora, mille altre battaglie, una delle quali ci vede impegnati a tampinare le istituzioni nel sacrosanto dovere di realizzare un ambiente accessibile ed usufruibile da chiunque, anche disabili, anziani e persone malate o comunque impossibilitate a muoversi con facilità. Altro importante tarlo di Alfredo, ed in cui grande è stato lo sforzo, anche se non pronte le risposte degli Enti addetti, la sicurezza stradale e la prevenzione negli incidenti. Ricordo la bella giornata recente, appena prima dell’estate, del convegno organizzato in provincia di Salerno, a Battipaglia, anche grazie all’ avvocato Paola Rinaldi, nostra rappresentante per il salernitano. Ma ora si stava impegnando e ci spronava in tante altre questioni, e con difficoltà si riusciva a tenergli dietro, dall’eterna problematica di Ponte Riccio, stazione ferroviaria di Giugliano, emblema di un concetto di trasporto pubblico integrato che trova difficoltà a decollare, come tutto nella nostra regione martoriata, alla carta dei servizi per la raccolta dei rifiuti, alla proposta fatta all’ Assessore all’Ambiente del Comune di Napoli, Rino Nasti, di dare spazi di verde pubblico in adozione a gruppi di cittadini, all’infinita questione dei cartelloni pubblicitari, con l’ottenuto osservatorio, grazie all’Ass.re Elisabetta Gambardella, sull’enorme invasiva presenza di cartelloni pubblicitari nella nostra città, spesso al di fuori di ogni norma esistente. Insomma un vulcano di idee, che però ascoltava altre proposte e suggerimenti da noi suoi collaboratori e iscritti, che magari dopo un inizio recalcitrante giudicandoli intempestivi, faceva suoi in prima persona, come la necessità di ottenere un adeguamento sia alla mobilità automobilistica che pedonale e per i disabili dell’incongrua Piazza Degli artisti al Vomero, mentre era stato avviato un monitoraggio sulle troppe e tante fermate cittadine poco o per nulla accessibili da parte dei disabili. E come potremmo mai dimenticare la mai abbandonata proposta per una mobilità alternativa, fatta di scale mobili, ascensori, nuove funicolari di cui Napoli è incredibilmente carente e che pure sarebbero l’uovo di Colombo per rendere più veloci i collegamenti in una città collinare come Napoli, oltre che decisiva nell’abbattere i livelli di smog? Ed ultimamente aveva preso a cuore la questione giovani, la difficoltà per pur bravi laureati nella nostra regione a divenire “classe dirigente” per favorire lo sviluppo di tutti gli altri giovani in campo tecnico, dell’industria e dei servizi, costretti tutti ad emigrare verso altri lidi. A rendere più ricche altre regioni ed altri paesi, che non Campania ed Italia. Era Alfredo una persona estremamente per bene, marito e padre esemplare non per usare un luogo comune, generoso con i suoi e con gli altri, che si inalberava solo, quando, qualcuno nel confronto non mostrava la serietà dovuta, cercando di “menarlo per il naso” sfuggendo al merito delle cose, per le quali, come lui soleva dire, sottraeva anche tempo al lavoro ed alla famiglia, usufruendo di ferie e permessi che pur avrebbe potuto usare per rilassarsi.

Ciao, Alfredo! Sei stato e sarai per me, e per gli altri tuoi amici, un grande esempio di dedizione ai diritti civili. Speriamo  di poter realizzare quanto tu volevi e cercavi con determinazione, ma non sarà facile.

Antonio di Gennaro

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