Comunicato stampa: no al finanziamento diretto alle scuole private

13/ott/2007 12.49.00 Comitato bolognese Scuola e Costituzione Contatta l'autore

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Comitato bolognese Scuola e Costituzione
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Oggetto: Delibera del Consiglio comunale di lunedì 15 ottobre sulla revisione del sistema delle convenzioni fra Comune e scuole materne private paritarie.

Ogni finanziamento diretto alle scuole private è illegittimo perché in contrasto con l’art. 33 della Costituzione. Invitiamo pertanto il Consiglio comunale a non approvare la proposta della Giunta.
Chiediamo al Consiglio di rinviare ogni decisione almeno fino al 18 ottobre, data in cui presso il TAR Emilia Romagna si discuteranno i ricorsi presentato dal Comitato Scuola e Costituzione, dalla Comunità ebraica, dalla Chiesa evangelica metodista, dalla Chiesa Cristiana avventista, contro le delibere regionali (del 1995 e 2002) e del Comune di Bologna (1998), che hanno introdotto e confermato il finanziamento alle scuole private.
La Giunta del Comune di Bologna propone la riconferma delle convenzioni con le scuole materne private, avviate nel 1995.
Ciò comporterà l’esborso di 1.022.000 euro all’anno di fondi comunali per sostenere le spese di funzionamento di dette scuole..
Mentre le scuole dell’infanzia comunali, una volta fiore all’occhiello della nostra città, boccheggiano a causa della carenza di fondi e della crescente precarietà delle insegnanti, mentre le scuole statali non riescono a coprire tutta la domanda per i tagli della finanziaria, si aumentano in media i finanziamenti comunali diretti alle scuole materne private da 13.000 a 14.800 per sezione (classe).
Ciò è in contrasto non solo con l’art. 33 della Costituzione, ma anche con la Legge 62/2000 (di parità), che riconduce il tema del rapporto pubblico-privato nella scuola alla sola competenza dello Stato.
In tal modo i finanziamenti a favore delle 71 sezioni di scuola materna privata continuano a derivare da 3 fonti 16.000 euro dalle Stato, 2.000 dalla Regione e 14.800 dal Comune, per un totale di 32.800, ovvero 2.328.800 euro all’anno.
E’ positivo che la Giunta abbia introdotto una differenziazione nel contributo alle scuole. Resta però lo scandalo della riconferma di consistenti contributi a scuole come la Kinder House (in base ai nuovi criteri tale scuola riceverebbe dal Comune 12.800 euro per classe invece di 14.800), con sede sui colli, dotata di piscina privata, che offre ai bambini vacanze sugli sci in Svizzera e che fa pagare rette mensili di 485 euro, più le spese di iscrizione, di mensa, ecc...

Quanto all’abrogazione dei “buoni scuola” occorre ribadire che questi sono pratica discutibile, ma comunque legittima e di stretta competenza comunale.
Tali interventi assumono la veste di un intervento di welfare a favore di famiglie a basso reddito, che è cosa ben diversa dal finanziamento diretto di Enti privati.
La nostra proposta è di estendere tali provvidenze a tutti genitori a basso reddito, indipendentemente dalla scuola frequentata, e di abrogare i finanziamenti diretti alle scuole private.
La Giunta ha deciso di fare esattamente il contrario, mettendosi in sintonia con la politica portata avanti dal Ministro Fioroni, che ha appena aumentato di 150 milioni i contributi statali a dette scuole.

Sarebbe davvero uno schiaffo allo Stato di diritto se il Consiglio comunale deliberasse l’aumento dei finanziamenti diretti alle scuole materne private a soli 3 giorni dalla decisione del TAR nel merito della legittimità costituzionale di tali provvidenze.

La segreteria del Comitato bolognese Scuola e Costituzione. Bologna 13 ottobre 2007
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