ASSOPROVIDER: Perse le tracce delle liberalizzazioni promesse dal Governo nel settore delle Comunicazioni

ASSOPROVIDER: Perse le tracce delle liberalizzazioni promesse dal Governo nel settore delle Comunicazioni Perse le tracce delle liberalizzazioni promesse dal Governo nel settore delle Comunicazioni.

24/ott/2007 11.00.00 Assoprovider Contatta l'autore

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Perse le tracce delle liberalizzazioni promesse dal Governo nel settore
delle Comunicazioni.
COMUNICATO STAMPA ASSOPROVIDER
mercoledì 24 ottobre 2007

Assoprovider esprime profonda delusione per la “nuova disciplina
dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul
riordino della legislazione nel settore editoriale” varata dal Consiglio
dei Ministri del 12 ottobre, che fa di ogni sito e blog un “prodotto
editoriale” soggetto alla normativa sulla stampa: sembra proprio che
alcune categorie si stiano rinsaldando nelle proprie posizioni
protezionistiche, nonostante questo significhi la morte di Internet per
come oggi la conosciamo.

Oggi siamo di fronte all'ennesimo tentativo di controllo
dell'informazione promossa dal Governo? Siamo sicuri che la forte
sollevazione di tutte gli attori coinvolti, associazioni, blogger, etc.,
avrà come conseguenza la bocciatura da parte del Parlamento di questo
goffo esperimento di censura preventiva: ma l' iniziativa resterà
comunque simbolica dell'atteggiamento di gran parte della classe
politica italiana nei confronti della Rete e dei suoi attori.

A tal proposito Assoprovider vuole portare ad esempio un altra legge,
che non ha mai destato molto clamore, ma che è altrettanto grave e
simbolica: il regolamento sul patentino degli installatori (D.M. 314/92)
che stabilisce che qualsiasi terminale debba essere collegato
direttamente o indirettamente alla rete pubblica esclusivamente da una
società dotata di patentino, e quindi iscritta all'albo. Se negli anni
passati questa legge fosse stata realmente applicata, come ad esempio
per le installazioni ADSL, il risultato sarebbe stato la totale paralisi
del settore delle comunicazioni italiane, in quanto considerato non
"conforme", intralciando l'informatizzazione e l'alfabetizzazione
digitale del nostro paese. La normativa è obsoleta e ci fa ridere dietro
da tutta Europa, rende la maggior parte dei cittadini colpevoli della
sua infrazione, e in più crea ostacoli alla concorrenza delle aziende
italiane e soprattuto di quelle estere, che mai potranno capire che cosa
è un 'albo installatori'. Eppure è ancora in vigore.

Assoprovider ritiene quindi che le norme in oggetto ma anche molte
altre, siano esse vecchie di 15 anni o di fresca elaborazione,
rispondano alle stesse logiche protezionistiche e allo stesso errore di
fondo: considerare la liberalizzazione delle TLC come un problema di
“nicchia” e non come una priorità per l'intero paese.

Questo modo di legiferare è totalmente inadeguato e inapplicabile e
necessita IMMEDIATAMENTE di una radicale revisione che tenga in
considerazione la reale situazione del settore e non introduca inutili
certificazioni e/o iscrizioni. L'unico risultato prodotto sarà il
consolidamento delle posizioni oligopolistiche a scapito dello sviluppo
e dell'innovazione tecnologica e l'imbarbarimento culturale e
democratico del Paese.

LINK ALLA NEWS
http://www.assoprovider.it/index.php?option=com_content&task=view&id=177&Itemid=1

--
Erica Paggini
Ufficio Stampa Assoprovider
www.assoprovider.net

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