SIVELP, FNOVI, benessere animale e lotta al randagismo.

13/nov/2007 18.10.00 S.I.Ve.L.P. Sindacato Vet. Liberi Professionisti Contatta l'autore

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SIVELP, FNOVI, benessere animale e lotta al randagismo

Roma, 8 Novembre 07.

Il congresso nazionale della federazione degli ordini dei veterinari (FNOVI) è stato l'occasione per affrontare alcune tematiche urenti che coinvolgono il mondo veterinario. La tavola rotonda sul benessere ed il randagismo ha portato alla definizione di un chiaro quadro di inadeguatezza della situazione attuale, pur nella generale affermazione di buoni principi, etici e operativi.Tuttavia sono mancate concrete proposte indirizzate alla prevenzione del fenomeno (strumenti normativi di intervento), mentre grande enfasi è stata rivolta al più o meno strumentale accaparramento della gestione di canili, strutture annesse e contributi.
Sivelp ribadisce che i canili non sono una risposta adeguata e civile. Non lo sono sotto il profilo del benessere animale, né per i costi che la collettività è chiamata a sopportare, né per le problematiche igienico-sanitarie che inevitabilmente comportano; rappresentano quindi l'extrema ratio nell'affrontare il problema.
Se vogliamo ragionare senza i pregiudizi della ricerca di interessi, è evidente che la più importante operazione per evitare il randagismo, è quella di legiferare in modo da consentire un reale controllo dell'identificazione dell'animale, che non può limitarsi alla lettura del microchip sulla pubblica via, ma deve necessariamente prevedere un anagrafe animali univoca, rapida, ed efficiente. A questo si deve aggiungere una sensibilizzazione mediatica sul benessere animale, che porti  a rendere riprovevoli condotte quali l'utilizzo di animali come regalo per i bambini, abbandono di animali, e mantenimento degli stessi in condizioni inadeguate. Si deve prevedere un minimo di spazi e strutture ricettive che li accettino. Il controllo della riproduzione non può prescindere da un'assunzione di responsabilità da parte dei proprietari. I dati forniti sono stati di 600.000 cani abbandonati nei canili. Possono costare alla collettività da 1 a 5 milioni di euro al giorno (solamente per il loro mantenimento), a seconda dei contratti perfezionati dagli enti preposti a livello locale. Se riducessimo questi numeri ai casi fisiologici, cioè quelli di animali che rimangono senza padrone in assenza di colpevoli comportamenti dei possessori, ci sarebbe spazio per alleggerire l'imposizione fiscale sulle cure mediche degli animali stessi, e per altri interventi agevolati, per le categorie redditualmente più deboli. Pur con segnali confortanti, al momento sembra prevalgano gli slogan sul benessere, spesso scollegati dalle conseguenze che implicano.
E gli animali sono le vittime sia dell'eccessivo zelo, che della totale ignavia.
 
Sivelp - Segreteria Nazionale
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