Niente sigarette nei parchi a Napoli, solo fumo negli occhi.doc

18/nov/2007 13.54.00 Gennaro Capodanno Comitato Valori collinari Napoli Contatta l'autore

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Comitato Valori Collinari  

Presidente:Prof. Ing. Gennaro Capodanno

“Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee nonvalgono nulla, o non vale nulla lui“

Via Tino di Camaino, 22 -  Napoli

Tel.  0815787434  - 3392384648

e-mail: gennaro.capodanno@tin.it

 

 

COMUNICATOSTAMPA

 

Niente sigarette nei parchi aNapoli: solo fumo negli occhi

Capodanno: “ Facciamo come inBhutan, al bando il tabacco! “

 

    “Me li immagino a Napoli, città perennemente sommersa dai rifiuti e miasmicancerogeni, e dai fumi da combustione che inquinano l’aria per la mancanza diun piano organico per combattere il traffico, i vigili urbani col metro in manoa misurare la distanza che separa il fumatore dalla signora in statointeressante o dal bambino - esordisce Gennaro Capodanno, ingegnere chimico,presidente del Comitato Valori collinari -. Così come li vedo chiedere allasignora il certificato del medico curante che dichiari la gravidanza, non semprevisibile, specialmente nei primi mesi, ed i bambini girare nei parchi, con iltesserino esposto in bella mostra, che ne attesti l’età ( “ guarda che ho 13anni e posso anche fumare “ ) “.

    “L’ordinanza che vieta il fumo nei 43 parchi cittadini, così come è stata concepitapresenta notevoli problemi di legittima - afferma Capodanno -.  Tra l’altro non si capisce neppure quandoentrerà in vigore, se oggi domenica o domani lunedì, come afferma il maggiorquotidiano partenopeo. Di certo i napoletani non sono informati del nuovodispositivo e nei parchi non c’è ancora alcuna segnaletica. Ma a parte questobisogna vedere se, in mancanza di una legge nazionale, un’amministrazionecomunale può imporre sanzioni, dal momento che, dalle notizie apparse sullastampa, sembra che la norma di riferimento sia la legge 16 gennaio 2003, n. 3,più nota come legge Sirchia, la quale, però, si riferisce esclusivamente ailocali chiusi e non agli spazi aperti. Altro aspetto opinabile, sul pianonormativo, è la possibilità di differenziare cittadini, tra quelli di serie A,che devono essere protetti dal danno per fumo passivo, come gestanti e bambinifino a 12 anni, e quelli di serie B, a partire dai bambini da 13 in su, finoagli anziani, molti dei quali frequentatori abituali di parchi, che in basealla disposizione emanata a Napoli non sarebbero oggetto di alcuna tutela. Edinfine, visto che bambini e donne incinte frequentano anche altri luoghipubblici aperti, come spiagge, zoo e orti botanici, per esemplificare,bisognerebbe per “ par condicio “ vietare il fumo anche in tutti questi altriluoghi “.

    “Un provvedimento che sa tanto di “fumo negli occhi “ - prosegue Capodanno - eche tenta di scimmiottare, a mio avviso con scarso successo, altre iniziativeassunte altrove al riguardo, ma non solo per i parchi. Basti pensare che, secondoi dati forniti dall’American Nonsmokers Rights Foundation,  dal 1999 al 2007 le città americane chevietano di fumare all’aperto sono passate da 30 a 1.124. Il consiglio comunaledella città di San Francisco, sempre per esemplificare, approvò nel gennaio del2005 un bando che vietava il tabacco in tutti i giardini pubblici e nei centriricreativi dell’intera contea, a prescindere ovviamente dall’età deifrequentatori “.

    “In Europa la situazione è molto più complessa e variegata, ma per lo più, in nazionicome Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Portogallo, Irlanda e Norvegia, ildivieto di fumo riguarda i locali pubblici o aperti al pubblico, come inItalia, o i luoghi di lavoro. In Belgio è anche vietato vendere sigarette aiminori di 16 anni dal primo dicembre 2005  - ricorda Capodanno -. Sul problema èintervenuto il mese scorso, il Parlamento europeo, approvando con 561 votifavorevoli, 63 contrari e 36 astensioni la relazione di Karl-HeinzFLORENZ (PPE/DE, DE ), con la risoluzione del 24 ottobre 2007 sul Libro verde"Verso l'Europa senza fumo: opzioni per un'iniziativa dell'Unioneeuropea" (2007/2105(INI)), dove, tra l’altro, lo stesso Parlamento “  invita gli Stati membri, entro due anni, apresentare una proposta che preveda un divieto totale di fumo in tutti i luoghidi lavoro chiusi, incluso il settore della ristorazione, nonché in tutte leistituzioni pubbliche e sui mezzi di trasporto pubblici all'interno dell'UE einvita la Commissione, qualora non tutti gli Stati membri dovessero raggiungeregli obiettivi indicati, a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio,entro il 2011, una proposta di regolamentazione per la tutela dei non fumatorinell'ambito della normativa sulla sicurezza e la salute sul lavoro,riconoscendo in tale contesto le disposizioni nazionali già vigenti negli Statimembri;  invita gli Stati membri chehanno introdotto un divieto totale del fumo nei luoghi pubblici, nei bar e neiristoranti, a mettere a punto e sottoscrivere una carta volontaria per una" zona europea senza fumo", creando così un gruppo di punta di Statimembri che hanno già adottato un divieto totale del fumo sulla base di unaccordo volontario e invita i paesi firmatari della carta a considerare infinela possibilità di conferire a tale carta volontaria carattere legislativoattraverso la procedura di cooperazione rafforzata” e, poi, al punto 10, “  invita gli Stati membri a vietare il fumo neiparchi giochi pubblici entro due anni “. Un divieto, quindi, quello nei soli parchigiochi pubblici, e quindi non in tutti i parchi, che andrà dettato attraversouna legge dello Stato da emanare entro due anni, e che non può quindi scaturiredirettamente da un’ordinanza comunale, che, se applicata, potrebbe solo alimentareil contenzioso nelle varie sedi giudiziarie “.

    “Se proprio, poi, si vuole risolvere, in maniera definitiva, il problemaderivato dal fumo di sigarette bisogna fare come si è fatto nel Bhutan, unpaese, tra l’India ed il Tibet, grande quanto la Svizzera e con poco più di duemilioni di abitanti, dove il governo ha deciso sin da meta dicembre del 2004,vale a dire circa 3 anni fa, di vietare la vendita di tabacco in tutto ilregno, bandendo quindi il fumo in tutti i luoghi aperti e chiusi. Si tratta diun paese a maggioranza buddista e si sa che i buddisti ritengono che il fumofaccia più male all’anima che alla salute. Poche le eccezioni consentite inbase al provvedimento emanato. E’ legale solo importare sigarette "per usopersonale" sebbene le tasse doganali siano del 200 per cento. Ai turististranieri è consentito fumare, ma possono essere accusati di spaccio se offronouna sigaretta a un cittadino bhutanese “.

    “Ma si avrà mai il coraggio in Italia di bandire totalmente il tabacco, dall’Italia,tutelando davvero la salute di fumatori e non fumatori - si chiede Capodanno -?Penso proprio di no, visti i notevoli interessi, soprattutto economici,specialmente di alcune categorie, che girano intorno al tabacco, e lapossibilità che si ritorni, come ai vecchi tempi, al contrabbando di sigarette,Ma , almeno, si abbia il coraggio di dichiararlo a chiare lettere, senzamettere in campo inutili palliativi, utili solo a conquistare un poco di spaziosui mass media nell’affannosa ricerca dello scoop quotidiano“.

 

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