STAMPA: UN TAVOLO DI LAVORO DELLE ONG PER LA ROMANIA

20/nov/2007 11.30.00 Associazione ONG italiane Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

UN TAVOLO DI LAVORO

DELLE ONG PER LA ROMANIA

 

Roma, 20 novembre 2007. La serie di gravi episodi, che hanno coinvolto cittadini rumeni a seguito dell’aggressione e della morte di Giovanna Reggiani a Roma, hanno portato in evidenza all’opinione pubblica italiana un dramma annunciato da tempo: non solo il problema dell’integrazione degli immigrati rumeni, ma anche le ragioni di violenze che hanno radici più ben più lontane.

L’Associazione Ong italiane sente la necessità di porre dei seri e approfonditi interrogativi su quanto accaduto nell’ultimo mese, per affrontare con sguardo diverso la realtà attuale, senza lasciarsi andare ai rischi dell’emotività, soprattutto quello di creare un clima ostile verso i cittadini rumeni all’interno di tutti i  paesi dell’Unione Europea.

 

“Le espulsioni dei rumeni avvenute in queste settimane - sostiene Sergio Marelli, presidente Associazione ONG italiane - sono solo la punta di un iceberg di un fenomeno esteso, che riguarda migliaia di minori romeni, molti dei quali  emigrati da un paese che non ha dato loro le condizioni per un futuro dignitoso. Occorre prendere atto che nell’Est europeo e dunque anche in Romania è cresciuta una generazione di bambini senza famiglia e quindi di persone senza riferimenti, vissute negli internat, gli orfanotrofi statali rumeni o in centri di accoglienza, senza possibilità di realizzarsi come individui”.

 

La preoccupazione espressa dall’Associazione delle Ong viene sostenuta dai primi dati resi noti di un rapporto di Unicef Romania sulla situazione dei diritti dell’infanzia nel paese: una situazione preoccupante  che mette in luce il disagio e la realtà sociale del paese. I dati sono allarmanti: sarebbero oltre 74mila i minori fuori dalla famiglia che vivono in orfanotrofio o in stato di accoglienza temporanea in Romania (dati del Servizio Pubblico Specializzato per la Protezione del Bambino al 31 gennaio 2007) mentre in Italia i minori rumeni non accompagnati sono circa 1500, gran parte dei quali vivono a Roma.

 

Le responsabilità di questo fenomeno - continua Marelli - sono da imputare anche alle attuali politiche sociali dimostratesi inadeguate verso l’abbandono minorile. Gli strumenti quali i reinserimenti familiari, il ricorso alle assistenti maternali, le adozioni nazionali, i timidi programmi per i care-leavers, cioè il sostegno ai giovani usciti dagli istituti al compimento della maggiore età sono stati utilizzati in modo approssimativo ed insufficiente con risultati estremamente modesti.

Risultato: l’80% dei giovani che escono dagli internat o centri di accoglienza, già voluti dal dittatore Ceausescu, diventano inevitabili vittime della criminalità organizzata, come dimostrato da alcune ricerche condotte da Ong. Questi giovani in buona parte emigrano e arrivano in Italia adesso come cittadini europei”.

 

Per rispondere concretamente al disagio sociale dei minori rumeni l’Associazione Ong italiane ha promosso un tavolo di lavoro specifico sulla Romania affinché siano promossi progetti di cooperazione allo sviluppo sia in Romania che in Italia. Il tavolo si riunirà a Milano presso la sede del Cosv lunedì 26 novembre, l’invito a partecipare è rivolto a tutte le associazioni e realtà della società civile italiana e alle associazioni di migranti rumeni, agli imprenditori italiani presenti in Romania per promuovere un confronto con le istituzioni italiane e europee, e avviare degli interventi di lunga durata che modifichino positivamente la spirale di abbandono e violenza l’infanzia in cui resta intrappolata.

 

Paola Amicucci

Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane - email: ufficio.stampa@ong.it- 328.0003609
Tel: 06 6832061 - Fax: 06 6872373

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