Rispetto a CNR, INAF,ecc. SONO BARZELLETTE

29/nov/2007 14.20.00 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
I CITTADINI HANNO LE ISTITUZIONI E LA CLASSE DIRIGENTE CHE SI MERITA, NOMINATA O ELETTA IN VIRTU' DI CONCORSI PUBBLICI TRUCCATI, REGOLATI SECONDO NEPOTISMO E CLIENTELISMO !!!!!

CONCORSI TRUCCATI IN TOSCANA

Caro Presidente,

Qualche tempo fa Putin, presidente della Russia, definì mafiosi gli italiani. Vi fu una levata di scudi generale a partire dagli eletti del popolo il parlamento. Ora, se Lei presiede un'associazione che fa riferimento a tutte le mafie mi fa pensare che il giudizio di Putin, purtroppo, non era falso.

Un'altra considerazione: mi pare che la raccomandazione con sentenza di cassazione non viene ritenuta reato. Che sia stato un errore della magistratura ? Lei cosa pensa ?

Infine, non solo l'accesso alla professione ma anche la progressione di carriera si lega alla "mafia", aggiungo quella "politica e sindacale".

In due concorsi pubblici cui ultimamente ho partecipato ne ho la prova.

Il primo, come candidato al concorso pubblico per la copertura di un posto di professore universitario (ordinario) presso l'università di Parma. Sono stato escluso ed ecco il giudizio complessivo: "La mancanza di documentazione non ha consentito di avere una visione chiara dell'attività didattica del candidato, mentre l'attività assistenziale pur non documentata sembra svolta con continuità. L'attività scientifica diluita nel tempo e rarefatta negli ultimi anni è orientata alla emodialisi extracorporea: in essa l'attività del candidato non appare preponderante".

Nel secondo ero candidato ad un concorso (pubblico) per copertura di un posto a primario nel SSN. Sono stato escluso ma mi sono rivolto alla magistratura viste le molteplici violazione di legge.

La magistratura adita (TAR e magistrato del lavoro) dal giugno 2006 ancora tace.

Che ci sia anche nella magistratura la mafia ?

Cordiali saluti

Data: venerdì 10 agosto 2007 9.22

Sessantuno anni di età con 41 di attività professionale.

Marcello Camici Docente Universitario Università di Pisa

Scatta a Siena un’indagine che vedrà compiersi l’udienza preliminare dei fatti il 25/05/07. L’accusa per alcuni docenti è quella di aver pilotato dei concorsi universitari, aver in pratica abusato del proprio ruolo per agevolare candidati rispetto ad altri. L’inchiesta aveva già investito diverse università di Bari, Perugia e Firenze.

La procura di Siena ha già stilato numerosi fascicoli a carico di diversi docenti universitari, a seguito di segnalazioni e denunce inoltrate dagli stessi candidati misteriosamente bocciati.

Il primo concorso nello specifico finito nelle mire dell’indagine riguarda l’assegnazione di un posto da associato per la cattedra di Reumatologia bandito il 3/05/2005.

Il 25 maggio come detto, sarà il giorno dell’udienza preliminare e toccherà all’ex Rettore dell’Università di Siena, Piero Tosi, difendersi per primo dall’accusa di abuso d’ufficio. L’accusa per Tosi è di aver dato un incarico ad un professore ordinario nella stessa clinica ove si stava specializzando il figlio, contravvenendo alle regole normative.

a Procura indaga anche su un altro concorso per l’assegnazione di un posto da ricercatore in Criminologia presso la sezione di medicina legale.

Si deciderà il 26/10/2007 se le indagini dovranno proseguire o meno.

Siena VENERDÌ 27 APRILE 2007 - ora: 16.09

http://www.eurolaurea.com/notizie/concorsi_truccati__94.asp

Passa a Trieste l' inchiesta fiorentina su una serie di concorsi universitari ritenuti dalla procura del capoluogo toscano truccati per favorire l' accesso alla carriera universitaria di figli, parenti o amici di 'baroni' accademici.

L'inchiesta vede indagati sei docenti di economia agraria degli atenei di Padova, Trieste e Palermo. La ha deciso il gip Anna Sacco che si e' dichiarata incompetente territorialmente ed ha rinviato gli atti al sostituto procuratore Francesco Pappalardo, disponendone il trasferimento degli stessi alla procura di Trieste.

Il magistrato aveva chiesto la sospensione temporanea dai loro incarichi.

Ascoltati dal gip, durante gli interrogatori di garanzia, i professori si erano avvalsi della facolta' di non rispondere.

I sei docenti sotto inchiesta sono accusati di associazione a delinquere e abuso d' ufficio. Sono il professor Mario Prestamburgo, presidente della Societa' italiana di economia agraria (Sidea) ed ex sottosegretario alle politiche agricole nel Governo Dini, docente a Trieste come i colleghi Marta Cosmina e Gianluigi Gallenti, il professor Salvatore Tudisca, preside della facolta' di agraria di Palermo, Antonino Bacarella, anche lui dell' ateneo palermitano, Vasco Boatto, dell' universita' di Padova.

L' inchiesta verte sul sistema elettorale dei commissari di concorso, che secondo l' accusa sarebbe controllato dalla Sidea, e su l' esito di alcune prove ritenuto precostituito. Tra questi c' e' il concorso per un posto di ricercatore di economia agraria alla facolta' di medicina dell' universita' di Firenze, vinto nell' ottobre del 2002 da Nicola Marinelli, figlio del rettore dell' ateneo fiorentino, che all' epoca non aveva ancora conseguito il dottorato di ricerca e aveva all' attivo solo due pubblicazioni in proprio.

L' indagine fiorentina, che ha scosso il mondo universitario italiano, era partita da un esposto presentato in varie procure da Quirino Paris, docente di economia agraria all' universita' di Davis.

Nella denuncia Paris parlava di 'colonizzazione' della disciplina e dell' attivita' di ricerca attraverso commissioni compiacenti che garantivano il reclutamente di persone segnalate.

di Redazione (Fonte ANSA)

http://www.sfida.org/index.php?cat=1#

CONCORSI TRUCCATI IN EMILIA ROMAGNA

Bologna - Sono quarantasei gli avvisi di fine indagine inviati dal Pm di Bologna Enrico Cieri nell'inchiesta sui concorsi di medicina dell'Università emiliana che sarebbero stati "pilotati" e sui rapporti anomali tra case farmaceutiche e medici. Richeista di archiviazione per il Rettore Calzolari. Tra i destinatari ci sono anche la preside della facoltà di medicina dell' università di Bologna, Maria Paola Landini,e il direttore del dipartimento di medicina interna e gastroenterologia del capoluogo emiliano, prof.Roberto Corinaldesi.

Sono però cadute accuse di associazione per delinquere e per alcuni fatti di corruzione. Parallelamente ci sono 28 richieste di archiviazione per altrettanti indagati, tra cui il rettore dell'ateneo bolognese Pier Ugo Calzolari.

Nella tranche relativa alle case farmaceutiche sono chiamate in causa come responsabili amministrative per fatti di corruzione due aziende. Per altre cinque imprese farmaceutiche c'è l'uscita dall'inchiesta. Degli 11 concorsi, tenuti in varie università italiane, per quattro c'è stata l'archiviazione. Negli altri sette, quasi tutti di gastroenterologia, uno di igiene, sono state riscontrati - secondo le indagini di Cieri e della Guardia di Finanza - i reati di abuso d'ufficio e falso in atto pubblico.

Bologna 2000
(Data e ora pubblicazione: 15-06-2007 ~ 20:29

http://www.bologna2000.com/modules.php?name=News&file=article&sid=56784

CONCORSI TRUCCATI NEL LAZIO

Sig. Presidente, la mega denuncia presso la Procura di Roma di "Concorsopoli" comincia a far vedere le prime conseguenze: “Concorso pilotato, cattedra su misura a Roma”

di Guido Mattioni - lunedì 16 aprile 2007, 09:52

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=171259

ma molto e' ancora da venire.

Tema chiave di un prossimo speciale di W L’ITALIA, RAI 3.

Lì Data: martedì 17 aprile 2007 19.02

Ossequi, Prof. Tommaso Gastaldi da Roma

"Concorso pilotato, cattedra su misura a Roma"

di Guido Mattioni - lunedì 16 aprile 2007, 09:52

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=171259&START=0&2col=

Roma - La mattina del 12 aprile 2006, il professor Tommaso Gastaldi, docente di seconda fascia in Scienze statistiche all’università romana La Sapienza , era uscito di casa con passo particolarmente deciso. Dopo un caffè al bar, aveva imbucato due lettere assolutamente identiche nel contenuto, ma non negli indirizzi: una l’aveva inviata al proprio avvocato, l’altra a se stesso. Nella missiva, Gastaldi prevedeva fasi ed esiti di un futuro concorso (compreso, «con assoluta certezza», il nome del vincitore) a una cattedra di professore ordinario di statistica presso la facoltà di sociologia. Concorso di cui era stato appena pubblicato il bando, ma di cui mancavano ancora sia la nomina della Commissione giudicatrice (avvenuta poi il 29 luglio 2006) sia, per forza di cose, i nomi dei candidati.

Pur senza visceri di uccelli da «leggere» come gli antichi aruspici, né sfere di cristallo da mago Otelma in cui scrutare, nelle sue lettere il professor Gastaldi (anche lui intenzionato a partecipare a quel concorso, iniziato poi il 20 ottobre 2006) le aveva azzeccate tutte: dai requisiti curriculari che sarebbero stati chiesti al nome del vincitore. Anzi, della vincitrice: la professoressa Mary Fraire, «docente per affidamento interno» della stessa facoltà il cui preside, Luciano Benadusi, aveva bandito il concorso nominandone presidente l’amico e collega professor Alfredo Rizzi. Il quale Rizzi è coautore a firma congiunta, proprio con la Fraire , di quattro libri di testo in materia.

Per la cronaca, Gastaldi aveva fatto poi seguire la prima lettera da una seconda, il 21 giugno 2006, ai già citati indirizzi: il suo e quello del suo avvocato, nonché fratello, Davide Gastaldi del Foro di Roma. Rispetto alla prima missiva, nella seconda c’era in più soltanto un rafforzamento nei toni provocato da sgradevoli episodi avvenuti in ateneo (con circostanze ben documentate e riferibili da testimoni) e legati proprio allo svolgimento del concorso di là da venire: dalle scontate e abituali piogge di telefonate ed e-mail per indirizzare i voti su alcuni candidati alla Commissione, fino ai palesi suggerimenti verbali, alla luce del sole, nei corridoi dell’ateneo. Entrambe le missive sono in luogo sicuro, sigillate e recanti leggibili affrancature postali.

Su di esse, con richiesta di acquisizione delle stesse, si basa l’atto di denuncia con richiesta di sequestro di tutti gli originali dei documenti riguardanti il concorso, depositato dall’avvocato Davide Gastaldi alla Procura della Repubblica di Roma il 23 febbraio 2007 e affidato al pm Francesco Dall’Oglio. Denuncia che adombra sia sospetti di «gravi irregolarità legate a un’imminente Procedura di valutazione comparativa» (il concorso), sia di «manipolazione del procedimento di formazione della Commissione, volto al conseguimento di un risultato deciso a priori». Con il corollario, scrive sempre il legale, della «assegnazione della cattedra a una professoressa “assai debole” scientificamente», facendo così ritenere «che il risultato del concorso fosse di “pubblico dominio” nell’ambiente universitario già al momento stesso dell’emissione del bando».

L’avvocato, che in base all’obbligatorietà dell’azione penale chiede l’avvio di un’indagine per abuso d’ufficio, interesse privato in atti di ufficio e falso ideologico, chiama in causa cinque persone. Tre sono altrettanti membri (su cinque) della Commissione d’esame: Alfredo Rizzi, docente di statistica alla Sapienza; Tonino Sclocco, direttore del Dipartimento metodi quantitativi dell’università D’Annunzio di Chieti-Pescara; e Roberta Siciliano, docente presso la Federico II di Napoli. Gli altri due sono il preside di sociologia alla Sapienza, Luciano Benadusi, e la vincitrice Mary Fraire.

A proposito di quest’ultima, gli altri due componenti di Commissione, i professori Giancarlo Diana e Lorenzo Fattorini, hanno preteso che fosse messa a verbale sia la loro valutazione comparativa assolutamente negativa, sia il fatto che, a loro avviso, la Fraire non poteva nemmeno «essere presa in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa». Detto altrimenti: non avrebbe avuto titoli e requisiti minimi per partecipare al concorso. Doverosa precisazione, la loro, dato che dimenticarsi dei parametri fissati dalla legge non è ammesso; e dimenticarsene consapevolmente, magari per interesse personale e/o economico, si potrebbe configurare come dolo. La professoressa Fraire era stata tuttavia ammessa, dato che il «sartoriale» bando di concorso richiedeva ai candidati di allegare un numero massimo (si badi bene, massimo, addirittura a pena di esclusione) di 10 pubblicazioni. Numero bassissimo per un concorso a professore ordinario, laddove una soglia congrua si aggira di norma su almeno 30 lavori cosiddetti «Indexati», cioè elencati negli indici di pubblicazioni internazionali come il Current Index of Statistics-Cis o il Mathscinet. E nel sito di Sociologia/Roma 1 risulta come il curriculum della professoressa Fraire - vicina al pensionamento - elenchi esattamente 10 pubblicazioni. Non una di più, non una di meno. Coincidenza curiosa. Pubblicazioni, peraltro, di cui una soltanto indexata, risalente agli anni Ottanta e apparsa su una pubblicazione non di livello internazionale.

Il professor Gastaldi, per fare un confronto, ha al suo attivo oltre 30 pubblicazioni, tutte recenti e indexate su riviste internazionali. L’ultima, per di più, dà la soluzione a un problema che era aperto, e irrisolto, da circa mezzo secolo. Ma Gastaldi, come gli altri candidati in lizza, non è stato considerato idoneo. Curioso anche questo. Così come lo è il fatto che il «Profilo didattico» inserito caparbiamente nel bando, nonostante per legge sia considerato un elemento ininfluente ai fini di una valutazione comparativa, parrebbe essere il ritratto perfetto della vincitrice. Disegnato a sua immagine e somiglianza. E soprattutto prima del concorso.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=171259&START=0&2col=

Facoltà di medicina, transnazionali del farmaco, politica, nepotismo: oltre la fantasia ( 18.I.2007)

< I mali del Policlinico? Rosi Bindi non ha mai avuto dubbi. Nel 1999, quando esplose il caso delle infezioni in corsia al'Umberto I, la Bindi, a quel tempo Ministro della sanità, disse chiaro e tondo al Parlamento: "Ritengo che la prima causa di quello che accade sia la gestione diretta dell'Università". Sono passati otto anni, quattro governi e una lunga serie di direttori generali, ma i rifiuti nel tunnel del Policlinico sono rimasti al loro posto. Come Luigi Frati, da 16 anni preside della facoltà di medicina dell'Università la Sapienza, cossesponsabile insieme alla Regione dello sfascio. Nato dal sindacato, dotato di ottime relazioni con le case farmaceutiche e con i politici, Frati dal 1999 muove i fili dei concorsi e decide i destini dei primari, che governano l'attività ospedaliera del nosocomio più disastrato d'Italia. Immune a indagini e polemiche, a ogni elezione viene riconfermato con un plebiscito dai suoi colleghi. Al Policlinico non si muove foglia che Frati non voglia.

"Tutti gli dobbiamo qualcosa", ammette un illustre cattedratico che chiede di restare anonimo: "I professori vogliono che i propri allievi possano andare in cattedra con un posto da ordinario o da associato. Frati può aiutarci a esaudire i nostri desideri. Come? Bandendo concorsi al momento giusto". Un sistema che ha accontentato molti, compresi politici e soci in affari. Da Vincenzo Saraceni, vincitore della cattedra di Fisiatria nel 2001, proprio quando era assessore alla salute del Lazio.

A Marco Artini, socio di Frati nella Millenium Biotech, un asocietà che si voleva lanciare nel business delle biotecnologie. La società non ha mai operato, ma Artini nel 2002 ha vinto un concorso per ricercatore nella facoltà del suo socio-preside.

Frati è nato a Siena 63 anni fa. Laurea alla Cattolica, dal 1980 professore di Patologia generale alla Facoltà della Sapienza, il suo astro sale negli anno ottanta quando fonda la Cisl universitaria e rompe il monopolio rosso della Cgil. La sinistra democristiana è riconoscente, lui si lega all'allora ministro Donat Cattin e al senatore Severino Lavagnini. Ma i suoi sponsor sono il Ministro della Pubblica Istruzione: il potente direttore generale Domenico Fazio e il sottosegretario, e poi ministro, Franca Falcucci. A 40 anni è già vicepresidente del Consiglio universitario nazionale, il celebre Cun,che gestiva l'assegnazione dei concorsi. Un'attività nella quale si riuvelerà un autentico maestro. " Ho messo in cattedra più di 200 professori" ripete sovente. E tra questi sono tantissimi amici che gli hanno giurato imperitura fedeltà.

Nel 1990 raccoglie i frutti della sua semina e viene eletto per la prima volta preside della facoltà di Medicina. Da quella postazione preme sulla conferenza dei presidi di tutta Italia per modificare la tabella degli insegnamenti in modo da spezzettare le materie e così moltiplicare le cattedre. In particolare aumentano i ricercatori e i patologi come Frati che, a sentire l'ex direttore generale del Policlinico Tommaso Longhi, non brilla certo per l'attenzione ai pazienti. Secondo Longhi, spesso Frati non firmava le schede di dimissioni dei malati e non si curava delle diagnosi dell'unità operativa di Oncologia nella quale è direttore. La linea di Frati ha pagato: i medici che sono divenuti professori grazie a lui gli sono riconoscenti e lo dimostrano a ogni elezione. Così il suo incarico che avrebbe dovuto durare tre anni è ormai diventato a vita. Alla vigilia della sesta conferma, nel 2005, Frati ha tentato anche la scalata allo scranno più alto dell'università. Non è riuscito a diventare rettore, ma i suoi voti sono stati decisivi per l'elezione di Renato Guarini, che infatti lo tratta con grande rispetto. Il rettore firma gli atti di indirizzo relativi al Policlinico ma Guarini ascolta Frati prima di prendere qualsiasi decisione. Li accomuna anche un certo modo di intendere la famiglia e l'accademia. Se il rettore vanta due figli dipendenti dell'ateneo romano, Frati può contare su tre professori in casa: la moglie e i due figli. Famiglia, calcio e mare. Frati è un arcitaliano anche nelle passioni: tutti i venerdì gioca con una squadra di colleghi. Poi via verso gli amati lidi di Sabaudia, dove si gode il weekend nella villa di famiglia.

L'amore per i figli è cieco e non distingue sempre tra affetti privati e beni pubblici. Il 14 novembre del 2004, quando la sua diletta primogenita Paola è stata impalmata da Andrea Marziale, il preside Frati ha usato l'Aula grande del suo istituto all'università per la festa di nozze con 200 invitati. Buffet ricchissimo dalla porchetta ai pasticcini, catering in livrea e la troupe delle 'Iene' a immortalare l'evento. Paola Frati è laureata in legge, ma è diventata professore ordinario di medicina legale alla Seconda facoltà (dove non insegna il padre). L'altro figlio di Frati, Giacomo, laureato in medicina, ha vinto invece il concorso da ricercatore nella facoltà paterna. Mentre la moglie, Luciana Rita Angeletti, ha fatto una carriera-lampo. Alla fine degli anni Ottanta era una semplice professoressa di lettere in una scuola superiore. Nel 1995 la ritroviamo nella facoltà del marito addirittura come professore ordinario di Storia della medicina. Anche suo fratello, Pietro Ubaldo Angeletti, insegnava patologia a Perugia, la stessa facoltà dove Frati iniziò la sua ascesa universitaria. Il cognato (morto negli anni Novanta) è stata una figura importante soprattutto perché era l'amministratore della filiale italiana della multinazionale farmaceutica Merck Sharp & Dohme.

Anche Frati, nel suo ruolo di professore e ricercatore, ha molti rapporti con i produttori di medicinali. Il Forum per la formazione biomedica, del quale era rappresentante legale, riceveva ingenti finanziamenti dalle case farmaceutiche nel biennio 1993-1994, quando il luminare era membro della Cuf, Commissione unica del farmaco, quella che decideva se lo Stato doveva rimborsare pillole e supposte, decretando successi e fallimenti delle aziende. Frati entrò nella Cuf dopo Mani pulite e l'arresto del celeberrimo Duilio Poggiolini. Tutto filò liscio finché si scoprì che molti componenti della Cuf guidavano istituti di ricerca finanziati con i miliardi delle multinazionali. Il Forum, creatura di Frati, vantava un giro di affari di 2 miliardi e 300 milioni di lire nel 1993. Organizzava corsi di aggiornamento per medici e le società farmaceutiche contribuivano generosamente alle spese. "Tutto legale", si difese Frati, "i finanziamenti servivano per la formazione ed erano stati comunicati al ministero". Gli atti finirono alla Procura di Roma, ma tutto si risolse in una bolla di sapone. Oggi il Forum si è trasformato in Anm, Accademia nazionale della medicina. Frati è il presidente del comitato direttivo dove troviamo anche il direttore generale del Policlinico Ubaldo Montaguti.

L'associazione resta uno snodo importante degli affari di Frati. Su Internet si precisa che non ha fini di lucro, ma subito si aggiunge che si avvale di un'agenzia di servizi: la Forum Service. 'L'espresso' è andato a curiosare alla Camera di commercio scoprendo che Frati (insieme all'Anm e ad altre quattro persone) è socio della Forum Service. Questa società ha fatturato dal 2003 al 2005 ben 8 milioni e mezzo di euro. Oltre a organizzare convegni per i medici di famiglia della Fimmg, è la casa editrice di decine di libri di professori e medici. Sono in tanti nel Palazzo a volergli bene. Quando fu messo in croce dal senatore Valentino Martelli di An per i finanziamenti delle case farmaceutiche al Forum, Frati è stato difeso dal centrosinistra. Poi, quando è stato attaccato da sinistra, a difenderlo c'era il suo collega Marco De Vincentis, candidato alle regionali con An e amico di Francesco Storace.

L'unico che ha provato a mettere un freno allo strapotere di Frati è stato Tommaso Longhi, per quattro volte direttore generale del Policlinico tra il 1994 e il 2003. Longhi ha denunciato le anomalie più scandalose del Policlinico, mettendo in fila una serie di cifre da brivido: con un numero di posti letto equivalenti a quello del Gemelli, l'Umberto I ha il doppio dei medici; i chirurghi effettuano 30 interventi l'anno a fronte di una media europea di cento; c'è un primario ogni sei pazienti e infine, a parità di studenti, tra gli anni Sessanta e il 2003 il consiglio di facoltà di Medicina si è dilatato passando da 40 a oltre 700 membri. Longhi non si è limitato a stilare statistiche, ha puntato il dito sui doppi incarichi di Frati. Il super preside si era fatto nominare direttore scientifico dell'istituto privato Neuromed in provincia di Isernia (per il quale hanno lavorato anche i figli Giacomo e Paola). Per Longhi quell'incarico era incompatibile con quello di direttore dell'unità di Oncologia del Policlinico. Revocò Frati e gli chiese indietro i compensi ricevuti. Non lo avesse mai fatto. Frati lo ha trascinato in tribunale (ottenendo la reintegra nel posto) e gli ha scatenato una guerra tale da spingerlo ad abbandonare l'incarico. A perderci non è stato solo Longhi. L'ex direttore aveva quasi completato un progetto di ristrutturazione che prevedeva l'abbattimento delle strutture fatiscenti (quelle al centro dello scandalo) e la concentrazione delle sale operatorie disperse nei mille padiglioni. Il progetto aveva avuto tutte le autorizzazioni. Ma non se ne è fatto niente. Perché? "Il progetto", accusa Longhi, "è stato bloccato proprio da Frati". >>

[Primo Di Nicola, Marco Lillo: “Il barone Frati”, L’espresso, 18 gennaio 2007, pp. 31-2;

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-barone-Frati/1477028/8

ROMA - Cinque cardiologi sono stati arrestati oggi dalla guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta sui presunti concorsi universitari truccati. Il provvedimento del gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis ha raggiunto i professori Livio Dei Cas, di 62 anni, primario cardiologo all'ospedale Civile di Brescia e docente universitario, Paolo Rizzon, di 72 anni, fondatore della scuola di cardiologia dell'Università di Bari, il pisano Mario Mariani, di 68, il milanese Maurizio Guazzi, di 69, e il fiorentino Luigi Padeletti, di 57. L'accusa è di associazione a delinquere, corruzione e falso. A tutti è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari.

L'ipotesi investigativa è di aver costituito e preso parte a un'associazione per delinquere attraverso la quale hanno fatto vincere a candidati a loro graditi diversi concorsi per docente ordinario e associato e per ricercatore nelle facoltà di cardiologia delle università di Bari, Firenze e Pisa. Per ottenere questo scopo i medici avrebbero anche controllato presso alcune università italiane l'elezione di componenti delle commissioni esaminatrici.

L'accusa era contenuta nell'avviso di proroga delle indagini preliminari notificato lo scorso 26 maggio dalla guardia di finanza a sette persone. Al centro dell'inchiesta della procura barese c'è una decina di concorsi che sarebbero stati truccati in diversi atenei italiani.

I magistrati avrebbero accertato che i concorsi erano solo una formalità per procedere all'assunzione dei docenti universitari (ordinari e associati, in forma più attenuata anche quella di ricercatori) perché l'indicazione del nominativo della persona che doveva risultare idonea al concorso era già stato definito in precedenza. Nell'ambito della stessa inchiesta il 19 maggio scorso fu bloccato un concorso indetto a Firenze e furono sequestrati i relativi atti.

Oltre ai cinque cardiologi arrestati, ricevettero avviso di proroga Giovanni Modica, di 74 anni, di Catania, e Mario Erminio Lepera, barese, di 41 anni. Lepera - in concorso con Rizzon - è indagato per tentativo di estorsione continuata per aver costretto qualcuno a far ottenere loro varie utilità.

Il reato di corruzione fa riferimento a presunti scambi di favori che si sarebbero fatti i componenti delle commissioni esaminatrici dei concorsi che, di volta in volta, sostiene l'accusa, si sono favoriti per far vincere a persone a loro gradite le gare. Tra coloro che avrebbero beneficiato delle assunzioni ci sono figli, nipoti, amanti e allievi dei cardiologi.
La Repubblica 24 giugno 2004

http://www.repubblica.it/2004/f/sezioni/cronaca/cardiologi/cardiologi/cardiologi.html

CONCORSI TRUCCATI IN SARDEGNA

Università, i concorsi truccati

Marino Bisso

Commissioni d´esame pilotate: una condanna, tre rinvii a giudizio

La "farsa" dei concorsi universitari e le commissioni "pilotate" per «formalizzare» il nome del docente vincitore «stabilito prima delle prove a prescindere dal merito dei candidati». È lo scenario fotografato dall´inchiesta del sostituto procuratore Giancarlo Amato che ha portato a una condanna, patteggiata ad alcuni mesi di reclusione e a tre rinvii a giudizio nei confronti di quattro "intoccabili" accademici che hanno sempre respinto le accuse dichiarandosi innocenti.

Così davanti al gip Renato Laviola è comparso anche il professor Giovanni Dolci, titolare della cattedra di Malattie odontostomatologiche alla facoltà di Medicina e Chirurgia alla Sapienza, ritenuto «istigatore» del concorso truccato. I reati contestati variano dall´abuso d´ufficio al falso e riguardano il concorso bandito, nel giugno 2003, per un posto da professore associato presso la clinica odontoiatrica dell´università di Cagliari.

Ma le indagini dei Nas oltre ai presunti illeciti legati, al singolo concorso poi annullato, si sono soprattutto concentrate sulle complicità tra i docenti che facevano parte della commissione d´esame.

L´inchiesta del pm Amato è scattata dalla denuncia di un docente che dopo essere stato nominato nella commissione d´esame si è ribellato «al sistema di pressioni» per controllare gli incarichi universitari. Ma non solo. Il docente, assistito dall´avvocato Giorgio Robiony, si è armato di un registratore ed ha "intercettato" le conversazioni tra i membri della commissione d´esame mentre si accordavano su come privilegiare un candidato a scapito di altri. Le registrazioni sono state fondamentali per la Procura che ritiene il professor Dolci «istigatore dei componenti della commissione giudicatrice» accusati di aver agito «in violazione al principio di legalità, dell´imparzialità del giudizio e l´adozione dei meccanismi di selezione oggettivi e trasparenti idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali dei concorrenti».

I docenti indagati avrebbero procurato a uno dei esaminati un «ingiusto vantaggio patrimoniale» in quanto la scelta degli idonei «sarebbe stata ispirata prima dello svolgimento delle prove selettive dal professore Dolci sulla base di segnalazioni personali che prescindevano da qualsiasi valutazione del merito dei concorrenti».

Nella richiesta di rinvio a giudizio, il pm Amato contesta anche il reato di falso in quanto due verbali contenenti i «giudizi» espressi dalla commissione: «Giudizi, meramente formali, finalizzati a consacrare l´esito già concordato prima delle prove».

(15 giugno 2006)

Marino Bisso Espresso La Repubblica

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Universit%C3%A0,%20i%20concorsi%20truccati/1307727

CONCORSI TRUCCATI IN PUGLIA

BARI - 22 nov. 2007 - UNIVERSITA', APERTA INCHIESTA SU CONCORSO DOCENZA A LINGUE

UNA INCHIESTA E' STATA APERTA DAL SOSTITUTO PROCURATORE PRESSO IL TRIBUNALE DI BARI, FRANCESCO BRETONE, SU UN CONCORSO CONCLUSOSI IL 5 OTTOBRE 2006 PER PROFESSORE ASSOCIATO ALLA FACOLTA' DI LINGUE DI BARI, CATTEDRA DI LINGUA E TRADUZIONE PORTOGHESE E BRASILIANO.

A FAR APRIRE LE INDAGINI E' STATO UN ESPOSTO DELLA PROFESSORESSA MARIA GRAZIA RUSSO, DOCENTE INCARICATA PRESSO L'UNIVERSITA' DELLA TUSCIA DI VITERBO CHE AVEVA PARTECIPATO AL CONCORSO RIMANENDO ESCLUSA.

IL CONCORSO AVEVA VISTO IDONEO IL 48ENNE PROFESSORE GABRIELE GIUGA, NATIVO DI POTENZA, MA DI FATTO DOMICILIATO A BARI, DAL 2002 PROFESSORE A CONTRATTO PRESSO LA FACOLTA' DI LINGUE DELL'UNIVERSITA' DI BARI.

STANDO A QUANTO SCRITTO NELL'ESPOSTO LA COMMISSIONE, CHE VEDEVA TRA SUOI COMPONENTI LA PROFESSORESSA ANTONIA FERNANDA TORIELLO DEL DIPARTIMENTO DI LINGUA PORTOGHESE DOVE LAVORA LO STESSO GIUGA, AVREBBE VALUTATO POSITIVAMENTE TRA I TITOLI PRESENTATI ANCHE UN LIBRO SCRITTO DA GABRIELE GIUGA CHE- SECONDO QUANTO DENUNCIATO- IN REALTA' SAREBBE IN ALCUNE SUE PARTI COPIATO DAL LIBRO DI TESTO DELLA LETTERATURA PORTOGHESE DI UN ALTRO AUTORE PIU' FAMOSO E DAL DIZIONARIO IPERTESTUALE DEI LATINISMI DELLA LINGUA PORTOGHESE.

IL PM INQUIRENTE BRETONE HA ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IL PROF GABRIELE GIUGA PER FALSO.

SULLA VICENDA STANNO INDAGANDO I CARABINIERI DELLA SEZIONE DI PG DELLA PROCURA CHE HANNO GIA' ACQUISITO TUTTO L'INCARTAMENTO RELATIVO AL CONCORSO.

V ZITA http://www.telenorba.it/home/news_det.php?nid=4032

Università, indagati docenti per selezioni facili per i figli.

L´inchiesta è partita dall´università di Bari, dal padiglione "Chini" del Policlinico, la roccaforte di medicina interna. E ora si è estesa anche ad altri atenei italiani, a nuovi concorsi. Il numero degli indagati, fermo a quota dieci, è cresciuto. Nel fascicolo dei sostituti procuratori Emanuele De Maria e Francesca Romana Pirrelli sono coinvolti altri cinque baroni universitari. Due sono romani. Giovanni Gasbarrini e Francesco Balsano, rispettivamente ordinari di medicina interna alla Cattolica e alla Sapienza, ieri mattina, hanno ricevuto un´informazione di garanzia, sono accusati di falso e abuso d´ufficio.

I loro uffici sono stati perquisiti dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria. Al centro dell´indagine, questa volta, ci sono due concorsi, il primo bandito dall´università Federico II di Napoli, conclusosi con un giudizio di idoneità per Clara Balsano, figlia di Francesco, il secondo istruito dall´ateneo di Parma e finito positivamente, invece, per Antonio Gasbarrini, figlio di Giovanni. E se a giudicare quest´ultimo c´era Francesco Balsano, della commissione della selezione, superata da Clara Balsano, faceva parte Ettore Bartoli, il docente di Novara, componente, secondo la procura, del gruppo di baroni (sei sono baresi) che avrebbe truccato le selezioni di medicina interna, imponendo i propri candidati, decidendo a tavolino il nome dei vincitori, prima ancora dell´espletamento delle prove. Quella che, secondo la procura di Bari, era una vera e propria organizzazione, non si sarebbe limitata a condizionare le procedure del concorso per un posto di ordinario in medicina interna alla università di Bari, ma avrebbe deciso il risultato di altre selezioni. Come quelle a cui hanno partecipato, con esito positivo, i figli di Giovanni Gasbarrini e Francesco Balsano.

E i due docenti romani, perché i propri eredi ottenessero un risultato positivo, in concorso con altri tre ordinari, avrebbero truccato le carte. Questo racconta l´inchiesta della procura di Bari. Questo ipotizzano i carabinieri della sezione di pg e i magistrati De Maria e Pirrelli che, sino a questo momento, hanno complessivamente iscritto nel registro degli indagati quindici docenti.

Giuseppe Palasciano, Francesco Dammacco, Salvatore Antonaci, Riccardo Giorgino, Alfredo Tursi e Antonio Capurso (tutti ordinari del dipartimento di Medicina interna di Bari), il milanese Pier Mannuccio Mannucci, il foggiano Emanuele Altomare, il palermitano Giuseppe Licata ed Ettore Bartoli sono stati i primi a ricevere un´informazione di garanzia. La loro posizione è quella più delicata, rispondono, infatti, di associazione a delinquere. Un indizio, per gli investigatori, sono gli appunti, ritrovati dai carabinieri nello studio di uno dei baroni baresi. Accanto ad ogni città, il docente ha appuntato il nome di tre candidati e tra parentesi quello dei componenti della commissione giudicatrice. Le prove delle selezioni non sono neanche cominciate.

E´ il marzo del 2000. Sembra già tutto deciso o quasi. Tra gli sponsor di due candidati (uno partecipa al concorso dell´università di Bari) ci sono anche Balsano e Gasbarrini.

Gabriella De Matteis
Anna Maria Liguori

Roma -Bari (20 giugno 2007)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Universita-indagati-due-docenti-selezioni-facili-per-i-figli/1653153/6

Concorsi Truccati
Una dozzina tra perquisizioni e acquisizioni di documenti sono state fatte dai carabinieri in Umbria e Sicilia nell'ambito delle indagini della procura di Bari su cinque concorsi per docente, ordinario e associato, di medicina interna banditi da diverse università italiane. Nella stessa indagine sono già stati compiuti controlli e sequestri nel dipartimento di medicina interna del policlinico di Bari e in abitazioni, strutture sanitarie e studi medici di Milano, Novara, Palermo e Foggia. Nell'inchiesta sono indagati dieci docenti di medicina interna accusati dei reati di associazione per delinquere, abuso d'ufficio e falsità ideologica. Secondo l'accusa, i componenti delle commissioni d'esame finiti sotto indagine, già prima delle prove decidevano chi avrebbe vinto il concorso.
FOGGIA, mercoledì 23 maggio 2007 - ORE 18.44

Tatiana Bellizzi

http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=27533

NOTA: IL GIORNO IN CUI LE INDAGINI SI FARANNO NEL CAMPO DELLA RICERCA (CNR,INAF,ecc.) LO SPAZIO DI UN'ENCICLOPEDIA DI 20 VOLUMI NON SARA' SUFFICIENTE A CONTENERE I FATTI.

Comitato per la salvaguardia della Cultura europea




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