Epilogo del fallimento INAF

30/nov/2007 07.49.00 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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MOZIONE INAF/IASF-ROMA E INAF/IFSI-ROMA

(18 e 19 dicembre 2006)

Il personale INAF-IASF-Roma e INAF-IFSI-Roma nelle proprie assemblee del 18 e 19 Dicembre 2006 ha approvato a larghissima maggioranza la seguente mozione:
1. Il bilancio presentato dall'Ente per il 2007 prevede un finanziamento per il funzionamento delle Strutture di Ricerca già inferiore sulla carta alle spese correnti consolidate, mentre non prevede alcun finanziamento per la ricerca. Il personale, pur essendo convinto che l'INAF sia stato penalizzato dalla legge Finanziaria recentemente approvata, ritiene che l'attuale vertice INAF, composto dal Presidente e dal Consiglio di Amministrazione, abbia responsabilità precise per la situazione finanziaria in cui versa l'Ente.

2. Il personale segnala la mancanza di trasparenza con la quale l'attuale vertice INAF ha occultato la reale situazione finanziaria dell'Ente, nato da una riforma imposta ai dipendenti e privo fin dall'inizio della copertura necessaria anche ad operazioni ineludibili quali l'equiparazione del trattamento economico del personale tecnico ed amministrativo degli Osservatori Astronomici al CCNL degli Enti di Ricerca e l'applicazione completa del CCNL al personale proveniente dal CNR. Il personale ritiene che precedenti gestioni INAF e CNR siano corresponsabili nella creazione di passivi di bilancio per l'Ente, ma giudica inaccettabile che questa situazione sia stata ignorata per tre anni dalla Presidenza e dal CdA dell'INAF e che ora questi passivi vengano ripianati a spese della ricerca e del personale.

3. Il personale denuncia il verticismo esasperato della attuale gestione INAF che, non concedendo alle strutture decentrate il livello di autonomia gestionale necessario all'armonioso funzionamento della ricerca, ha reso spesso difficile anche lo svolgimento della ordinaria amministrazione. Tale verticismo decisionale è tanto più inaccettabile in quanto si accompagna alla inefficienza della struttura burocratica centrale.

4. Il personale, prendendo atto di quanto sopra, chiede le dimissioni del Presidente e del CdA.

5. L'accoglimento della richiesta formulata nel punto 4) è condizione necessaria, ma non sufficiente per la soluzione dei problemi dell'INAF se non accompagnata da una seria e profonda riforma dell'Istituto che veda la partecipazione attiva del personale.

DIMISSIONI IN MASSA

Astronomi e astrofisici: è allarme per il futuro della ricerca. E si dimettono tutti

di Daniele Lorenzi/ 18/01/2007



I dodici componenti del Consiglio Scientifico dell'Istituto nazionale di astrofisica hanno rassegnato le dimissioni al ministro della ricerca Mussi. Un atto per lanciare l'allarme sul futuro della ricerca.


Un allarme è stato lanciato da gran parte degli astronomi e astrofisici italiani direttamente al ministro dell'Universita e la Ricerca, Fabio Mussi. In gioco c'é il futuro della ricerca astronomica in Italia: nonostante il prestigio e la competenza dei ricercatori italiani siano riconosciuti a livello internazionale, la mancanza di fondi per la ricerca a disposizione dell'ente chiamato a coordinare osservatori e istituti, l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), sta producendo effetti devastanti.

Hanno scelto di rivolgersi al ministro i 12 membri del Consiglio Scientifico dell'INAF, che hanno rassegnato le dimissioni direttamente a Mussi, senza passare per i vertici dell'ente. E' l'ultimo atto di una protesta partita prima di Natale dagli istituti ex CNR fatti confluire nell'ente dalla riforma Moratti e che, in un crescendo, ha coinvolto gli osservatori di Arcetri, Bologna, Padova, Trieste, Milano, Torino, Napoli. Ciascuno ha chiesto in una lettera, giunta sulla scrivania del ministro, le dimissioni del presidente dell'INAF, Piero Benvenuti, e del Consiglio di Amministrazione. Motivo della richiesta è l'allarme per la carenza di fondi per la ricerca.

A commentare la gravità della situazione è stata l'astrofisica di Trieste Margherita Hack, per la quale "l'INAF, che avrebbe dovuto essere un modo per organizzare i vari istituti, si è rivelato un appesantimento burocratico". Per Franco Pacini, di Arcetri, si profila anche il rischio di perdere anche i finanziamenti europei del settimo Programma quadro e di non riuscire a partecipare al progetto per i nuovi grandi telescopi dal diametro di 40 metri.


Spinti da queste stesse preoccupazioni, i 12 astronomi che hanno rassegnato le dimissioni dal Consiglio Scientifico dell'INAF chiedono quindi a Mussi di intervenire e auspicano almeno quattro azioni: modificare la legge istitutiva dell'INAF favorendo la partecipazione della comunità scientifica alla gestione dell'ente e il decentramento delle funzioni amministrative; rinnovare la dirigenza dell'ente all'insegna di un cambio generazionale; assicurare in modo strutturale le risorse economiche "per partecipare con un ruolo primario alle grandi iniziative scientifiche dell'Astrofisica moderna"; attuare rapidamente il rinnovamento, in modo da mantenere la piena operatività dell'istituto e onorare gli impegni istituzionali.

Fonte: Agenzia Ansa

CHI E' COLUI CHE HA RIDIMENSIONATO IL MUSEO ASTRONOMICO E COPERNICANO

di Sandra Savaglio

L’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica [1]) è l’ente italiano che raccoglie gli istituti di ricerca in astrofisica (cioè i vari osservatori e i CNR di astrofisica), 19 in tutta la nazione. L’attuale Presidente dell’INAF, nominato nel 2003 dall’ex Ministro per la ricerca Moratti, è Piero Benvenuti. Il suo stipendio annuo è di 207,000 euro, cioè circa 6 volte lo stipendio di un ricercatore[2].

Una posizione importante, impegnativa e di enorme responsabilità. Il Presidente dell’INAF è il Capo di uno dei settori della ricerca scientifica che ha regalato (e regala ancora oggi) all’Italia nomi illustri, da Galileo al premio Nobel per la Fisica Riccardo Giacconi. Uno stipendio “astronomico” è più che giustificato. O meglio, lo sarebbe se il Capo dell’Astrofisica Italiana fosse un Albert Einstein, o un nobel come Giacconi.

E’ il Presidente Benvenuti degno di ricoprire questa posizione?
Vediamo un po’.

I direttori o presidenti di istituti di ricerca scientifica importanti hanno in genere un passato scientifico, se non da Nobel, sicuramente degno di stima internazionale. Il merito scientifico nel campo astrofisico viene determinato usando tecniche diverse, ma uno dei parametri più in voga al momento è il così detto “Parametro m” [3], escogitato dal Fisico dell’Università di San Diego (California) Jorge Hirsch.

La forza del “Parametro m” è che racchiude in un solo numero, facilmente calcolabile usando Internet, la produzione scientifica di un ricercatore (il numero di pubblicazioni su riviste internazionali) e l’impatto che la sua produzione scientifica ha sulla comunità internazione.

Secondo la classifica di Hirsch, m=1 corrisponde ad uno scienziato di successo, per m=2 si parla di scienziati di levatura superiore alla media che molto probabilmente svolgono ricerca nelle migliori università e istituti, per m superiore o equivalente a 3 ci troviamo di fronte a individui più unici che rari [4].

Il valore del “Parametro m” del Presidente Benvenuti è (cosa ben nota) piuttosto modesto, solo 0.6.

Certo la prima obiezione che si può fare è che una persona che ricopre un ruolo di responsabilità, non ha tempo per fare ricerca.

E’ vero? No, non è vero, non fatevi ingannare.

In qualsiasi altro paese dove la ricerca è parte fondamentale dello sviluppo economico, un ruolo di responsabilità di quel tipo è in genere affiancato ad uno scienziato di tutto rispetto.






Per fare qualche esempio, il “Parametro m” del Direttore del Dipartimento dove lavoro, qui a Monaco, (il Max-Planck Institut fuer extraterrestrische Physik), Guenther Hasinger, è 2.4. Per il Direttore dell’istituto a fianco (il Max-Planck Institut fuer Astrophysik), Simon White, m=2.8. All’European Southern Observatory, la più importante istituzione europea per l’astrofisica con sede a Monaco, il Direttore Generale Catherine Cesarsky ha m =1.1 [5]. Non si contano gli esempi di questo tipo. Un “m” intorno a 2 è il valore tipico dei ricercatori che hanno ruoli di responsabilità in istituti importanti, sparsi nel mondo.

E’ chiaro che Benvenuti non brilla come scienziato.
Cerchiamo di capire se ha capacità come manager.

Prima di diventare Presidente dell’INAF, Benvenuti era il direttore di un dipartimento di una quindicina di persone abbastanza noto nell’ambiente astrofisico europeo, lo Space Telescope European Coordination Facility (ST-ECF).

L’ST-ECF, ha rischiato più volte in passato di chiudere, e la sua fine è stata decisa definitivamente di recente. Avverrà nel 2010, quando parte del personale andrà in pensione e il resto sarà ri-allocato in altri sedi dell’Agenzia Spaziale Europea.

Negli anni in cui Benvenuti era direttore, la sua era una presenza a metà, visto che allo stesso tempo svolgeva attività di docenza presso l’Università di Cagliari. Insomma, non un’esperienza di particolare successo.

Forse non bisogna troppo giudicare dalla storia passata, quello che conta è il presente. Il ruolo del Presidente dell’INAF è quello di risanare la disastrosa situazione del mondo della ricerca in astrofisica in Italia.

Benvenuti è riuscito in questo? Purtroppo no. Dei 19 istituti diretti da Benvenuti, la gran parte ha chiesto le sue dimissioni e quello del CDA, il resto ha firmato lettere di protesta.

Motivazioni? Verticismo, cattiva gestione dei fondi, mancanza generale di fondi ed altro.

Io non ho diretta esperienza dell’operato dell’INAF, perché lavoro fuori dall’Italia, ma mi viene in mente un episodio successo due anni fa, che riguarda Benvenuti.

Si tratta di una lettera diretta a Benvenuti del Direttore del Centro di Astronomia e Astrofisica della prestigiosa Yale University, Meg Urry (m=1.6). In quel periodo veniva nominato ed eletto il Consiglio Scientifico dell’INAF. Delle 12 posizioni disponibili, tutte venivano affidati a ricercatori uomini. Nella lettera, dai toni abbastanza duri, la Urry esprimeva il disappunto nell’apprendere che nessuna donna era presente nel Consiglio Scientifico e chiedeva al Presidente di correre ai ripari per cambiare questa anomalia.

Forse è il caso di ricordare che l’Italia è tra i primi paesi al mondo nel numero di donne presenti nel campo astrofisico, anche se, ahimè, sono molto poche quelle che ricoprono posizioni di rilievo.

Sarebbe stata una buona occasione, per Benvenuti, per dimostrare la volontà di cambiare una tradizione di cui l’Italia non può essere fiera.

E invece cosa fa?

Prima di tutto la Urry non riceverà mai una risposta. La risposta giunge invece alle ricercatrici italiane che, all’epoca, avevano protestato. Nella lettera, Benvenuti diceva in pratica che nella selezione fatta da lui e dai colleghi del CDA, non c’era stata nessuna anomalia e che tra le persone in lista, le donne non erano state considerate all’altezza dei colleghi maschi. Una affermazione umiliante direi. E poi ci si chiede perché tante donne italiane finiscano per emigrare e fare ricerca all’estero!

Uno direbbe che ce n’è abbastanza per chiudere questo penoso capitolo, rapidamente. Invece no, le richieste di dimissioni sono state respinte dal Presidente dell’INAF e del CDA.

Nessuno li vuole, tutti protestano, ma lui e i suoi compari la sedia non la mollano. Purtroppo per loro, però, niente potrà fermare l’inevitabile, dovranno andarsene.

Tutta questa storia mi fa tanta tristezza, per molti motivi. Perché questo disastro in fondo non é totalmente colpa di Benvenuti, ma del fatto che in Italia la ricerca scientifica é affidata ai politici che, notoriamente, di ricerca non sanno nulla (il Ministro della Ricerca ha nominato il Presidente dell’INAF).

Per l’accanimento del Presidente dell’INAF e del CDA nel cercare di conservare la propria posizione di privilegio. Per il modo umiliante in cui hanno trattato le ricercatrici donne. Per l’enorme disparità di trattamento tra il Presidente e i giovani ricercatori.

Siamo di fronte ad una specie di feudo medievale, in cui in pochi hanno privilegi e poteri sproporzionati, non per meriti raggiunti ma per qualche sorta di nomina venuta dall’alto, mentre la grande maggioranza assiste allo spreco delle già poche risorse, senza poter far nulla per cambiare le cose. Ecco perché tanti ricercatori vanno via e non tornano piu’.

[1] http://www.inaf.it/

[2] http://www.usirdbricerca.it/foglietto/foglietto_2006/Foglietto_43_06.pdf

[3] Hirsch, J.E. (2005): An index to quantify an individual’s scientific research output Proc. Nat. Acad. Sci., 102, no. 46, 16569 (http://arxiv.org/pdf/physics/0508025)
[4] Il mio parametro m è 1.9.
[5] E’ noto che il parametro m penalizza le donne

IL PRESIDENTE DELL'INAF , CONTRASTATO UNANIMAMENTE, SI DIMETTE.

Da Il Foglietto n. 14 del 16 aprile 2007

Inaf, Benvenuti rassegna le dimissioni
con una polemica lettera ai direttori
di Alex Malaspina
E’ durata quasi 45 mesi l’esperienza di Piero Benvenuti, ordinario di astrofisica
all'università di Padova, alla guida dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) per
volere di Letizia Moratti. Sabato scorso, infatti, poco dopo mezzogiorno, i direttori
degli Istituti dell’Inaf sono stati raggiunti dalla seguente mail: “Vi informo che, come
da tutti voi auspicato, ho rassegnato le dimissioni da Presidente dell'INAF al
Ministro. Le mie motivazioni, aequis animis, a breve”. Un messaggio polemico,
giunto a quasi quattro mesi dalla clamorosa iniziativa assunta dai componenti del
Consiglio scientifico dell’ente che il 19 dicembre 2006 avevano in blocco
rassegnato le dimissioni in segno di protesta verso la politica di gestione dell’Inaf
definita “fallimentare”. A distanza di qualche giorno, anche i direttori degli istituti e la
gran parte del personale avevano fatto sentire il loro dissenso, sfiduciando di fatto
l’organo di vertice che ha cercato di resistere al crescente assedio nella “fortezza”
di Villa Mellini a Monte Mario, con il sostegno scontato di due fedelissimi
collaboratori, Alberto Santangeli e Giancarlo Schettini, direttore amministrativo, il
primo, e dirigente del personale, il secondo, entrambi di provenienza Cnr. Un altro
inatteso sostegno in questi mesi Benvenuti lo ha ottenuto dai sindacati confederali
e dall’Anpri che, anziché prendere atto della grave crisi dell’ente e sollecitare le
dimissioni dell’organo di vertice, come invece è stato fatto da Usi/RdB-Ricerca,
hanno concluso con un presidente ormai delegittimato una trattativa culminata il 26
marzo scorso in una sciagurata ipotesi di accordo che, da un lato, vuole
sottoinquadrare illegittimamente il personale già in forza agli Osservatori e,
dall’altro, penalizzare i dipendenti ex Cnr ai quali riserva progressioni economiche e
di livello in numero davvero risibile. In attesa di conoscere da Mussi il nome del
nuovo vertice dell’Inaf, da registrare il commento della segreteria nazionale di
Usi/RdB:“Quella del presidente dell’Inaf - ha dichiarato Massimiliano Belluso - è
una decisione tardiva giacché il ministro vigilante (Mussi, ndr) avrebbe dovuto
sollecitarla all’indomani delle dimissioni del Consiglio scientifico. In tal modo,
avrebbe reso non solo un servizio al Paese ma avrebbe anche impedito a
Benvenuti di apporre la propria firma in calce ad una sconcertante ipotesi di
accordo penalizzante per tutti. Una ipotesi che come sindacato chiederemo di
rivedere con il nuovo presidente, al fine di ripristinare la legalità all’interno
dell’Istituto.

EPILOGO

QUESTA STORIA INSEGNA CHE CERCARE DI INSIDIARE IL MUSEO DI COPERNICO PORTA SFORTUNA. A FINE GENNAIO 2008, QUANDO SI INSEDIERA' IL NUOVO VERTICE INAF,GLI RICORDEREMO DI METTERE TRA I SUOI COMPITI PRIMARI QUELLO DI RIPORTARE I LOCALI DEL MUSEO ALLO STATO DEL PROGETTO PER CUI L'INAF OTTENNE IL NOTO ED ENORME CONTRIBUTO STATALE ( PER FARNE IL PIU' BEL MUSEO ASTRONOMICO DEL MONDO,DISSE). NOI CONTINUIAMO A NON FIDARCI E QUANDO ASSISTIAMO A STRANI MOVIMENTI, COME STA ACCADENDO ADESSO, VOGLIAMO RICORDARE CHE A QUESTA STRUTTURA SONO PARTICOLARMENTE LEGATE MOLTISSIME PERSONE,NEL MONDO. PRONTE A REAGIRE, ALL'OCCORRENZA. E PER ORA CI FERMIAMO QUI.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea





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