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Sacerdoti sposati e divorziati risposati, riflessione a margine del convegno di Padova organizzato da don Sante Sguotti

30/11/2007 23:00 Ass. Sacerdoti Lavoratori Sposati

Sacerdoti sposati e divorziati risposati, riflessione  a margine del convegno di Padova organizzato da don Sante Sguotti
 
comunicato stampa - 1 dicembre 2007
 
Un teologo cattolici allineati con la gerarchia (Severino Dianich) ha risposto recentemente a una domanda  relativa al confronto tra i "sacerdoti che lasciano e divorziati risposati". Il teologo in un noto settimanale cattolico risponde alla domanda di una lettrice di Verona sconcertata dall'osservare «che se un divorziato si risposa non può fare la comunione», mentre un prete che abbandona il ministero si può sposare in chiesa con la dispensa del Papa.
 
Don Giuseppe Serrone, fondatore dell'ass. sacerdoti sposati ha dichiarato che la risposta del teologo ufficiale del più diffuso settimanale cattolico in Italia, è riduttiva e non si rapporta correttamente al problema del celibato e della valorizzazione dei sacerdoti sposati nelle comunità cristiane, per il linguaggio usato da Dianich, che si esprime con frasi del tipo: "prete abbandona il ministero"; "l'abbandono di un prete ha gravi conseguenze per la Chiesa"; "sacerdoti che lasciano". «Questi termini usati nell'articolo disprezzano e mostrano in una luce errata la scelta dei sacerdoti di dimettersi e di sposarsi. È la gerarchia della  Chiesa che non da spazio al suo interno ai sacerdoti sposati nel ministero e li abbandona, spesso disinteressandosene completamente».
 
Alcuni rilievi positivi all'articolo sono stati espressi da Serrone su altre altre frasi: «Il settimanale ha scritto opinioni importati e di grande portata teologica e pastorale affermando che "l'attuale proibizione per i divorziati risposati di fare la comunione potrebbe essere mutata", perché l'autorità della Chiesa può cambiare le norme che regolano le conseguenze della rottura di un matrimonio. Per il settimanale "il voto di celibato" dei sacerdoti "non è comandato dal Vangelo. Tanto che per molti secoli si sono ordinati preti sposati e, ancora oggi, nelle Chiese orientali cattoliche vengono ordinati preti sposati". Poiché il celibato "è un voto" imposto ai sacerdoti "da una legge della Chiesa, la stessa autorità ecclesiastica può esonerarlo dall'osservarlo. Oggi, la Chiesa però permette di sposarsi ma obbliga i sacerdoti sposati a non esercitare più il ministero. Auspico che in un prossimo futuro nelle comunità cristiane oltre al permesso di sposarsi sia data ai sacerdoti sposati la possibilità di continuare nel loro servizio, valorizzandone il dono ricevuto da Dio» .
 
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