Chiesa Cattolica, la più grande associazione per delinquere della Storia?

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05/dic/2007 13.20.00 Axteismo Contatta l'autore

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Chiesa Cattolica, la più grande associazione per delinquere della Storia?

 

Il crocifisso considerato come il vessillo della più grande associazione per delinquere, della più grande banda di falsari che la Storia abbia mai conosciuto, cioè della Chiesa Cattolica?

 

di Luigi Tosti (*)

(*) Il giudice Luigi Tosti chiede allo Stato Italiano che vengano rimossi dalle aule giudiziarie i simboli religiosi per rispettare il principio supremo di laicità affermato dalla Costituzione Italiana e dalla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo.

 

Vi informo su quanto è accaduto all'Aquila, il 22 novembre scorso, dal momento che la stampa ha assolto appieno il suo compito di disinformazione.

Mi sono presentato in aula e -penso per primo nella storia di questa Colonia Pontificia- ho steso sul bancone riservato agli imputati e ai difensori cinque simboli "religiosi". Per la precisione: una statua di Buddha, un logo dell'UAAR, una menorà ebraica, un crocifisso e, dulcis in fundo, una vistosa maschera africana, acquistata a sua tempo da un vucumprà.Ho chiesto subito la parola per illustrare la mia richiesta preliminare, al cui accoglimento ho subordinato la mia presenza in aula: ho cioè detto ai giudici che, se non avessero indotto il Ministro di Giustizia a rimuovere tutti i crocifissi o, in alternativa, ad esporre tutti quei miei simboli a fianco del crocifisso, mi sarei rifiutato di presenziare all’udienza. E questo perché rivendicavo, anch’io, gli stessi diritti e la stessa dignità che la Repubblica Pontificia Italiana accorda ai cattolici e, dunque, non intendevo subire una palese discriminazione religiosa. Ho ricordato ai giudici tutta la normativa italiana ed internazionale che sancisce l’eguaglianza di tutti  cittadini, senza distinzione di religione, e punisce, come reato, la discriminazione religiosa: ho preannunciato loro che, se nessuna delle due mie richieste fosse stata accolta, mi sarei allontanato dall’aula, avrei revocato la nomina dei miei difensori di fiducia e, infine, mi sarei recato presso la Procura della Repubblica per denunciare i tre giudici per il reato di discriminazione religiosa.

Dal momento, infine, che il Tribunale dell’Aquila e il Consiglio di Stato hanno sentenziato che la presenza dei crocifissi negli uffici pubblici è legittima “perchè i crocifissi non disturbano e perché sono dei simboli culturali”, ho rappresentato ai tre giudici che “anche” i miei simboli “non disturbavano, non mordevano, non davano fastidio ed erano anch’essi dei simboli culturali”, sicché non doveva esservi alcun ostacolo a che essi venissero affiancati al crocifisso. Di più: ho cominciato a rappresentare ai giudici quali erano i “valori culturali” dei miei simboli, al cospetto dei quali il crocifisso poteva a buon diritto esser considerato come il vessillo della più grande associazione per delinquere, della più grande banda di falsari che la Storia abbia mai conosciuto, cioè della Chiesa Cattolica. In altri termini ho cominciato a dire ai tre giudici (abbastanza imbarazzati per la “mostra” degli idoli in pubblica udienza) che la menorà ebraica -che ho brandito per metterla bene in mostra- ripudiava e considerava criminale che si potessero imporre ad esseri umani dei segni distintivi o che essi potessero essere segregati nei ghetti; e questo a differenza del crocifisso -che ho poi brandito in alto, per metterlo bene in mostra- che era invece il simbolo della criminale Chiesa Cattolica che, prima nella storia, aveva imposto agli ebrei l’obbligo di indossare segni distintivi e di vivere rinchiusi e segregati nei “ghetti”.

A questo punto il Presidente, avendo capito che il mio show sarebbe proseguito con i crimini delle crociate, delle Sante Inquisizioni, dei roghi, delle torture, dei genocidi, dello schiavismo, delle truffe, dei falsi etc. etc, mi ha interrotto, dicendo che i miei argomenti erano “ben noti” (una grossa balla, dal momento che di questi crimini i media non parlano e gran parte della popolazione li ignora) e che erano fuori tema. Ho replicato, insistendo per l’accoglimento delle mie richieste.

I giudici, dopo essersi ritirati in camera di consiglio, hanno respinto la mia richiesta “perché la presenza dei crocifissi non impediva la celebrazione del processo”: non una sillaba, però, è stata spesa per giustificare il rigetto della mia richiesta subordinata, che era quella di esporre Buddha & Company a fianco dell’idolo del Dio incarnato.

Me ne sono dunque immediatamente andato dall’aula, dopo aver fatto verbalizzare che revocavo la nomina dei miei difensori.

A questo punto il Presidente, anziché nominare come difensore d’ufficio uno dei miei difensori di fiducia -come avviene di regola- ha visto bene di nominare l’Avv. Giuseppe Aliotta, presente in aula.

A questo punto si è verificato un imprevisto, esilarante ma significativo del clima “razzistico-cattolico” che impregna la società aquilana e i relativi Uffici Giudiziari: l’Avv. Aliotta, infatti, ha subito dichiarato al Presidente che, “essendo egli cattolico, si rifiutava per “obiezione di coscienza” di difendere il giudice Tosti”.

Come preannunciato, mi sono recato presso la Procura della Repubblica dove ho sporto denuncia penale contro i tre giudici per il reato di discriminazione religiosa (se non altro per vedere quali rocambolesche motivazioni verranno addotte dal P.M. per insabbiare questa denuncia e sancire che i cattolici sono l’unica razza superiore che può esporre i propri simboli nelle aule giudiziarie).

Dopo aver appreso che l’Avv. Aliotta aveva fatto quella dichiarazione sono stato costretto a rinominare i miei precedenti difensori di fiducia, non potendo permettere che la mia difesa sia demandata ad un soggetto che è addirittura prevenuto per motivi religiosi nei miei confronti.

Anzi, a questo punto ho deciso che presenzierò il 21 febbraio prossimo al mio processo e mi farò interrogare dai miei legali in merito alle “motivazioni” che mi hanno indotto a rifiutarmi di tenere le udienze sotto l’incombenza dell’idolo del Dio Biblico incarnato. E in questa occasione spiegherò ai giudici che non era e non è mia intenzione espletare le mie funzioni di giudice sotto l’incombenza di un simbolo che -a buon diritto e a pieno merito- rappresenta il vessillo della più grande associazione per delinquere e della più grande banda di falsari che sia mai esistita sulla faccia del pianeta Terra: la Romana Chiesa Cattolica. Snocciolerò, uno ad uno i crimini della Chiesa.

Vedremo se il Presidente del Tribunale mi metterà la mordacchia.

Cordiali saluti

 

Luigi Tosti

tosti.luigi@yahoo.it

 

Nella foto il magistrato Luigi Tosti mostra ai giornalisti i simboli religiosi che aveva chiesto di affiancare al crocifisso nelle aule giudiziarie: la menorà ebraica, il logo dell’Uaar, una maschera africana e un Budda.

 

Vieni anche tu con amici e familiari Venerdì 7 Dicembre 2007 ore 9:00

al CSM Consiglio Superiore della Magistratura di Roma, Piazza Indipendenza

ci sarà il tavolo di Sit-In per il magistrato Dr. Luigi Tosti, gli amici della Rosa nel Pugno-Radicali, il movimento Axteismo, l'associazione Uaar, altri movimenti e associazioni saranno presenti. 

 

Nella foto il magistrato Luigi Tosti mostra ai giornalisti i simboli religiosi che aveva chiesto di affiancare al crocifisso nelle aule giudiziarie: la menorà ebraica, il logo dell’Uaar, una maschera africana e un Budda.

 

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> Lettera BASTAPRIVILEGICHIESACATTOLICA da inviare alla Commissione Europea di Bruxelles e al Consiglio d'Europa di Strasburgo

> Documento “Ricorso alla Corte di Cassazione” del giudice Luigi Tosti

> Documento “500 bambini sodomizzati dai preti. La Rai tace omertosa” di Luigi Tosti

> Documento “Crimini di sesso in Vaticano, pretofili e preterasti impuniti” di Luigi Tosti

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