STAMPA: Newsletter 5 - Obiettivi del Millennio e Cooperazione decentrata (MAE AID 8352)

11/dic/2007 12.20.00 Associazione ONG italiane Contatta l'autore

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Obiettivi del Millennio e Cooperazione decentrata

Gruppi di Lavoro della Piattaforma EAS

29 e il 30 Novembre 2007 - 1st CLIA INTERNATIONAL WORKSHOP

13 e 19 Dicembre 2007 - Bologna, Amici dei Popoli

20 Dicembre 2002 - Bologna, Gruppi campagne e territori


La carovana della cooperazione internazionale

Una CAROVANA della Cooperazione Internazionale - Costruiamo insieme una nuova stagione di solidarietà internazionale in Italia

Obiettivi del Millennio e Cooperazione decentrata

Il progetto Obiettivi del Millennio e Cooperazione decentrata (MAE AID 8352) avviato il 20 Settembre 2006 è un’iniziativa promossa dalla Piattaforma EAS dell’Associazione delle ONG italiane e realizzato attraverso dall’Associazione temporanea di scopo costituita dalle ong CESTAS, VIS, Ricerca e Cooperazione, Amici dei Popoli, AIFO, ICEI, COSPE, ACRA, CELIM, CRIC, CIES, COSV, CISV, CTM, PRODOCS, INTERVITA.
Il progetto trae origine dalla volontà delle ONG italiane di stimolare il dibattito sugli MDGs e promuovere iniziative che permettano di coglierne la valenza ed i limiti nella lotta contro la povertà. Al tempo stesso, il progetto intende proporre la definizione di buone prassi nell’ambito della cooperazione che possano contribuire al raggiungimento dei singoli obiettivi.
Il percorso di riflessione e sensibilizzazione è stato avviato, infatti, dalla consapevolezza che le attività di cooperazione nella maggior parte dei casi perseguono obiettivi coerenti con gli MDG nella concretezza e quotidianità dei progetti, da prima che gli MDG venissero codificati dall’ONU.
Dopo il seminario iniziale di Bagno di Romagna del 5/6 Dicembre 2006 sugli MDGs durante il quale è stato redatto un documento di riferimento che esprime la visione delle ong del consorzio sugli MDGs, il progetto procede ora con la realizzazione di 12 seminari regionali e con l’organizzazione di un seminario finale di rilevanza internazionale.
I seminari previsti dal progetto saranno realizzati in Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Veneto.
Per maggiori info sul progetto e per segnalare iniziative ed eventi inerenti al tema del progetto: info@amicideipopoli.org ,eas@cestas.org

Gruppi di Lavoro della Piattaforma EAS

Sono ormai operativi i Gruppi di lavoro della Piattaforma Eas progettati durante l’ultima assemblea. Invitiamo quanti fossero interessati a prendere parte ai lavori di inviare le proprie disponibilità direttamente ai referenti indicati:
 
GdL MDG’s Campagne e policies (referente: Luca Basile), mail: basile@ms.fci.unibo.it
GdL Scuola (referente: Piera Gioda), mail: piera.gioda@libero.it
GdL Europa (referente: Francesco Petrelli), mail: petrellismo@libero.it
GdL Territori e nuove forme di cooperazione (referente: Ada Civitani), mail: adacivitani@acra.it
 

21 al 23 Novembre 2007 - Seminario autoformativo

Si è svolto dal 21 al 23 Novembre 2007 presso l’hotel Biancamano di Rimini il Seminario autoformativo “I territori dell’Educazione allo Sviluppo”.  Organizzato dalla Piattaforma EaS delle ONG italiane e dal gruppo di lavoro Territorialità e nuove forme di cooperazione il seminario si è concentrato sul tema dei territori, intesi come periferie, ma anche come i luoghi nei quali principi di inclusione e partecipazione concorrono alla gestione democratica di una società. Alla centralità del lavoro sui territori per gli operatori delle Ong ha corrisposto la riflessione sulle metodologie partecipative, In particolare in considerazione dell’arricchimento di contenuto e di approccio comunicativo che può venire dai territori del Sud del mondo, il seminario ha scelto un’équipe di facilitazione interculturale e la Ludopedagogia, una metodologia che in America Latina ha un’esperienza ventennale nella costruzione di processi partecipativi e di cittadinanza attiva.

Per qualsiasi informazione e per le adesioni:

CESTAS - sede centrale
Organizzazione di Cooperazione Internazionale
Via Ranzani 13/5/F - 40127 Bologna
tel. 051/255053 -
fax 051/4211317
www.cestas.org
rya.valentini@cestas.org

29 e il 30 Novembre 2007 - 1st CLIA INTERNATIONAL WORKSHOP
ACCESS TO ANTIRETROVIRAL DRUGS FOR CHILDREN WITH HIV/AIDS IN THE LOW-INCOME COUNTRIES

Si è svolto il 29 e il 30 Novembre a Roma, presso l’hotel Capitol Protomoteca Hall, il Primo  1st CLIA INTERNATIONAL WORKSHOP, dal titolo ACCESS TO ANTIRETROVIRAL DRUGS FOR CHILDREN WITH HIV/AIDS IN THE LOW-INCOME COUNTRIES. Il Clia (Collegamento Lotta Internazionale AIDS - Network for International Fight against AIDS) è un network di ong e istituzioni italiane impegnate nella ricerca di soluzioni e risposte al problema dell’AIDS/HIV nei paesi in via di sviluppo sia a livello nazionale sia a livello internazionale e in sinergia con le risorse delle Nazioni Unite. Nato nel Giugno 2005, Clia intende promuovere la condivisione di esperienze educative, di advocacy, scientifiche e sociali sull’accesso universale alla prevenzione, ai trattamenti ed alle cure.
Il Workshop promosso da Clia, di cui Cestas Ong è membro, rientra nell’ambito del progetto Obiettivi del Millennio e Cooperazione decentrata e gode del Patrocinio del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio e del sostegno del Ministeso Affari Esteri, dell’Italian Institute For Africa And The East (IsIAO) e del Joint United Nations Programme On HIV/AIDS (UNAIDS).

Per maggiori informazioni:
CESTAS - sede centrale
Organizzazione di Cooperazione Internazionale
Via Ranzani 13/5/F - 40127 Bologna
tel. 051/255053 - fax 051/4211317
www.cestas.org -rya.valentini@cestas.org

13 e 19 Dicembre 2007 - Bologna, Amici dei Popoli

Si svolgerà il 19 Dicembre prossimo alle 10:00 presso la Sala Coferenze del Baraccano del Quartiere Santo Stefano in via Santo Stefano 119 a Bologna il seminario finale del progetto Obiettivi di sviluppo del Millennio e Cooperazione decentrata dal titolo Le relazioni tra Africa ed Unione Europea tra Obiettivi di Sviluppo del Millennio e Accordi di Partenariato Economico. Il seminario vuole essere un’occasione di confronto sui partenariati e le relazioni politiche ed economiche tra Africa ed Unione Europea tenendo presente gli impegni presi anche dai governi europei per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio alla luce vertice Europa-Africa di Lisbona dell’8/9 Dicembre 2007 e della prossima scadenza per la firma degli EPAs (Economic Partnership Agreements UE-ACP).
Il seminario sarà preceduto il 13 Dicembre prossimo dallo spettacolo 8 improvvisazioni per il Millennio - Spettacolo d’improvvisazione teatrale per riflettere con ironia sui limiti e le potenzialità delle politiche di lotta alla povertà per l’Africa che si terrà presso il Circolo Arci Millennium, in  Via Riva di Reno, 77/A a Bologna alle ore 22.

Per maggiori informazioni:
Amici dei Popoli Ong
Via Bartolomeo Maria Dal Monte, 14
40139 - Bologna
Tel. +39 051 460381
Fax +39  051 451928
www.amicideipopoli.org
info@amicideipopoli.org

20 Dicembre 2002 - Bologna, Gruppi campagne e territori

E' in programma per l 20 Dicembre dalle 11:00 alle 15:00 a Bologna presso presso la Sala Formazione del Cestas in via Ranzani 13/5/f il workshop campagne e territori. La riunione congiunta dei gruppi campagne e territori della Piattaforma EAS coincide al tempo stesso con il momento conclusivo del progetto Obiettivi del Millennio e Cooperazione decentrata (MAE AID 8352) e con un momento di rilancio e di riflessione sull'attività delle campagne nei territori che sia capace di capitalizzare il percorso attivato con il progetto Obiettivi del Millennio e Cooperazione decentrata (MAE AID 8352) e, partendo dall'esame di alcuni casi studio, di individuare nuove metodologie di lavoro per il futuro.

Per maggiori informazioni:
Amici dei Popoli Ong
Via Bartolomeo Maria Dal Monte, 14
40139 - Bologna
Tel. +39 051 460381
Fax +39  051 451928
www.amicideipopoli.org
info@amicideipopoli.org

Una CAROVANA della Cooperazione Internazionale - Costruiamo insieme una nuova stagione di solidarietà internazionale in Italia

Chi siamo
L’Associazione delle ONG Italiane, fondata nel 2000, è composta da 160 ONG di  cooperazione internazionale. Attualmente l’Associazione è presente attraverso più di 2000 azioni e iniziative di cooperazione in 84 Paesi del Mondo. In Italia e in Europa realizza molte centinaia di attività di educazione e formazione ed è impegnata nelle principali campagne sui temi dello sviluppo e della giustizia mondiale.

Cosa pensiamo
A partire dal nostro lavoro sul campo, nei Paesi del Sud del mondo e attraverso il rapporto con i nostri partner abbiamo osservato in questi anni le crisi, le trasformazioni, ma anche le opportunità prodottesi attraverso quel processo di impetuosi mutamenti chiamato globalizzazione.

Il mondo dopo il 1989 non ha mantenuto le speranze che sembrava offrire: le risorse liberate dalla fine dei blocchi e dalla limitazione (parziale) della corsa agli armamenti, i cosiddetti “dividendi della pace”, non si sono trasformati in opportunità di liberazione umana dalla povertà. Per contro la “crisi dell’aiuto” da parte dei Paesi donatori, da fenomeno congiunturale è divenuto strutturale, anche in ragione dei deludenti risultati, ottenuti praticamente da tutti i modelli istituzionali di cooperazione.

Negli  ultimi anni si è registrato un continuo aumento del PIL a livello mondiale. Non solo le nuove potenze economiche come la Cina e l’India crescono ai ritmi dell‘8%-9%, ma, in modo sorprendente lo stesso continente africano segna ritmi di incremento del PIL superiori al 5%. Questo aumento complessivo di ricchezza produce un paradosso: mentre diminuisce la distanza tra Paesi, aumenta in modo consistente la distanza nei Paesi. E’ in atto una grandiosa redistribuzione di reddito a favore delle classi più benestanti contro quelle più povere.
A 12 anni dalla Conferenza dell’ONU sullo Sviluppo sociale il divario Nord-Sud si trasforma sempre più in una nuova questione sociale mondiale. La geografia di questa divisione attraversa a macchia di leopardo continenti e stati, determinando una nuova geografia della povertà e dell’esclusione sociale.

Per ripensare lo sviluppo e le sue tendenze attuali, per rilanciare una nuova stagione della cooperazione che venga misurata prima di tutto sul terreno dell’efficacia dei risultati che raggiunge verso le persone e le comunità, dobbiamo proporre una idea di cooperazione che ponga al centro il tema della equità redistributiva delle risorse, dei saperi e delle opportunità.
Gli Obiettivi del Millennio costituiscono uno dei riferimenti fondamentali della nostra azione. Il dimezzamento della povertà entro pochi anni potrebbe essere a portata di mano, se solo divenisse veramente una priorità nell’agende dei governi e delle istituzioni internazionali.

Sulla base delle nostre esperienze crediamo di poter definire perciò alcuni importanti elementi che costituiscono i concreti riferimenti della nostra azione e che vogliamo proporre attraverso  un confronto che sia il più ampio possibile.

I nostri principi e  le nostre modalità di azione

- Mettere al centro la persona umana il suo sviluppo integrale e i suoi diritti fondamentali, coniugati alla salvaguardia dell’ambiente, delle risorse e dei beni comuni, che debbono essere preservati se vogliamo realizzare una solidarietà intergenerazionale e perciò un mondo realmente sostenibile perché capace di futuro.

- Il partenariato di lungo periodo e la costruzione di reti di relazione e scambio, che favoriscano la promozione di interessi condivisi tra attori e organizzazioni della società civile. Alcuni dei migliori risultati raggiunti dalla cooperazione internazionale in questi anni, dal successo delle esperienze di microcredito alle varie forme di sviluppo locale, si sono prodotti perché basati su un presupposto che vede nella reciprocità, nell’alleanza fra  cittadini, nell’attivazione di molteplici attori economici e sociali uno dei modi per progettare e immaginare una prospettiva di cosviluppo possibile.

- In questa prospettiva come ONG crediamo da molto tempo che la cooperazione sia un processo  fatto di tante azioni concrete, ma anche un cammino di corresponsabilità e di azione comune in cui la conoscenza, la formazione e l’educazione alla cittadinanza globale giochino un ruolo fondamentale. Abbiamo appreso quanto sia necessario  produrre quel processo che gli esperti chiamano mobilitazione del capitale sociale, l’attivazione dell’insieme di saperi di uomini e donne che nasce da un passato di storie e tradizioni locali ed è indispensabile per disegnare il futuro. Abbiamo constato come sia vero che le disuguaglianze oggi si determinano non solo tra chi ha e chi non ha, ma tra chi sa e chi non sa. Tra chi accede ai servizi essenziali, alla possibilità di conoscere, di comunicare, di rappresentarsi e chi invece ne è escluso.
La nostra cooperazione fondata sul partenariato e sulla relazione tra comunità significa  il costante  impegno a favore dell’accesso e la promozione di processi di inclusione e di coesione sociale.

- Giustizia, equità e benessere delle persone, delle comunità e dei Paesi passano attraverso il lavoro. Attraverso il lavoro, le persone possono realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni individuali e familiari, contribuire alla crescita sociale ed economica delle comunità e dei Paesi in cui vivono: essere partecipi della re-distribuzione della ricchezza. Perché si verifichi una dinamica di sviluppo reale e complessivo, il lavoro cui le persone possono accedere e nel quale possono impegnarsi deve essere dignitoso. Deve, cioè, produrre reddito e svolgersi in condizioni di libertà, sicurezza ed equità. 

- Fondamentale è perciò il rafforzamento della società civile del Sud, che si concretizza   nel costruire assieme percorsi di autodeterminazione, nell’elaborazione e sperimentazione di nuove forme di partecipazione e di decisione, nel sostegno alla democrazia quale via dello sviluppo, nell’affermazione della necessità di tutti i diritti umani per tutti.

Il tempo in cui viviamo è quello della responsabilità comune, l’interdipendenza è una realtà. Appare evidente come ogni scelta del nostro modello di sviluppo incide e produce i suoi effetti ovunque e, oramai, anche i rischi e le ricadute negative di questi fenomeni  lambiscono la nostra quotidianità di abitanti della parte privilegiata del mondo. Il profondo   ripensamento dei nostri stili di vita e di consumo appaiono non solo necessari, ma urgenti. Siamo interpellati come collettività e come individui. Dicendo queste semplici verità non crediamo di essere apocalittici, ma realisti e pieni di buon senso. Per invertire la rotta con la dovuta decisione è necessario tracciare  un cammino che ci porti verso una pace che non sia solo valore astratto, ma insieme una condizione necessaria ed esigibile  ed un obiettivo concreto, rispetto al quale misurarsi quotidianamente.     

Prima di tutto come cittadini responsabili ci rivolgiamo a chi governa e decide, perché crediamo che in questo inizio di un nuovo millennio chi ci rappresenta deve porre ascolto e attenzione alle domande che poniamo e alle proposte che facciamo, in modo esigente ma  con spirito di dialogo costruttivo.

- Al nostro Governo, alle istituzioni europee, all’ONU, a tutte le istituzioni internazionali diciamo che la sfida oggi è quella di ricercare con più coraggio e creatività le forme e i modi di un buon governo del mondo. Un mondo complesso e pieno di contraddizioni come quello in cui viviamo ha bisogno di forme e strumenti che realizzino un multilateralismo efficace perché democratico.
I movimenti internazionali che si sono manifestati in questi anni hanno proposto la necessità di pensare ad un altro mondo possibile. Hanno posto, in forme nuove, il grande tema della democrazia, della rappresentanza, del chi decide e come al tempo della globalizzazione. E’ una domanda fondamentale alla quale ci sentiamo impegnati a dare, assieme a tanti altri, risposte positive e credibili.
 
- La  cooperazione internazionale nel tumultuoso mondo globalizzato non ha senso se non è basata su una coerenza delle politiche. Di tutte le politiche: economiche, sociali, culturali. Coerenza delle politiche significa produrre un’azione convergente in grado di affrontare, attraverso una strategia della responsabilità, il rispetto del Protocollo di Kyoto e la cancellazione del debito, l’accesso ai farmaci essenziali per la lotta alle pandemie e il rispetto delle convenzioni internazionale per i migranti, la salvaguardia nell’interesse di tutti dei beni comuni. Siamo noi i primi a dire che altrimenti l’aiuto allo sviluppo e persino  maggiori risorse potrebbero non bastare. 

In questo quadro allora la cooperazione internazionale diviene necessariamente non solo “parte integrante della politica estera” ma un elemento fondante di tutte le politiche e forse persino il tratto di una nuova identità civile di popoli, Paesi e istituzioni.

 Cosa proponiamo
Vogliamo proporre un’azione di mobilitazione di lungo periodo che, a partire dalle prossime settimane, si protragga fino all’ estate del 2009 in coincidenza con i due grandi appuntamenti delle elezioni europee e del Vertice del G-8, che fra due anni si terrà nel nostro Paese. Con questa iniziativa, vogliamo sviluppare una campagna che assuma la forma di una  “Carovana per la cooperazione internazionale”. Una Carovana dinamica, fatta di incontro, scambio, riflessione e azioni concrete. Una Carovana che parta e attraversi i territori e dai territori tragga forza per proporre i nostri temi al centro di un dibattito nazionale e internazionale che spesso sembra aver smarrito la capacità di tornare ad occuparsi delle cose che contano e delle sfide che riguardano il nostro futuro.

Siamo profondamente convinti che questo percorso sarà utile e avrà successo solo se ad esso parteciperanno molti altri attori della società civile impegnati come noi su questi temi. Solo assieme a molti altri, saremo in grado di coinvolgere e, qualche volta, se necessario, di costringere ad un dialogo impegnativo e serrato coloro che hanno la responsabilità delle decisioni: dal governo italiano, alle istituzioni europee alle Nazioni Unite.

La nostra Carovana della cooperazione non vuole essere perciò un’altra iniziativa, rispetto a processi e attività in corso, ma un’opportunità per allargare la partecipazione e rafforzare ciascuna delle reti e delle iniziative esistenti: dalla Coalizione contro la povertà, alla Tavola della pace, agli Stati Generali della Solidarietà e Cooperazione internazionale.

Siamo convinti di rappresentare una parte importante della realtà della Cooperazione e della Solidarietà internazionale del nostro Paese. Ma appunto una parte e non il tutto.  Molte delle nostre organizzazioni operano in diversi contesti del mondo da molti decenni e hanno accumulato, grazie alla loro dedizione, alla loro competenza e soprattutto grazie al rapporto costante con i partner della società civile, un grande patrimonio di esperienza e conoscenza.

Obiettivi
Tutti gli obiettivi e le azioni che indichiamo si inquadrano in una finalità più generale e per noi fondamentale, del raggiungimento della coerenza di tutte le politiche esercitate a livello nazionale, europeo e internazionale, senza la quale tutti gli obiettivi a partire da quelli del Millennio rischiano di essere vanificati.

Alla luce di questo presupposto e della consapevolezza acquisita in tanti anni di lavoro i nostri obiettivi sono:

  1. coniugare la quantità e la qualità dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo;
  2. la Democratizzazione delle Istituzioni internazionali, promuovendo nuove forme di rappresentanza e accesso dei cittadini e della società civile organizzata ai processi decisionali di Governi e Istituzioni;
  3. il riconoscimento e l’applicazione di “tutti i diritti umani per tutti”, attraverso un’applicazione integrale e universale delle Convenzioni internazionali che sanciscono l’intera gamma dei diritti fondamentali e universali delle persone;
  4. rendere il modello di sviluppo della parte di mondo in cui abitiamo, a partire dal nostro Paese, sostenibile e perciò più equo e capace di futuro, in favore del pianeta e delle generazioni che verranno.

Queste finalità si basano su un presupposto fondamentale: la realizzazione della coerenza di tutte le politiche e su una priorità generale: il raggiungimento degli  Obiettivi del  Millennio.

Una carovana fatta di azioni concrete per:  
- Il rispetto degli impegni di nuove risorse, stabiliti in sede Europea e internazionale per l’Aiuto pubblico allo sviluppo, quali: lo 0,50% del PIL entro 2010 e lo 0,70% entro il 2015. Parte di queste risorse possono certamente essere reperite attraverso una riduzione delle spese militari, iniziando una redistribuzione, tardiva ma necessaria, dei dividendi di pace;  
  
- una cooperazione che ai vari livelli, faccia proprie le priorità stabilite dalle Conferenze globali delle Nazioni Unite e la promozione dello sviluppo sociale attraverso: sanità di base, istruzione, sostegno alle fasce deboli e vulnerabili, interventi che favoriscano  politiche di equità redistributiva delle risorse, quale strumento di lotta alla povertà e allo squilibrio e di promozione della coesione sociale.

- La rapida approvazione di una nuova legge di riforma delle Cooperazione italiana.

- Scelte di sostenibilità applicate al modello di sviluppo attuale. Questo significa ad esempio: il rispetto dell’applicazione del Protocollo di Kyoto, un piano di infrastrutture e di mobilità sostenibile per l’Italia; la promozione delle politiche energetiche orientate alla diversificazione e potenziamento delle fonti di energie rinnovabili; la promozione di una politica di salvaguardia coerente dei bei comuni, a cominciare dalla gestione responsabile dell’acqua, a partire dell’attuale crisi idrica del nostro Paese; la lotta alle forme di protezionismo praticate dal mondo ricco e a tutte le forme di asimmetria e iniquità operanti nei mercati nazionali ed internazionali;

- Applicazione integrale e universale di tutte le Convenzioni internazionali sui Diritti umani e delle persone. Dai diritti che tutelano le libertà fondamentali, ai diritti    economico-sociali, ponendo particolare e attenzione all’integrità delle fasce deboli della popolazione e alla difesa dei diritti delle donne, dei bambini e dei cittadini migranti.

Una Carovana per tutti

Queste le nostre riflessioni, queste le nostre proposte che vogliamo sottoporre alla discussione, al confronto alla critica. Speriamo di coinvolgere quanti in questi anni hanno dato vita a esperienze innovative di Solidarietà e Cooperazione.

Chiediamo a tutti di copromuovere e di costruire con noi le iniziative sui territori, di rendere più forte e diffuso quel tessuto di coalizioni, reti, cittadini organizzati, se vogliamo ridare slancio e creatività ad un grande movimento, di Pace e Solidarietà Internazionale, che dovrà far sentire la sua voce e le sue ragioni da oggi al 2009.

Con questa newsletter vorremmo dare spazio a proposte ed eventi sul tema degli Obiettivi di sviluppo del Millennio organizzati da tutte le ong dell'Associazione Ong Italiane.
Coloro che vorranno segnalarci le proprie iniziative per il prossimo numero potrannoinviarle entro il 17/12/2007 all'indirizzo email: info@amicideipopoli.org indicando nell'oggetto "SEGNALAZIONE NEWSLETTER MDGs"

Con il contributo del Ministero degli Affari Esteri - DGCS
"Obiettivi del Millennio e Cooperazione decentrata" (MAE AID 8352)

 Paola Amicucci

Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane
email: ufficio.stampa@ong.it
Tel: 06 6832061 - 328.0003609; Fax: 06 6872373

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