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| Il progetto Obiettivi del Millennio e | |
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| Sono ormai operativi i Gruppi di lavoro della | |
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| Si è svolto dal 21 al 23 Novembre 2007 presso l’hotel Biancamano di Rimini il Seminario autoformativo “I territori dell’Educazione allo Sviluppo”. Organizzato dalla | |
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| Si è svolto il 29 e il 30 Novembre Per maggiori informazioni: | |
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| Si svolgerà il 19 Dicembre prossimo alle 10:00 presso Per maggiori informazioni: | |
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| E' in programma per l 20 Dicembre dalle 11:00 alle 15:00 a Bologna presso presso Per maggiori informazioni: | |
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| Chi siamo Cosa pensiamo Il mondo dopo il 1989 non ha mantenuto le speranze che sembrava offrire: le risorse liberate dalla fine dei blocchi e dalla limitazione (parziale) della corsa agli armamenti, i cosiddetti “dividendi della pace”, non si sono trasformati in opportunità di liberazione umana dalla povertà. Per contro la “crisi dell’aiuto” da parte dei Paesi donatori, da fenomeno congiunturale è divenuto strutturale, anche in ragione dei deludenti risultati, ottenuti praticamente da tutti i modelli istituzionali di cooperazione. Negli ultimi anni si è registrato un continuo aumento del PIL a livello mondiale. Non solo le nuove potenze economiche come la Cina e l’India crescono ai ritmi dell‘8%-9%, ma, in modo sorprendente lo stesso continente africano segna ritmi di incremento del PIL superiori al 5%. Questo aumento complessivo di ricchezza produce un paradosso: mentre diminuisce la distanza tra Paesi, aumenta in modo consistente la distanza nei Paesi. E’ in atto una grandiosa redistribuzione di reddito a favore delle classi più benestanti contro quelle più povere. Per ripensare lo sviluppo e le sue tendenze attuali, per rilanciare una nuova stagione della cooperazione che venga misurata prima di tutto sul terreno dell’efficacia dei risultati che raggiunge verso le persone e le comunità, dobbiamo proporre una idea di cooperazione che ponga al centro il tema della equità redistributiva delle risorse, dei saperi e delle opportunità. Sulla base delle nostre esperienze crediamo di poter definire perciò alcuni importanti elementi che costituiscono i concreti riferimenti della nostra azione e che vogliamo proporre attraverso un confronto che sia il più ampio possibile. I nostri principi e le nostre modalità di azione - Mettere al centro la persona umana il suo sviluppo integrale e i suoi diritti fondamentali, coniugati alla salvaguardia dell’ambiente, delle risorse e dei beni comuni, che debbono essere preservati se vogliamo realizzare una solidarietà intergenerazionale e perciò un mondo realmente sostenibile perché capace di futuro. - Il partenariato di lungo periodo e la costruzione di reti di relazione e scambio, che favoriscano la promozione di interessi condivisi tra attori e organizzazioni della società civile. Alcuni dei migliori risultati raggiunti dalla - In questa prospettiva come ONG crediamo da molto tempo che la cooperazione sia un processo fatto di tante azioni concrete, ma anche un cammino di corresponsabilità e di azione comune in cui la conoscenza, la formazione e l’educazione alla cittadinanza globale giochino un ruolo fondamentale. Abbiamo appreso quanto sia necessario produrre quel processo che gli esperti chiamano mobilitazione del capitale sociale, l’attivazione dell’insieme di saperi di uomini e donne che nasce da un passato di storie e tradizioni locali ed è indispensabile per disegnare il futuro. Abbiamo constato come sia vero che le disuguaglianze oggi si determinano non solo tra chi ha e chi non ha, ma tra chi sa e chi non sa. Tra chi accede ai servizi essenziali, alla possibilità di conoscere, di comunicare, di rappresentarsi e chi invece ne è escluso. - Giustizia, equità e benessere delle persone, delle comunità e dei Paesi passano attraverso il lavoro. Attraverso il lavoro, le persone possono realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni individuali e familiari, contribuire alla crescita sociale ed economica delle comunità e dei Paesi in cui vivono: essere partecipi della re-distribuzione della ricchezza. Perché si verifichi una dinamica di sviluppo reale e complessivo, il lavoro cui le persone possono accedere e nel quale possono impegnarsi deve essere dignitoso. Deve, cioè, produrre reddito e svolgersi in condizioni di libertà, sicurezza ed equità. - Fondamentale è perciò il rafforzamento della società civile del Sud, che si concretizza nel costruire assieme percorsi di autodeterminazione, nell’elaborazione e sperimentazione di nuove forme di partecipazione e di decisione, nel sostegno alla democrazia quale via dello sviluppo, nell’affermazione della necessità di tutti i diritti umani per tutti. Il tempo in cui viviamo è quello della responsabilità comune, l’interdipendenza è una realtà. Appare evidente come ogni scelta del nostro modello di sviluppo incide e produce i suoi effetti ovunque e, oramai, anche i rischi e le ricadute negative di questi fenomeni lambiscono la nostra quotidianità di abitanti della parte privilegiata del mondo. Il profondo ripensamento dei nostri stili di vita e di consumo appaiono non solo necessari, ma urgenti. Siamo interpellati come collettività e come individui. Dicendo queste semplici verità non crediamo di essere apocalittici, ma realisti e pieni di buon senso. Per invertire la rotta con la dovuta decisione è necessario tracciare un cammino che ci porti verso una pace che non sia solo valore astratto, ma insieme una condizione necessaria ed esigibile ed un obiettivo concreto, rispetto al quale misurarsi quotidianamente. Prima di tutto come cittadini responsabili ci rivolgiamo a chi governa e decide, perché crediamo che in questo inizio di un nuovo millennio chi ci rappresenta deve porre ascolto e attenzione alle domande che poniamo e alle proposte che facciamo, in modo esigente ma con spirito di dialogo costruttivo. - Al nostro Governo, alle istituzioni europee, all’ONU, a tutte le istituzioni internazionali diciamo che la sfida oggi è quella di ricercare con più coraggio e creatività le forme e i modi di un buon governo del mondo. Un mondo complesso e pieno di contraddizioni come quello in cui viviamo ha bisogno di forme e strumenti che realizzino un multilateralismo efficace perché democratico. In questo quadro allora la Cosa proponiamo Siamo profondamente convinti che questo percorso sarà utile e avrà successo solo se ad esso parteciperanno molti altri attori della società civile impegnati come noi su questi temi. Solo assieme a molti altri, saremo in grado di coinvolgere e, qualche volta, se necessario, di costringere ad un dialogo impegnativo e serrato coloro che hanno la responsabilità delle decisioni: dal governo italiano, alle istituzioni europee alle Nazioni Unite. Siamo convinti di rappresentare una parte importante della realtà della Cooperazione e della Solidarietà internazionale del nostro Paese. Ma appunto una parte e non il tutto. Molte delle nostre organizzazioni operano in diversi contesti del mondo da molti decenni e hanno accumulato, grazie alla loro dedizione, alla loro competenza e soprattutto grazie al rapporto costante con i partner della società civile, un grande patrimonio di esperienza e conoscenza. Obiettivi Alla luce di questo presupposto e della consapevolezza acquisita in tanti anni di lavoro i nostri obiettivi sono:
Queste finalità si basano su un presupposto fondamentale: la realizzazione della coerenza di tutte le politiche e su una priorità generale: il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. Una carovana fatta di azioni concrete per: Una Carovana per tutti Queste le nostre riflessioni, queste le nostre proposte che vogliamo sottoporre alla discussione, al confronto alla critica. Speriamo di coinvolgere quanti in questi anni hanno dato vita a esperienze innovative di Solidarietà e Cooperazione. Chiediamo a tutti di copromuovere e di costruire con noi le iniziative sui territori, di rendere più forte e diffuso quel tessuto di coalizioni, reti, cittadini organizzati, se vogliamo ridare slancio e creatività ad un grande movimento, di Pace e Solidarietà Internazionale, che dovrà far sentire la sua voce e le sue ragioni da oggi al 2009. | |
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