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La cultura manicomiale e le cure psichiatriche attuali prevedono interventi che vanno ad eliminare la dignità, l'autodeterminazione, il libero arbitrio dell'individuo, alterando la complessità delle relazioni di cui è intessuto.
Laddove una scelta, un comportamento o un'idea possa turbare le istituzioni, l'interesse privato fino ad arrivare al senso comune, la psichiatria dispiega le sue definizioni, le sue gabbie assistenziali e i suoi binomi (in primis le categorie “sano-malato”).
Ogni intervento “cura-riabilitazione” ha tratti incontestabilmente riconducibili a comportamenti xenofobi, di coercizione e di aperta violazione dei fondamentali diritti umani e civili, che non possono non essere condannate. Gli strumenti ostentati dalla psichiatria al fine di cambiare la personalità dell'individuo si basano sul controllo della mente attraverso la persuasione e l'assunzione di psicofarmaci spesso complementari ad un contenimento fisico.
Il COLLETTIVO ANTI-PSICHIATRICO muove da un idea di relazioni umane ecologiche che si esplica attraverso la solidarietà, l'empatia, l'autodeterminazione, in opposizione ad un monopensiero fatto di delega, disgregazione e omologazione.
Ritrovo settimanale: lunedì ore 21,15 Underground via Furietti, 12b Quartiere Malpensata- Bergamo
Inserimento a cura del Notiziario delle associazioni www.notiziariodelleassociazioni.it