TOSSICO: QUELLO SCONOSCIUTO

TOSSICO: QUELLO SCONOSCIUTO Un tema di cui instancabilmente si parla è che la droga è in continua evoluzione e si propaga in modo repentino.

18/gen/2008 10.20.00 Narconon sud Europa Contatta l'autore

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Un tema di cui instancabilmente si parla è che la droga è in continua evoluzione e si propaga in modo repentino. Sappiamo da tempo che viene mixata con alcol e farmaci creando cocktail infernali, vere proprie bombe per chi le ingerisce. Lo sanno bene gli operatori del settore, come l'Associazione Narconon Sud Europa (www.narcononsudeuropa.org, tel. 02 36589162), che continuano, da 26 anni, la loro battaglia quotidiana contro la droga.

Tuttavia, chi usa sostanze stupefacenti o alcol si dissocia totalmente dall'essere considerato tossico. Tossico, quello sconosciuto, era l'emaciato, l'imbruttito, sporco e lurido che vedevi accovacciato da qualche parte. Tossico, quello sconosciuto, era il barbone che viveva come un randagio, che si "faceva" per strada che veniva scansato, evitato, deriso, quello che guardavi con aria di sufficienza, che ti infastidiva. Tossico, quello sconosciuto: i quaranta/cinquantenni di oggi lo conoscevano bene...

Sicuramente qualcuno ricorderà anche quella pubblicità, contro l'abuso di droga, dove un cartellone riportava una serie di immagini: un bel giovane che il continuo uso di droga trasformava completamente, rendendolo irriconoscibile. Oggi, questa generazione, come può riconoscersi in quella immagine? È roba superata, storia di altri tempi, un modo alla "Cristina F: noi i ragazzi dello zoo di Berlino".

Verrebbe da sorridere nell'affermare che "non esistono più i tossici di una volta". Questo nuovo esercito, sempre più corposo, si ritiene furbo, "sgamato", capace di self-control: il trip settimanale che male può fare..? Queste scelte di vita, il più delle volte, vengono dettate proprio dall'immaturità; dal voler far parte a tutti i costi del gruppo dei "fichi", dalla voglia di evadere, escludersi, essere protagonisti e, alla fine, dall'ignoranza.

La famiglia, a loro dire, non li ascolta. Si sentono incompresi. Questa incomprensione sarabbe l'ostacolo che non gli permette di condurre una propria esistenza. In breve, le persone di famiglia sono antiquate e non sanno niente.

Ecco che allora l'operatore, completamente estraneo ai legami familiari, assume il ruolo di confidente, di amico, affinché i ragazzi non si sentano attaccati da quella che definiscono "la solita tiritera". Non serve a nulla dire che gli stupefacenti, l'alcol fanno male: questa è storia vecchia. Bisogna insegnare che tutto si può fare, ma senza bluffare con sé stessi...

Ce la si può fare. Ce la si deve fare perché lo sforzo compiuto per i giovanissimi, il raggiungimento di questo traguardo, è una vittoria per la società intera.


Pinuccia Cambieri (
pinuccia@prevenzionedroghe.org)
Via Leoncavallo, 8 - Milano
Tel. 02-36589162 Fax. 02-36589167

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