Comunicato stampa associazione "Amici della Romania" - Discriminazione di una nostra socia

07/apr/2008 18.00.00 Associazione Contatta l'autore

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Comunicato stampa Associazione “Amici della Romania”
 “Essere immigrato ed andare alle Poste è diventato ormai un lusso”
Oggi, 7 aprile 2008, prima delle ore 8.30 davanti l’ufficio delle Poste di Piazzale Douhet Giulio - Roma, Nadia Popusoi, membro del consiglio direttivo della nostra associazione ha subito una serie di attacchi mentre faceva regolarmente la fila, aspettando l’apertura dell’ufficio, da parte dai cittadini italiani presenti. Uno dei presenti l’ha prima colpita “accidentalmente” dopo di che ha iniziato a offenderla in quanto romena. Dopo le sono piombate addosso un’altra serie di offese da parte degli altri presenti, del tipo: “razza di delinquenti”, “non se ne può più di voi”, etc. La nostra socia ha dovuto aspettare il suo turno in un clima di palese ostilità dovuta ad un unico motivo: la sua nazionalità. L’associazione “Amici della Romania” ha denunciato l’accaduto all’UNAR che inizierà una campagna di sensibilizzazione nella zona. Come associazione stiamo vicini alla nostra socia e consideriamo l’accaduto come una conseguenza prevedibile del clima di tensione creatasi sullo sfondo delle dichiarazioni fatte da alcuni politici italiani in questa campagna elettorale. Riceviamo spesso questo tipo di denunce e tenteremo comunque di indirizzare i nostri sforzi per aiutare le persone vittime della discriminazione. Il risultato della strumentalizzazione della comunità romena da parte di alcuni esponenti della politica italiana, fa sì che il sentimento di insofferenza e di intolleranza nei confronti dei stranieri e soprattutto dei romeni si dilaghi a macchia d’olio nella popolazione. L’immigrante è diventato nell’immaginario collettivo ormai la causa di tutti i mali e ci si dimentica facilmente delle centinaia di migliaia di persone che pagano le tasse, che assistono gli anziani, che hanno un lavoro regolare e che si sono perfettamente integrate. Per evitare che l’accesso agli uffici pubblici diventi un fatto opzionale per gli immigranti anziché un diritto invitiamo tutti coloro che subiscono tali offese di denunciarle sia alle forze dell’ordine che al numero verde messo a disposizione dall’UNAR. La discriminazione razziale è un reato e come tale va combattuto. Invitiamo anche i cittadini italiani, che hanno un rispetto per la persona in quanto tale, a riunirsi a noi in questa campagna di sensibilizzazione.

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