Basta con i seggi elettorali nelle scuole.doc

Gennaro Capodanno "Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sueidee non valgono nulla, o non vale nulla lui" Via Tino di Camaino, 22 - Napoli Tel. 0815787434 - 3392384648 e-mail: gennaro.capodanno@tin.it LETTERAAPERTA Basta con i seggi elettoralinelle scuole!

24/apr/2008 11.10.00 Gennaro Capodanno Comitato Valori collinari Napoli Contatta l'autore

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Comitato Valori  Collinari  

Presidente:Prof. Ing. Gennaro Capodanno

“Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sueidee non valgono nulla, o non vale nulla lui“

Via Tino di Camaino, 22  - Napoli

Tel.  0815787434   - 3392384648

e-mail: gennaro.capodanno@tin.it

 

 

LETTERAAPERTA

 

Basta con i seggi elettoralinelle scuole!

 

    Sene parla da tempo, ma la decisione assunta in questi giorni dalla RegioneMarche, che sicuramente e necessariamente sarà presa ad esempio dalle altreregioni italiane, di procedere alla modifica del calendario scolastico, previaconcertazione con le singole scuole interessate, per tener conto dellasospensione delle lezioni per un periodo di sette-ottogiorni, determinata dalle tornate elettorali, politiche ed amministrative, dimodo da non inficiare la validità dell’anno scolastico, così come sancitadal comma 3 dell’art. 74 del decreto legislativon. 297 del 16 aprile 1994, vale a dire di 200 giorni minimi per lo svolgimentodelle lezioni, porta di nuovo in auge la vexataquaestio dell’utilizzo delle scuole come sedi dei seggi elettorali. Ciauguriamo, però, che questa volta la vicenda non si concluda, come in passato,con un nulla di fatto. Sono da sempre tra coloro che affermano che le scuolenon devono essere sedi di seggi elettorali, se non in quei casi, eccezionali,che non vi sia alcuna altra alternativa. In attesache,  adeguandosi alle nuovetecnologie,  si possa procedere al voto telematico, ovvero al voto espresso attraverso dei toteminstallati nei locali che ospitano le sedi comunali o in altre strutture dipubblico accesso come le stazioni dei mezzi di trasporto, se non addiritturaattraverso il computer, utilizzando  password personali, come sembrerebbe logicoche accada nell’era dell’informatica, eliminando così anche inotevoli costi che lo Stato sopporta per lo svolgimento della fase legataall’espressione del voto, sarebbe auspicabile che i seggi venissero postiin altre strutture pubbliche, a partire dalle caserme e dagli edifici militari.Peraltro, continuando ad utilizzare i plessi scolastici non si tengono nelladovuta considerazione, oltre che le esigenze legate al calendario scolastico,anche gli aspetti legati ai notevoli disagi che la sospensione delle lezioniarreca alle famiglie italiane. Pensiamo al dato che i milioni di studenti dellescuole interessate in tutto lo stivale, “orfani” di queste giornatedi lezione dedicate al voto, devono rimanere a casa per tutto il periodointeressato, che comprende giorni feriali, laddove, nella maggior parte deicasi, entrambi i genitori, in quelle giornate, devono andare regolarmente allavoro, sapendo di lasciare i loro figli, sovente studenti delle scuoleelementari o delle scuole medie di primo grado, vale a dire compresi in unafascia d’età tra i 6 ed i 14 anni, senza alcuna vigilanza, con tutte leconseguenze che ne possono scaturire. Ci auguriamo che il nuovo Parlamento, unavolta e per sempre, voglia porre mano ad una riforma elettorale che nonriguardi solo le modalità con le quali vanno compilate le liste elettorali efissati i risultati, ma che coinvolga anche la macchina organizzativadell’elezione stessa, di talché questa dovrà essere ricordata come l’ultimavolta che le scuole vengono utilizzate come sedielettorali, evitando, così, che per il futuro si debba ancora procedereobbligatoriamente ai necessari adattamenti di un calendario scolastico, eccessivamenteframmentato, con ripercussioni certe anche sulla didattica e sull’offertaformativa.

 

Gennaro Capodanno

Presidente Comitato Valoricollinari – Napoli

 

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