COMUNICATO STAMPAPadova 10 maggio 2008, Volontari nel mondo - FOCSIV, ha rilanciato a Civitas, con il seminario “Servizio civile di pace: la proposta degli enti locali e della società civile”, il progetto di realizzare una sperimentazione significativa sul servizio civile di pace da realizzarsi a partire dalla fine del
Quella prevista in Libano è una sperimentazione che permetterà da una parte di realizzare una prima esperienza pilota di fondamentale importanza per la piena definizione dei costituendi “Corpi Civili di Pace” dall’altra di “dimostrare” l’efficacia e l’efficienza, sia in termini economici che di impiego di risorse umane adeguatamente formate, di tale intervento in relazione all’intervento militare.
A presentare il progetto, Sergio Marelli - Direttore Generale della FOCSIV- che riporta l’attenzione sulla matrice della non violenza, “non violenza, quale obiezione di una cultura che pensa che la patria si difenda con i fucili, una matrice” afferma Marelli “ che è stata fondante, negli anni, del volontariato internazionale e dell’obiezione di coscienza e che oggi deve essere alla base del servizio civile, una matrice che oggi va rialimentata a partire da una fortissima spinta educativa.
“La scuola - sottolinea Marelli - deve avere come obiettivo quello di formare dei cittadini responsabili ed è per questo che è indispensabile che educhi i giovani ai valori di pace, convivenza e cooperazione, così come è indispensabile che le istituzioni pubbliche ed il Governo stanzino risorse adeguate per sostenere questa grande opportunità educativa e di servizio per i giovani del nostro paese nel suo intervento.” Il Direttore generale di FOCSIV non ha mancato di sottolineare, con estrema criticità, il taglio di quasi 20.000 volontari operato nel corso del Governo Prodi come un fatto di estrema gravità che rischia di vanificare lo sforzo profuso in questi anni dagli enti di servizio civile e, cosa ancor più grave, di non saper recepire la straordinaria risposta di moltissimi ragazzi.
Attori della sfera educativa sono anche gli enti locali, rappresentati oggi da Adriano Poletti, Coordinamento Enti Locali Tavola della Pace, 700 enti locali che hanno già sottoscritto l’impegno e lo portano avanti con servizi educativi di informazione e ma anche facendo sentire la loro presenza a livello internazionale. “Il ruolo alla diplomazia va applicato ovunque - commenta Poletti, raccontando della sua esperienza di sindaco che ha incontrato diversi colleghi nelle aree di conflitto - dobbiamo essere un elemento di prossimità, ponendoci come interlocutori per farli sentire meno soli”
L’intervento “civile” di pace è da intendersi non nella logica della contrapposizione all’intervento militare di garanzia della sicurezza umana, ma di “necessità” di una presenza capace di attivare processi di negoziazione, di ricomposizione delle fratture, di difesa dei diritti umani che coinvolga dal basso l’intera comunità locale. Nella convinzione che fra tutti attori nazionali ed internazionali, istituzionali e non, al servizio della costruzione della pace nel mondo, il ruolo di riferimento è quello della società civile organizzata sia del nord che dei sud del mondo che sempre di più si pone come il “soggetto” capace di interpretare e declinare, all’interno della logica della garanzia dei diritti umani, che cosa è pace ed in che modo garantirla e costruirla attraverso metodologie non violente.
Conclude Patrizia Sentinelli, Viceministra agli Esteri nella legislatura appena conclusasi “L’approccio interessante che la cooperazione internazionale ha acquisito negli ultimi anni e che si rispecchia in progetti quali quello presentato oggi da FOCSIV- dice
“Avremmo bisogno di presidi di corpi civili di pace anche sui nostri territori – aggiunge
Pur mettendo in evidenza la carenza dell’Italia e dell’Unione Europea relativamente al riconoscimento ed alla costituzione dei Corpi Civili di Pace,
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