ANAMMI: CONDOMINIO, LA CLASSIFICA DELLE LITI

14/mag/2008 11.20.00 ANAMMI Contatta l'autore

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Roma, 14 maggio 2008
COMUNICATO STAMPA

CONDOMINIO, LA "CLASSIFICA" DELLE LITI

L'ANAMMI, basandosi sulla sua attivita' interna e sulle segnalazioni dei suoi
13mila associati, ha stilato l'elenco delle motivazioni che, piu' di frequente,
provocano dispute tra gli abitanti dello stesso immobile

Dall'odore di cucina all'automobile posteggiata nel punto sbagliato, dal
bambino che gioca in cortile al cane che abbaia: in un condominio i motivi per
litigare non mancano mai. E' quanto dimostra l'ANAMMI, che ha disegnato
una "classifica" delle liti condominiali in base alla sua attivia' interna e
alle segnalazioni deGLi associati (circa 13mila in tutta Italia).

1. Le cosiddette "immissioni", ovvero rumori e odori provenienti da altri
appartamenti. Il classico ticchettio di scarpe femminili a tutte le ore,
l'odore di cipolla reiterato, lo spostamento di mobili a tarda ora sono casi
tipici di questo genere di motivazione. La cucina etnica ed i suoi aromi
forti sono spesso al centro di dispute di condominio.
2. L'apposizione in aree comuni, vale a dire la collocazione in ambito
condominiale di oggetti e mezzi di un singolo condomino. Qualche
esemplificazione: la fioriera attaccata al muro, l'automobile parcheggiata in
uno spazio non autorizzato nel garage condominiale.
3. I rumori in cortile, in particolare il gioco dei bambini. In un'epoca di
demografia a quota zero, le voci infantili sono, purtroppo, sempre meno
tollerate.
4. L'innaffiatura di piante e balcone, nel caso in cui il flusso idrico investa
pesantemente gli spazi sottostanti, appartenenti ad altri condomini.
5. Il rapporto con gli animali domestici, soprattutto quando si trovano in
ascensore o nel giardino condominiale.
6. Le liti che riguardano, a vario titolo, l’esterno del condominio: lo
sbattimento di tovaglie, il bucato in evidenza o gocciolante, i mozziconi
gettati dalla finestra.

Oltre il 50% delle procedure civili, nelle aule di giustizia, riguarda il
condominio, come confermano gia' da tempo le statistiche del Ministero della
Giustizia. Per Giuseppe Bica, presidente dell'ANAMMI, "arrivare alla citazione
non conviene, non soltanto per motivi finanziari e di tempo, ma soprattutto
perche' il comportamento illecito, nel frattempo, si perpetua. Meglio trovare
una soluzione amichevole e cercare di essere tolleranti". Essenziale, in questo
senso, e' il ruolo dell'amministratore di condominio che, spiega il leader
dell'Associazione, "deve saper mediare tra gli interessi, evitando lo scontro
duro, quello che porta alla denuncia". In media, circa 2 milioni di italiani
fanno causa per questioni condominiali, il piu' delle volte vedendosi
respingere il ricorso di fronte al giudice di pace. "Ecco perché la via della
mediazione resta quella da preferire", conclude il presidente Bica.

Ufficio stampa: Silvia Cerioli
tel. 06.55272323 - cell. 3387991367













































































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