02/06/2008 11:20 Ass. Sacerdoti Lavoratori Sposati
comunicato stampa - press release - Roma 1 Giugno 2008
Contro “le scomuniche Vaticane”: alcuni commenti e reazioni...
La Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso noto il 29 maggio 2008, attraverso l’Osservatore Romano, un Decreto generale “per tutelare la natura e la validità del sacramento dell'Ordine sacro”. Il Decreto afferma che, “fermo restando il disposto del can. 1378 del Codice di Diritto Canonico, sia colui che avrà attentato il conferimento dell'Ordine sacro ad una donna, sia la donna che avrà attentato di ricevere il sacro Ordine, incorre nella scomunica latae sententiae”, cioè automatica, riservata alla Sede Apostolica. Il Decreto, firmato del cardinale William Levada e dall’arcivescovo Angelo Amato, rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, è entrato in vigore il 29 maggio 2008 con la sua pubblicazione sull’Osservatore Romano.
Don Giuseppe Serrone, presidente e fondatore dell'Ass. Sacerdoti Sposati ha affermato che il decreto è destinato a trasmettere un avvertimento al numero crescente dei cattolici che favoriscono l'ammissione delle donne al sacerdozio.
Il decreto ribadisce che le donne-sacerdoti ed i vescovi che le ordinano sono scomunicati.
Don Serrone specifica che è lo stesso tipo di scomunica inflitta a Mons. Milingo dopo l'ordinazione episcopale di quattro sacerdoti sposati avvenuta nel settembre 2006 a New York. Mons. Milingo si era anche unito civilmente in nozze con Maria Sung nel Luglio 2006.
Don Serrone ha anche citato alcune parti di una lettera scritta il 31 Maggio 2008 da Mons. Milingo dalla Corea divulgata dal Vicario dell'ass. “Married Priests Now” Mons. Brennan.
Mon Milingo, continua don Serrone “sostiene l'Ordinazione delle donne e rifiuta la scomunica del Vaticano. Per l'ex Arcivescovo di Lusaka esiste una crisi di fede anche fra molti cardinali della chiesa cattolica. Le sole scomuniche non possono risolvere i problemi. Ormai tutte le chiese protestanti ed anche la chiesa anglicana hanno abbandonato il divieto all'ordinazione delle donne, mentre la chiesa cattolica e quella ortodossa vi sono attestate con fermezza”.
Don Serrone ha concluso sottolineando che l'emancipazione femminile progressiva è un segno di civiltà nella chiesa: è da riproporre un possibile ruolo ministeriale della donna, provocando un sondaggio biblico-storico, invitando a non farne un dramma e a non chiuderne le possibilità. C'è bisogno di un dibattito ad ampio respiro anche a motivo dell'orizzonte ecumenico. Non è una questione marginale ma è in gioco la credibilità di una chiesa oscillante tra ampie affermazioni di principio e difficile traduzione pratica in un clima di crescente partecipazione. Una presenza più apprezzata della donna nella chiesa potrebbe dare una fisionomia più cristiana e meno politica alle strutture ecclesiali, nel senso dell'accoglienza, dell'ospitalità del servizio e dell'amicizia.
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