
COMUNICATO STAMPA
PICCOLI PRDUTTORI, IL SISTEMA FUNZIONA MA I NUMERI NON SONO SODDISFACENTI. MARELLI: “BISOGNA PROMUOVERE
Roma, 9 giugno 2008.
In particolare i piccoli agricoltori - attraverso le organizzazioni contadine, i movimenti sociali e le Ong che si sono riunite a Roma nel Forum internazionale parallelo Terra Preta che si è tenuto in concomitanza con il vertice della FAO e che ha trovato la sua ideale conclusione nella marcia per il clima dell’altro ieri a Milano - chiedono ai governi di avviare procedimenti giuridici a favore delle vittime dell’emergenza alimentare e di perseguire il concetto della sovranità alimentare nell’approccio al complesso problema della fame.
Il nuovo modello economico e produttivo era già stato proposto dopo il vertice FAO del 2002 dal Forum parallelo delle associazioni di volontariato e “si basa sulla promozione del concetto di sovranità alimentare che è una evoluzione di quello di sicurezza alimentare – spiega Sergio Marelli, Direttore Generale FOCSIV – il quale per altro porta in sé il rischio di soluzioni emergenziali quando non filantropiche e della promozione di modelli commerciali ad esclusivo vantaggio dei potentati economici dell’agro-industria e dei Paesi grandi produttori agricoli, in particolare per lo smaltimento dello loro eccedenze produttive”.
Sei anni dopo, mentre l’appello rimane inascoltato, i progetti di aziende agricole che si basano sulla produzione finalizzata alla sovranità alimentare vanno avanti e di conseguenza crescono le esperienze e le competenze. In tutto i progetti nel settore agroalimentare sostenuti dalle Ong italiane aderenti alla FOCSIV sono circa 500 e si basano sulla promozione di una cultura agroalimentare che si fonda sulla sostenibilità ambientale, il rispetto dei suoli e il sostegno alle aziende a conduzione familiare. La maggior parte di essi si collocano in Africa. Seguono America Latina e Asia. Una presenza marginale di questo tipo di progetti si registra, invece, in Europa.
In Burundi, per esempio, la presenza ininterrotta da 30 anni dei Volontari Italiani per
Anche in Tanzania il Comitato Europeo per
In Madagascar, invece, a Tsiroanamandidy ci sono Goffredo Sacchetti e Bruno Castro di Reggio Terzo Mondo (Rtm). Il progetto agricolo che stanno seguendo è partito nel 2004 e ad oggi è al terzo step. “Il nostro punto di riferimento è il Centro di formazione dei gesuiti con annessi
“Come emerge dai dati il limite di questo tipo di esperienze consiste esclusivamente nel loro numero, ancora troppo ridotto rispetto alle esigenze diffuse – commenta Marelli -. Per questo anche i governi dovrebbero potenziare gli aiuti concreti ai produttori su scala familiare e agevolare il loro ingresso nel mercato. E questo non solo nei Paesi dove oggi la crisi alimentare quotidianamente continua a mietere vittime, ma anche in Europa. La lotta per la sovranità alimentare, infatti, è un elemento culturale da inquadrare su vasta scala che va oltre i Paesi considerati in via di sviluppo (Pvs) e che coinvolge anche l’occidente. In Italia, per esempio, i vantaggi del sostegno a questo modello produttivo sarebbero indiscutibili sia a livello economico, basti pensare al valore di mercato delle produzioni tipiche e tradizionali, che a livello ambientale per l’impatto positivo che le aziende su scala familiare hanno sulla preservazione dell’ambiente e dei suoli, in particolare di quelli marginali e a rischio di abbandono”.
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